mercoledì, giugno 24, 2009

Colonna sonora: Golden DJ - Hell is here

Interrompiamo momentaneamente pessimismo e fastidio per comunicarvi quanto segue:

GUIDA ILLUSTRATA AL FRASTUONO PIU' ATROCE, fuori ora per LAMETTE COMICS!
Sull’impronta ideale degli scritti critici di Lester Bangs, 31 disegnatori – per una panoramica attendibile del nuovo fumetto italiano – si cimentano nell’interpretazione di altrettanti classici della musica rock, garage, punk e non solo. Dai Velvet Underground ai Ramones, passando per Wire, Devo, Captain Beefheart, Django Reinhardt, Misfits, Germs, Cramps, Bowie, fino a nomi più oscuri come Nerorgasmo, Wretched, GG Allin. Una playlist eterna, risuonata a colpi di matite e inchiostro da: Marco Corona; Maicol e Mirco, Dr. Pira, Ratigher, Tuono Pettinato e Lrnz (Superamici); Squaz; Rocco Lombardi e Simone Lucciola (Lamette); Hurricane Ivan (Puck!); Valerio Bindi (Sciatto); Vincent Filosa (Ernest,); Officina Infernale; Alex Tirana; Lucho Villani; Johnny Grieco; Silvano; MP5; Akab; Sergio Ponchione; Ciro Fanelli… e tanti, tantissimi altri ardimentosi.

Copertina plastificata per la bellezza di 96 pagine e prezzo popolare di 10 euri incluse spese postali a copia, 5 euri + spese per le distribuzioni (chi ordina dalle 5 copie in su). Accettiamo naturally anche Paypal e ricarica Postepay.

Per ordinare la vostra brava copia, scrivete qua: sbrain@hotmail.it o contattateci su www.myspace.com/lamette

Per chi fosse come San Tommaso, una bella e sana preview sul blog di Lamette Comics: www.lamettecomics.blogspot.com

TRACKLIST COMPLETA autori/musicisti, in ordine alfabetico: Akab – THE RESIDENTS / Alex Tirana – RED HOT CHILI PEPPERS / Antonio Bruno – KLAUS NOMI / Ciro Fanelli – PSYCHIC TV / Dr. Pira – MANOWAR / Eugenia Monti – ATARI TEENAGE RIOT / Hurricane Ivan – I BRUTOS / Johnny Grieco – DAVID BOWIE / Lrnz – DEVO / Lucho – DJANGO REINHARDT / Maicol e Mirco – UOCHI TOKI / Marcello Crescenzi – BLACK FLAG / Marco “About” Bevivino – MINOR THREAT / Marco Bailone – TRUZZI BRODERS / Marco Corona e Antonio Solinas – GG ALLIN / Maurizio Ercole – THE CRAMPS / MP5 – RAMONES / Officina Infernale – MOTÖRHEAD / Ratigher – WRETCHED / Riccardo Pieruccini – DEAD KENNEDYS / Riot Queer – GERMS Sbro’ – NERORGASMO / Sergio Ponchione – WIRE Sicks – DANIEL JOHNSTON / Silvano – MISFITS Simone Lucciola – NICO / Squaz – CAPTAIN BEEFHEART / SS-Sunda – FAUST’O / Tuono Pettinato – THE DAMNED / Valerio Bindi – THE VELVET UNDERGROUND / Vincent Filosa e Giusy Noce – COWS

Distributori Lamette Comics:
Billy's Bones, via degli Olivi 46, Roma.
Deny Everything Distro, Roma.
Hellnation, via Nomentana 113, Roma.
Modo Infoshop, via Mascarella 24/b, Bologna.
Latitudine 42, via degli Aranci 65, Aprilia (LT).
Giufà, via degli Aurunci 38, Roma.
Next Emerson, via di Bellagio 17 - zona Castello, Firenze

martedì, giugno 23, 2009

Colonna sonora: Brusìo del monitor

"Caro punk-hardcore,

da mo che mi hai rotto il cazzo. Sono anni che preferisco ascoltare nenie psichedeliche di Nico, sproloqui dei Diaframma, deliri di Captain Beefheart, cantautorato sommerso o semplicemente il brusio di fondo del televisore, dopo aver staccato l'antenna.
Il motivo è che da un bel po' sei noioso, anche se ti registrano sempre meglio e mi mandano il press kit con la posizione degli strumenti sul palco (ma che cazzo me ne frega a me) e organizzano in tua celebrazione infiniti tour che attraversano la penisola da Canicattì a San Martino di Castrozza.
Ogni anno approdano qui almeno cinque leggendari gruppi inglesi o americani in avanzato stato di decomposizione, ed è un grande evento. Secondo me però cantare a cinquant'anni le canzoni che hai scritto a venti non è proprio il massimo della vita. Specie se devi fare da karaoke a un pubblico di teenagers che si entusiasmano non so perché. Sarà finito il mio teenagerismo, o è ora che tante indomite leggende vadano in pensione o suonino giustamente altro, perché la rabbia dura finché dura, poi rimane il mestiere. Suonando bene ma senza nerbo possono fare fessi gli altri, diceva il savio Dee Dee Ramone, ma non me. Sii pazzo o molla il campo. O deludi il tuo pubblico, che forse è meglio.
Ai concerti si respira molto cristianesimo latente e un clima da parrocchia, che forse GG Allin aveva pure intuito. Io mi preoccuperei della fica, più che del colore dei lacci degli anfibi di tutti i presenti: voialtri non so.
L'hardcore italiano è sparito magicamente. Mi manca.
Caro punk-hardcore, mi hai dato tanto. Ma te lo sei ripreso. Ciononostante, siamo sempre amici. Torna ai fasti e io torno a tutti i concerti. Giuro.

Tuo aff. mo,
il poverello".

martedì, giugno 09, 2009

Colonna sonora: Peter Laughner - Amphetamine

Lamette 6, aka Guida illustrata al frastuono più atroce sarà fuori a metà mese per il nostro/vostro tripudio ludibrio. QUI tutte le anteprime, il promo e la playlist aggiornata. QUI invece troverete le foto della festa di presentazione di "Annetta", l'albo monografico lungo di Rocco per Nicola Pesce Editore. Al party hanno suonato, quasi a sorpresa, i redivivi Blood '77, che - nonostante i casini logistici che li affliggono da anni - stanno preparando delle canzoni nuove per un nuovo cd. Il nuovo "de-Comporre" salterà fuori in tempi relativamente ancora molto brevi.

Tanta stanchezza, ma è decisamente meglio che aprire l'estate nel consueto clima di immobilismo sfigato e vacanziero, che contempla solo birra, viaggi senza meta e calzoni corti. Se anche l'Italia sta andando alla deriva totale, almeno il sottoscritto un giorno potrà dire di non aver contribuito in modo troppo sensibile allo sfacelo imperante dei costumi. C'è crisi? Ditelo a me. Io è una vita che sono in crisi. Se siete stanchi di tutto e anche di voi stessi, fate vostra una causa persa. Vi salverà.

mercoledì, maggio 27, 2009

Colonna sonora: Diaframma - Coda di paglia

Questo blog, nonostante la mia latitanza frequente, sembra ancora seguito. Anche i Diaframma, nonostante il fatto che abbiano cambiato tre cantanti e fatto almeno venticinque album, sembrano ancora bravi. Non sempre il verde è matematico.

In questi ultimi giorni ho ritrovato belle energie che sembravo aver annegato nel nichilismo. Lo faccio ogni tre settimane. Affogo e riemergo, affogo e riemergo.

Il nuovo numero di Lamette sta prendendo forma e sarà (spero) l'evoluzione in positivo della consueta antologia, che - diciamocelo pure - dopo cinque uscite non può seguire sempre lo stesso schema senza rompere i coglioni a tutti. Sul blog di Lamette Comics trovate una ricca anteprima dell'affaire, che ci sta entusiasmando tutti non poco, redattori-autori e autori-autori. Niente male in tempi così bui. Tempi in cui, per esempio, un giornale di merda come "Il Giornale" si permette di sparare a zero sul fumetto indipendente nostrano, nella persona di Sara Pavan del gruppo Ernest, con cui sono assolutamente solidale. Sul blog di Ernest, trovate ogni dettaglio sul fattaccio, dunque non ho nulla di puramente cronachistico da aggiungere, se non una riflessione personale.

Secondo quei poveracci che scrivono sul prezzolatissimo giornale in cambio di un magro ma indispensabile lucro, e che magari a breve si giustificheranno pure con il poliziottesco "Ho fatto solo il mio dovere", la sinistra cattiva, degnerata e mangiabambini ha esposto in quel della biblioteca comunale di Genova fumetti pornografici, disegnati male, e addirittura incitanti al transgender, alla pedofilia e all'omosessualità, che tanto per loro è tutto un bel mazzetto. Un po' come quando si diceva che i Led Zeppelin veneravano Satana, e che ascoltando al contrario quel tremendo polpettone che è "Stairway to heaven" si potesse ricavare una specie di messa nera. Beati loro che sono riusciti a mandarlo giù più di una volta, dritto o storto che fosse.

Ma insomma, perché non lo dite chiaro che del fumetto non ve ne frega un cazzo, e che siete mossi dalla pura necessità di screditare un avversario politico del padrone? Ora, fermo restando che il sottoscritto se ne sbatte della politica tutta: se il nemico avesse esposto Tex Willer, avreste detto che è roba violenta, razzista e che incita i bambini al consumo di alcool. Se avesse esposto Geppo, avreste detto che contiene messaggi satanici e incita i bambini al bullismo, visto che il diavolo buono prende solo calci nel culo. Se avesse esposto voi, crocefissi in sala mensa, ci sarebbe stata una gran folla di gerontofili a rimirarvi.

Il pianeta è sovraffollato, lo sanno tutti. Se state così male da vedere mostri ovunque, mettetevi una corda al collo e ponete fine una volta per tutte alle vostre ossessioni. Va bene che la fame è fame, ma se lo rubate ai piccioni un tozzo di pane pure lo rimediate.

P.S. Meglio se di sabato mattina. Così, se vi dovesse andare per traverso, avreste un paio di giorni per decantare per bene prima delle esequie.

mercoledì, aprile 22, 2009

Colonna sonora: Fausto Rossi - Paradise

Un promo-flyer velocissimo su cosa vi aspetta sul prossimo numero di Lamette.

Poi non dite che non vi avevamo avvertito.

Riflessione del giorno: il tempo è denaro, anche e soprattutto quando in alternativa lo passeresti a fare i cazzi tuoi belli.

lunedì, aprile 06, 2009

Colonna sonora: Kraftwerk - Europa endlos

Dunque, mentre il mondo è andato avanti di un altro mese dall'ultimo, striminzito aggiornamento, io ho girato e voltato per concerti, meeting, appuntamenti, mail, tavolo da disegno, sesso, droga e rock'n'roll, e ora sono malato e giù di morale per tanti motivi, tutti sintetizzabili con la solita parola (magica): instabilità. Naturalmente, ho bisogno di queste fasi per fare chiarezza sulle mosse successive. Altrettanto naturalmente, rischio di lasciarci anche gli ultimi neuroni. Al momento, comunque, il mio pensiero non è lucido, quindi è inutile cercare di seguire un ordine logico delle cose. Ho paura che si prepari un altro periodo di sfracassi, dopo un anno di agognata (e meritata) quiete, e questa è la cosa che mi turba, in sintesi. Il resto è buio. Buio. Buio.   

mercoledì, marzo 11, 2009

Colonna sonora: David Bowie - Heroes

Le novità su Lamette, Lamette Comics, Blood '77, ecc. ecc., andatevele a leggere sui relativi blog, su myspace, su Facebook, o quant'altro. Mi sono rotto i coglioni di ripetere sempre le stesse cose ovunque. Sì, sono stato a Bologna e bla bla bla. Le foto QUI. Bookmarkate e non chiedete più.

Quello che so ora è che sono di nuovo a casa, senza arte né parte come sempre, e che mi rode il culo in maniera ingiustificata e assurda, contro tutto il mondo. Anzi, era parecchio che non mi fumavano le palle fino a questo punto. Ce l'ho con me, con la mia vita e con la mia collocazione sociale, e con gli altri, con la loro vita, e con la loro collocazione sociale. Oggi devo aggiustare assolutamente un paio di cose, senza dimenticarmi le prove, perché sì, abbiamo ricominciato a provare. Niente male per un gruppo musicale, vero? Tra una vita e una collocazione sociale...

Baby, I don't care when you bury my body when I'm dead and gone.

venerdì, febbraio 20, 2009

Colonna sonora: Eurovisione

Seguito anche stasera, per voi, il duemilaquattrocentesimo Festival della canzone italiana. Sottotono, devo dire. Cito immediatamente il Maestro Califano, che ha commentato: "Me so buttato in veranda perché 'na noia... me ce voleva un secchiello pe le palle". Io invece - mio malgrado - sono rimasto in casa a causa del freddo, occhieggiando e ascolticchiando distrattamente qua e là. Commenti random:

- Il 90% delle giovani proposte, accoppiate ai grandi canzonettisti, vengono idealmente prese a calci nel culo dai rispettivi mentori, che cantano alla brutto dio 'sto duetto imposto dalla casa discografica e poi si fanno finalmente il loro sacrosanto show senza pupilli tra le palle.

- Cocciante ha il buon gusto di autodefinirsi "operettista popolare". Noto però con disappunto che ha perso l'incazzatura  con cui un tempo interpretava i suoi brani d'amor ferito, dando l'impressione costante che volesse passare dalle minacce alle vie di fatto, venendo alle mani con le varie belle (e alte) senz'anima.

- Irene ha una squadra così potente che riuscirebbe a far vincere pure il figlio di Celentano, ma dispone anche di una bella voce e di un ritornello catchy. Sarebbe più che logico che vincesse lei per la categoria giovani, ma a questo punto può anche sbattersene. Successo radiofonico assicurato.

- Vandelli vestito da pirata sta benissimo; se gli segano via una gamba potrebbe interpretare benissimo Long John Silver nel prossimo remake dell'Isola del tesoro.

- Pino Daniele può non piacere, ma è ineccepibile.

- Gabriella Pession è ineccepibilmente una fica stratosferica.

- Laurenti entra cantando per la terza volta, tirando troppo la corda e centrifugando i coglioni. Anche "My way", va detto, la canta decisamente meglio Teddy Reno. Il troppo stroppia. Solo Lucio Dalla sembra apprezzarlo, stasera.

- Gino Paoli è finalmente tornato a essere Gino Paoli. Colorito terreo e faccia di legno, appare sul palcoscenico ubriaco e in preda al consueto scorbuto. Ignora sdegnosamente Bonolis, e anzi, per un momento sembra sul punto di dargli un mozzico sulla capoccia come si fa coi polipetti. Apre bocca una sola volta, dopo aver cantato a turno tutti i suoi cavalli di battaglia, per biascicare: "Dovete tagliarmi per questioni di scaletta, o me ne fate fare un'altra?". Ottenuto un rispettoso dito, si prende tutto il braccio, autoinvitando la sua pupilla a ricantare un altro duetto con lui. Vecchia faina di un maledetto Gino.

- Califano, ospite in radio, rivela schiettamente: "Io lo odio, Paoli".

- Vecchioni, che accompagna la figlia di Red Canzian dei Pooh, ci fa invecchiare tutti di trent'anni.

- Sarà possibile fare una manifestazione a carattere musicale sulla TV italiana senza l'apparizione di uno dei Pooh, dei Pooh in combo, dei figli dei componenti dei Pooh, o alternativamente di Riccardo Fogli?

- Massimo Ranieri, il più rotto di palle di tutti, non vede l'ora di scaricare la sua pupilla per cantarsi un sano revival di "Perdere l'amore" per i nostalgici di Sanremo 1988.

- Tra Niki Nikolai, Iva Zanicchi, Sal Da Vinci, Al Bano, Afterhours e Tricarico - tutti orrendi - la giuria sceglie di silurare tutti eccetto il potentissimo Al Bano e Sal Da Vinci, spinto dal potentissimo Gigi D'Alessio. Va ammesso che la canzone "sessuale" della Zanicchi non è orrenda come le canzoni "sessuali" a cui ci aveva abituato la terribile Milva. Il dramma è che la sola idea di fare sesso con la Zanicchi farebbe vomitare un piccione, e nessuno all'Ariston riesce effettivamente a trattenere i conati. Personalmente avrei dato la canzone della Zanicchi a Dolcenera, e messo la Zanicchi a cantare "Il mio amore unico". C'avrebbero preso un terno entrambe. 

Nell'attesa della prossima serata, mi guardo un agghiacciante e pascoliano Peppino Di Capri ospite da Gigi Marzullo. Riuscirà Povia a farsi finalmente lapidare con le uova marce? Lo scopriremo nella prossima puntata.

giovedì, febbraio 19, 2009

Colonna sonora: Circle Jerks - Red tape

Oggi mi sono superato: live report, minuto per minuto, della seconda serata di Sanremo. Salto a pié pari ospiti stronzi e culone insulse, perché servono solo per arrapare il pubblico e pertanto non li ritengo rilevanti. Ok, pronti? Via!
Incipit: l'orrenda "Another brick in the wall", in versione orchestrale, come se già non ci fossero bastati a suo tempo i deliri di onnipotenza di Roger Waters. Ora che i Pink Floyd non esistono finalmente più, manco in quell'estrema, ignominiosa versione '79, quasi quasi li rimpiangiamo. Era meglio Mina.
Alexia-Mario Lavezzi: la nana s'è fatta il capello biondo e ha triplicato l'altezza dei suoi trampoli. Immancabile quanto inutile testo di Mogol, celeberrimo killer del pentagramma, noto per aver firmato i più grandi successi di Battisti, una delle peggiori canzoni di Rino Gaetano e una versione italiana di "Space oddity" di Bowie con cui è riuscito a far sì che il duca bianco venisse esiliato discograficamente per vent'anni dal suolo italico.
Povia: arieccolo che ci rifà col (suo) cambiamento sessuale. Il pubblico si sbraccia in applausi sentiti e microcefali e direi che il nostro ormai è sulla via della vittoria, visto che il casino l'ha fatto ed è abbastanza melenso, poppy e intonato da suonare anche radiofonico. Per completare l'opera, caccia fuori un altro cartello stile Fronte della Gioventù, e lo lascia educatamente in mezzo al palco come di consueto. Io lo rimanderei in parrocchia a calci nel culo.
Al Bano: viene introdotto come un veterano e già rabbrividisco. Mette piede sul palco gorgheggiando ancor prima che gli suonino la base. Neomelodico, strappacore e stracciapalle come sempre, Al Bano in sintesi sta cercando di prendere il posto del defunto Pavarotti, sostituendosi contemporaneamente a Verdi e Boito nella stesura di musica e libretto. Un progetto un po' troppo ambizioso per uno che bela come una pecora.
Laurenti: giunge cantando "New York New York" meglio di quanto potrebbe fare il 97% dei cantanti in gara. La sua voce querula - com'è noto - è tale solo quando parla. Mo però non ce lo propinate così ogni sera, ché due di fila bastano. Garrone nei panni dell'Eterno ancora non si vede.
Niki Nikolai e soncazzo chi altro: testo di quel monte di sudicio di Jovanotti, ottimo per essere interpretato da Tony Renis. Oggettivamente bella prova, considerato lo spirito vintage che li anima, ma due palle incommensurabili. Ha vinto la Piccola Orchestra Avion Travel, potrebbero vincere anche loro.
Sal Da Vinci: sponsorizzato da Gigi D'Alessio, giunge sul palcoscenico tra urla da sceneggiata meroliana che il suo pubblico gli rivolge entusiasta. La solita broda sofferente, da ascoltare asciugandosi gli occhi col fazzoletto mentre si mangiano spaghetti a vongole in un esterno ristorante.
Gemelli Diversi: i gangsta de noantri. Odio l'effetto discotecaro con cui distorcono i coretti. Testo "sociale" nello standard a base di babbi alcolizzati, mamme puttane e figlie prostituite, eppoi galeotti, infami e malinquenti. C'è bisogno di aiuto, cantano. Mi pare un'ottima idea: andate a fornirlo e levatevi dalle palle.
Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour: ancora un pezzo (di merda) di Mogol. Pupo canta come in "Firenze Santa Maria Novella", Belli stona e a tratti si affoga, e Youssou N'Dour è un mix tra il Paul Anka di "Ogni volta" e un muezzin. Morandi, Tozzi e Ruggeri erano un'altra storia. Che vadino tutti al casinò, che forse Pupo c'ha un paio di numeri buoni.
Renga: antipaticissimo come sempre, anche lui torna alla ribalta una volta l'anno, solo per Sanremo. Ennesima esibizione della sua voce bianca. Come sottolinea giustamente Bonolis nell'incipit, è adattissimo per cantare in chiesa. I Timoria per fortuna mi hanno sempre fatto cacare, e mi sento risollevato. Battuta necroinfelice dello stesso Bonolis, che a due secondi dallo stacco pubblicitario dà del "Pavarotti secco" a un orchestrale barbuto. Doppiamente infelice, se si considera la lunga e avvenuta consunzione di Big Luciano. Il pubblico rimane muto. Vabbè, paciénza.
L'Innominato: preferisco non scrivere il suo nome, e mi gratto pure un tantinello le palle, però devo riconoscere che è l'unico che abbia un testo. Se vince lui non possiamo che fare spallucce e toccarci ripetutamente il sacchetto scrotale prima di riconoscergli del mestiere e del talento.
Patty Pravo: finalmente riesco a vederla. Eterhea (con la errhe). Ci sibila una canzone melanconica indossando uno strano vestito con due simil-buchi sulle tette. Patty, per me è ora di andare all'ospizio, ma bisogna dire che il pubblico ancora ti strapplaude. Contenti loro...
Santamaria, Accorsi e PFM: appaiono inaspettatamente, coverizzando "Bocca di rosa". Accorsi è stonato oltre i limiti dell'immaginabile. Di Cioccio l'avrei voluto alla batteria, al microfono scazza. Santamaria, per essere un attore, se la cava egregiamente. La domanda è: era proprio necessario? E se sì, non poteva cantare Cristiano De André? No, ripensandoci, meglio di no. Bonolis piglia Accorsi per Santamaria, attribuendogli l'interpretazione televisiva di Rino Gaetano. Si continua con "Il pescatore" e la gente vuole il bis. Io passerei.
Marco Carta, quello di Maria De Filippi: ho detto tutto. Avanti il prossimo.
Leali: sempre fuori tonalità, vedi ieri sera. Canzone sbagliata, cantante sbagliato. Spero esca.
Dolcenera: becca fischi di apprezzamento tipici da osteria. Il sospetto che tenti un colpo gobbo scopiazzando la Antonella Ruggiero dei bei tempi si incunea nelle mie sinapsi. Riascoltandola, mi sa che è radiofonica. Buone possibilità.
A questo punto giunti, non vedo l'ora di sapere chi dei big sarà effettivamente fatto fuori.
Haber: neuropatico come di consueto, entra tremando e sbuffando: poi si rilassa e legge Paolo Giordano. Gran testo e grande interprete. Pochi cazzi.
Silvia Aprile: è una dentona con mentore Pino Daniele. Canta ma non mi tange. Senza infamia e senza lode.
Chiara Canzian: non è cazza di scendere la scalinata da sola, e si fa portare giù da Bonolis. Mentore Vecchioni, che si sbilancia a definirla una delle migliori tre cantanti donne attualmente in circolazione. Bella presenza e caratteristici acuti tremuli, non mi pare poi tutto sto granché. Appresso.
Karima: una bella polpettona. Mentre canta si leva le scarpe, e l'effetto bella polpettona incrementa del 20%. Finora la migliore del mazzo, anche se tende a strafare e sgarra qua e là. Pubblico e giuria apprezzano.
Iskra: corista di Lucio Dalla, ha l'aspetto e il portamento di una barbona. A questo punto, visto e considerato anche il look del cantautore bolognese, mi immagino che tutta la band di Dalla raspi nei cassonetti alla fine di ogni performance. Voce particolare e un pò roco-affogata, pezzo dalliano. Niente de che, ma considerando che sulle prime pensavo a un siparietto di Panariello, c'è andata pure di lusso.
Barbara Gilbo: ce la propina un non convintissimo Massimo Ranieri. Condivido la sua non convinzione.
Arisa: dev'essere un diminutivo per Marisa. Veste da pornoinfermiera giapponese e ha come mentore (l'ormai centenario, immagino) Lelio Luttazzi. Poco intonata e con effetto microsolco dietro la schiena, ma divertente.
Seconda falcidiata di big: la giuria demoscopica mette stavolta alla gogna Al Bano (un nuovo miracolo italiano?), Niki Nikolai e consorte e Sal Da Vinci. Pupo becca un botto di fischi, ma passa uguale.
Sigla.

mercoledì, febbraio 18, 2009

Colonna sonora: Lalli & Pietro Salizzoni - Una lettera per me

Ieri sera, come è mia consuetudine, ho visto gran parte della prima puntata del festival di Sanremo. Vado dunque a recensire quello che ho visto, con l'occhio clinico di un seguace pluridecennale; fateci la tara, ovviamente, ma ascoltate.
Scenografia/scaletta: la migliore degli ultimi cinque anni, sicuramente. L'opening con l'infante che suonava tre note di piano e con la balena di Cremona (che immagino snellita ad hoc dal digitale) non era male. Mi chiedo solo se per tributo a Pavarotti non ci tocchi sciropparci "All'alba vincerò" all'inizio di ogni serata. Sarebbero cazzi da cacare.
Conduzione: odio Bonolis, ma ammetto che è meglio di un calcio nelle palle. Ogni tanto si impappina, ma fa il Pippo Baudo della situazione in maniera irreprensibile. In coppia con Laurenti, che pure non adoro, due sorrisi li strappa. Manca Garrone con la tazza di caffé e poi lo spot della Lavazza è pronto. La bonàzza di quest'anno va detto che è una sconosciuta un po' mussuta, ma cacchio, chi non ci metterebbe la firma? Basta che sia carne.
Cantanti pervenuti:
Dolcenera: con tutta la visibilità che ha avuto in passato, è chiaro che se non ha cavato un ragno dal buco non lo caverà mai, men che meno con  i cambi di look (leggi: tentativo di cambiare personaggio rivendendo la stessa persona). Peccato. Bella presenza e voce indiscutibili, ma chi ti scrive le canzoni? Musicalmente insipida. Le vie di mezzo non servono a un cazzo, Dolcenera. O tiri o smolli.
Leali: ritirati, è meglio. Patetico lui e patetica la canzone. Immagino che gliel'abbia scritta Mogol, o qualche altro settantenne che fa le canzoni per i giovani. Devo dire pure che ha preso belle stecche, e cantato fuori tonalità. Leali, ma te l'eri scritta sulla mano anche tu come Vasco Rossi?
Tricarico: vatt'a ricoverà agliu 'spitàle psichiatrico! Atroce, insensato, privo non solo di intonazione, ma anche del concetto stesso della stessa. Non so se volesse dare l'idea di avere il fattore X, ma comunque vada non c'è riuscito. Butta Tricarico.
Benigni: come al solito si rivende tre o quattro battute su Berlusconi, suo probabile amico e cavallo di battaglia, e poi spara sulla croce rossa riciclando la poesia d'altri. Stavolta tocca, se non vado errato, al "De profundis" di Oscar Wilde, omettendo naturalmente - sempre se del "De profundis" si tratta - le parti in cui Wilde rifacciava a Bosie questo e quello. Vince bene, zaccagnando il fascista Povia e la sua canzone, che ancora non s'è sentita né Benigni probabilmente sentirà o se ne sbatterà le palle di sentire mai. Tutti si commuovono, e lui esce silenzioso e serio, senza zompettare, baciare nessuno o toccare tette e culi, perché la circostanza ormai non lo richiede più. Un professionista, ormai troppo.
Povia: visto che l'abbiamo nominato, eccolo. Scrive la sua "Luca era gay" ispirandosi chiaramente a "Toni era uno skin" degli ADL 122. La canzone sostiene con garbo che dall'omosessualità si può guarire, anche se - bada bene - non è una malattia. Povia, con quelle mossette mi sa che l'hai preso nel sedere anche tu, prima di venirci a decantare pubblicamente le tue verità soggettive. La platea, costretta dalla circostanza a fare una standing ovation a Benigni Wilde-declamante, applaude di cuore e con moto liberatorio, felice di non avere un figlio frocio. Rimangono giustamente in silenzio i rappresentanti dell'ARCI gay, intervenendo subito dopo per sottolineare il fatto che Povia è un coglione. Non posso che concordare.
Irene: figlia di Zucchero, sceglie saggiamente di non utilizzare il proprio cognome, anche se si fa scortare dal potente genitore. La canzone funziona, lei pure. Non impazzisco ma riconosco un certo stile.
Paoli, per qualche secondo in collegamento: appare sobrio e dispensa persino lusinghe. Delusione enorme.
Non pervenuti:
La Zanicchi: dicono che sia stata eliminata. Era ora. Torna a fare OK il prezzo è giusto. Raus.
La Pravo: me la sono persa ma la immagino come è sempre stata, fin dai tempi in cui cercava di copiare Nico; finto-fricchettona, incipriata e stonata, forte di una canzone incomprensibile. Sono cattivo io o mi sbaglio?
I vari vincitori di Maria De Filippi: li ho visti, ma non sono pervenuti lo stesso. La burinaggine conclamata la scarto a priori, specie se giovane.
Vi aggiornerò presto con la seconda e terza (se gliela reggo) serata.
Adieu.

venerdì, febbraio 06, 2009

Colonna sonora: The Wanderers - Sold your soul for fame

Continuo ad aggiornare svogliatamente questo diario. Staziono tra il baratro e il tentativo di produrre; nelle pause in cui non sono nelle bettole a riempirmi di grappa, infatti, mi spiaccico sul tavolo da disegno o davanti al PC a mettere in piedi nuove parabole a fumetti mie, di altri, o mie e di altri. Oppure svolgo lavori di traduzione atti a rimediare soldi per attutire le spese per la grappa di cui sopra. Anteprima: Lamette Comics a giorni rilancerà con il terzo albo della collana fuori vena, firmato da sua maestà AKAB. Inutile dire che vale assolutamente la candela averlo non appena metto su il promo. Notifica: su Facebook ricevo dieci inviti al giorno per concerti ovunque e di chiunque. Verrei molto volentieri a tutti: mi pagate il viaggio? Mandatemi due biglietti del treno via posta ordinaria, con una settimana d'anticipo, e vi supporto tutti con la mia straordinaria presenza. Non mi sono rincoglionito o allontanato dal giro come si vocifera: semplicemente, il giro mi paga da bere? Avverto subito il giro che non mi basta un solo giro.

Ci sono altre quattro cose che voglio dirvi. Non organizzo concerti. Non organizzo concerti. Non organizzo concerti. Mi spiace per me e per voi, ma non organizzo concerti.

Nel mio non organizzare concerti, comunque, vi consiglio di contattare direttamente voi i locali. Io ho messo almeno una volta piede dappertutto, ma mi considerano una bella gatta da pelare.

Trovatevi un biglietto da visita migliore.

sabato, gennaio 17, 2009

Colonna sonora: Diaframma - Diamante grezzo

Fanno esattamente 7 giorni che non metto il naso fuori di casa, e per giunta ci si mette anche l'influenza a prolungare la mia naturale reclusione. Gennaio inizia con freddo, pioggia, vento e raffreddore. Dopo dieci giorni trascorsi più o meno nel pallone, ho avuto un periodo di iperattività spaventosa, che ho utilizzato per lo più intercambiando matita e pennarelli, con sottofondo fisso dei dischi più recenti dei Diaframma, che ho scoperto essere un'ottima colonna sonora per queste cose.

Dopo tanto tergiversare, mi sono finalmente deciso a trasferire il mio (scarno) armamentario da disegno nella mia camera. Forse non ho bisogno sempre della razza umana, ma di uno stereo e di un riscaldamento decisamente sì.

A breve giro vedrete quello che ho fatto online, posto che vi iscriviate a Facebook (in tal caso, contattatemi col mio nome e cognome: non ho omonimi) o che seguiate il blog di Lamette Comics.

Ogni mio progetto musicale è temporaneamente sospeso. Si riprende a febbraio inoltrato, si spera con una marcia in più, per tirare fuori un seguito degno di "Romantic Hotel" e dello split coi Bone Machine.

giovedì, gennaio 01, 2009

Colonna sonora: Honeybus - I can't let Maggie go

L'anno nuovo si apre con un diluvio torrenziale su tutta la regione Lazio. Qui ce lo meritiamo maggiormente rispetto ad altri comuni, visto che abbiamo votato la parrocchia e siamo giustamente ritornati al 1986, nube di Chernobyl inclusa. Tra i miei propositi per l'anno nuovo, c'è la fondazione di una lega per l'abolizione della riproduzione di brani di Vasco Rossi all'interno dei locali pubblici e delle pubbliche piazze. Basta col benzinaio e con tutto il suo dannato seguito di tossici paesani e aspiranti tali: anche loro fanno parte del passato. Zang tumb tamb, noi siamo futuristi, e come tali speriamo venga la guerra, per purificare con la sua fiamma rigeneratrice questa plastica umanità. Il Presidente ha aperto il suo messaggio augurale dicendo che se vogliamo essere ottimisti, tra un po' ci abbofferemo di merda; anche se i pessimisti sostengono che non basterà per tutti. Grazie, Presidente, non ce ne eravamo accorti. Rimane solo da chiedersi quali altre leggi vareranno ora i nostri parlamentari per affossare un altro po' il concetto di democrazia, nel quale, vivaddìo, il sottoscritto non ha mai creduto. Who said democracy's in with human rights?
Solo adesso mi rendo conto di quanto gli anni ottanta siano stati anni di merda.

rigurgitato da ilpoverello | 16:40 | amarcord, vintage, via crucis, cronaca lòcal | commenti (10)

lunedì, dicembre 15, 2008

Colonna sonora: Cock Sparrer - Tough guys

Locals tutti, accorruomo qui!

mercoledì, dicembre 10, 2008

Colonna sonora: Garbo - Vorrei regnare

Fumetti in pasto ai coccodrilli! Il 27 e 28 dicembre nel castello medioevale di Itri (LT)

Non perdetevi la rassegna di fumetti underground che Lamette Comics ha organizzato per il 27 e 28 dicembre nel castello medioevale di Itri (LT), in contemporanea con il festival musicale Muviments, organizzato contemporaneamente dalla CAGA nella medesima location.

Comics: in esposizione nella torre dei coccodrilli: materiale storico della rivista Frigidaire, tavole originali dei Superamici (Maicol e Mirco, LRNZ, Ratigher, Dr. Pira, Tuono Pettinato), "Campana" di Simone Lucciola e Rocco Lombardi, Epoc ero uroi, la nuova rivista romana di fumetti e sperimentazione, Mad Dog, Marco "About" Bevivino, Little Point. Sabato 27 ore 21: Vincenzo Sparagna presenta la Repubblica di Frigolandia e il suo libro "Frigidaire: l'incredibile storia e le sorprendenti avventure della più rivoluzionaria rivista d'arte del mondo". Nelle due serate, banchetti di fumetti autoprodotti e dell'editoria indipendente: Becco Giallo Editore, Grrrzetic Editrice, Edizioni del Vento, Coniglio Editore.

Musica: sabato 27 - Canes Venatici (space cabaret) + Voci Ad Effetto (due corde vocali elettroniche) + Cristiani & Moneta (danza butoh); domenica 28 - Garbo (pop wave '80) + Above The Tree (post folk sperimentale) + Il Mototrabbasso (viaggio schizzoide nei mondi della musica). In ambo le serate: performance, installazioni, videoarte.

Scarica qui il FLYER di Fumetti in pasto ai coccodrilli

Scarica quo il FLYER di Muviments

domenica, dicembre 07, 2008

Colonna sonora: Beatles - Lucy in the sky with diamonds

Su richiesta di Sveden, approfondisco con spunti filosofici e sociologici la tesi secondo la quale una volta le donne erano attirate dalla musica, ora scappano, argomento che si potrebbe tranquillamente sottotitolare "sull'involuzione del ruolo della groupie nella società contemporanea".
Partiamo dagli anni venti/trenta, che sono in effetti un po' lontanucci. Il musicista blues, precursore del rocker, era ritenuto - a ragione -  il peggior esempio di elemento sociale estrapolabile dal campionario umano. Generalmente di estrazione poverissimissima (i genitori, quando non erano ignoti, svolgevano per lo più il mestiere di schiavi neri presso una qualche piantagione di cotone), il bluesman era proprietario di una sola chitarra, viaggiava rigorosamente a scrocco, saltando su e giù dai treni (era abilissimo nell'arte di non spezzarsi la spina dorsale), ed era totalmente soggiogato dalla sua natura di paria. Va da sé ch'egli non cercava alcun tipo di riconoscimento sociale, anzi, faceva di tutto per essere sempre più indesiderabile in questo senso. Il capitale economico del bluesman era costituito dal suo singolo e temporaneo cachet, che spariva di serata in serata a causa dell'inclinazione naturale - recesso delle umili origini - a sputtanarsi immediatamente, se non prima di subito, ogni singolo centesimo in superalcolici, sigari, vestiti eleganti, morfina, eroina e qualsiasi altro tipo di psicotropo godereccio. Questo naturalmente faceva di lui un gran fico, perché correvano ancora i tempi in cui le proibizioni o i soggetti messi comunemente alla gogna e alla berlina attiravano le signorine da marito come mosche sulla cacca. Robert Johnson, il più fico dei bluesman fichi (anche perché sosteneva di aver imparato a suonare la chitarra dal diavolo in persona, e forse era vero) fu difatti avvelenato per una questione di corna. Lasciamo da parte il dato cronologico e passiamo al jazz: Chet Baker usava notoriamente il suo ascendente sul gentil sesso come un gancio infallibile per procurarsi la robba; saltiamo al rock'n'roll: Elvis aveva talmente tanta fica a disposizione che il suo povero cuore non ha retto; Jim Morrison riusciva a vendere dischi anche quando per ripicca decise di bere fino a pesare cento chili e di farsi crescere un barbone esagerato; persino Sid Vicious - da vivo, non da morto - aveva le sue fan, che non si facevano impressionare dal fatto che avesse in uso di sciacquare le siringhe nelle tazze del cesso, o che avesse contratto l'epatite almeno una volta al mese per tre anni di fila. Il fenomeno musicista=fico naturalmente è esploso nei 60's, con la Beatlemania; da lì, con i Rolling Stones, finalmente le groupies vere e proprie (quelle che collezionavano musicisti, insomma, e a volte anche un "plaster caster" del loro membro in ricordo). E non è finita qui: nel 1973, i New York Dolls, ovvero la scoperta che l'ostentazione di un'ambiguità sessuale inesistente attira più groupies, e via tutti con il trucco, gli zatteroni e i tacchi a spillo. Il glam è stato praticamente né più né meno che una calamita infallibile per la fica. Potremmo seguitare per due giorni di fila, ma proviamo a fermarci qui e a interrogarci piuttosto sullo stato attuale delle cose.
All'origine del dramma odierno del musicista: la televisione, il nuovo ordine mondiale, gli stilisti di moda. Il nuovo modello di uomo ideale - data questa nuova serie di discriminanti - è dunque il seguente: un imprenditore che colleziona capi firmati, occupa un ruolo di primo piano in società (anzi, di società ne possiede una), e con ogni buona probabilità lo prende anche occasionalmente nel sedere. Alternativa più creativa: un calciatore depilato, almeno di serie B. Considerato il gap generazionale, insomma, il musicista è tornato al suo ruolo originario di paria, anzi, diciamo che non è mai salito di casta. La differenza è che oggi come oggi, se dici a una ragazza che suoni in un gruppo, lei pensa in automatico "Non c'ha 'na lira, si fa di roba pessima, sicuramente è alcolizzato, e per giunta mi dovrei pure sorbire i suoi cazzo di dischi e accompagnarlo ai concerti. Manco i cani, meglio un pugile". Caro svedese, ormai quello che è fatto è fatto: la fabbrichétta non l'abbiamo messa su e a trent'anni c'è poco da palleggiare. Quello che il musicista deve fare, in concreto e per migliorare la sua posizione, è ammollarlo a tutte, a prescindere da peso, età, razza, lingua, religione, bellezza, bruttezza, colore dei capelli, degli occhi, delle unghie e della fica. Si farà un passaparola e tu manterrai inalterato il tuo status quo di rocker trombante. Questo è.

lunedì, dicembre 01, 2008

Colonna sonora: Gaznevada - Mamma dammi la benza

Oggi gradisco lamentarmi.

Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo, è una settimana che non c'è una sola cosa che torna o almeno mi va liscia, porcoddio sto senza una lira, anzi prima ero al verde mo sto al rosso, non salta fuori un lavoro manco se pago io qualcuno per dare un lavoro a me, ma solo grane, grane, grane, tante grane tutte gratis, la gente che mi circonda vuole da me attivismo, continuo attivismo, e se c'è da scaricare una patata bollente eccomi qua, la mollano a me che ancora scotta e fuggono come volpi braccate, perché loro c'hanno i cazzi loro da fare, io no, non posso, io sono il factotum della città della città della città della città, ma quale cazzo di città, ma chi se ne strafotte di questa arcimaledetta città e dei suoi abitanti tutti, ma perché non buttare il napalm sull'87% di loro, che certo sono più idioti e stronzi e inutili dei vietnamiti sterminati ingiustamente in Vietnam, e già che ci siamo il Natale, tra un po' è Natale, io odio il Natale, non voglio vedere nessuno a Natale, non voglio fare gli auguri a nessuno, spero solo che mi diano tutti dei soldi, e poi dopo Natale puntuale come la morte arriva pure il Capodanno, e io non voglio manco che venga il Capodanno, non voglio dovermi trovare un'altra volta nella miserabile eventualità di decidere cosa farò a Capodanno, e trova un concerto per Capodanno, e trova una casa piena di alcool e droga per Capodanno, e trova qualcuno che non voglia fare il cenone a casa coi parenti a Capodanno, e trova tutta la gente che vaga per una piazza qualsiasi ubriaca e più stupida che mai perché è Capodanno e tu invece sei uno stronzo che non si organizza e che il 31 dicembre tutto quello che sa pensare è che è passato un altro anno e lui ancora non sa neanche lontanamente dove andare a parare, e tornando al Natale, mi merito un regalo di Natale perché so che mi merito un regalo di Natale, e quindi lo cerco su Ebay perché non voglio regalarmi una cazzata che hanno tutti e possono avere tutti, ma ultimamente perdo tutte le aste, perché c'è sempre qualche stronzo che ha più soldi di me e rilancia rilancia rilancia, a partire da quattro giorni prima che l'asta si chiuda, e quindi vaffanculo pure Ebay, ma che dico Ebay, qua non ce n'è più per nessuno e io voglio spendere i soldi che non c'ho, mi sono laureato in DAMS in piena crisi economica perché sono un minchione inqualificabile, e più minchione ancora di me è chi ha istituito le facoltà letterarie in un mondo di avvocati medici ingegneri politicanti poliziotti e raccomandati di ogni sesso e misura che occupano tutte le altre cariche, non posso fare un concorso perché mi è precluso, non posso fare il regista perché non sono né ricco e né figlio di un regista, non posso fare il critico cinematografico perché non me ne frega un cazzo del cinema, però nonostante tutto la gente viene da me che ci ho messo quindici anni quindici signori per autoprodurmi le mie cose senza andare in perdita, e mi chiede tutta in coro a Simò c'hai qualche spiccio, a Simò c'hai 'na sigaretta, bello sto libro me lo regali, bello sto disco ma mica devo pagarlo, a Simò ti devo chiede 'na cosa solo tu mi puoi aiutare, perché gli altri sono tutti egoisti e venali e tu sei l'unico buono io lo so, sì ma i buoni muoiono con un cazzo nel culo, e io non amo farmi fottere in una posizione che non sia lo smorzacandela con lei sopra e io sotto, quindi vi ringrazio per i complimenti e per l'interesse e per le gratificazioni quotidiane, ma ne ho ricevute talmente tante che ormai me le faccio fritte, e non le trovo nemmeno buone da mangiare dopo, perché gratificare qualcuno non costa un cazzo, le buone parole si possono dire gratis, e pure i consigli si possono dare gratis, e io ho la sfacciata fortuna di conoscere centinaia di persone che mi vogliono talmente bene che mi rincorrono in mezzo alla strada per darmi un consiglio, mi telefonano a casa quando sto dormendo o cacando per darmi un consiglio, o per dirmi quanto sono bravo bello, buono e intelligente e quanto male farei a non ascoltare il consiglio che ora stanno per darmi, ma perché cazzo non vi cavate il portafogli dalle tasche, lo aprite a metà e prendete un pacco di banconote e me le mettete in mano come faceva la buonanima di mio nonno, che consigli del cazzo per me non ce ne aveva mai, e c'è da maledire il signore per non averlo reso immortale, visto che era saggio, onesto e non aveva bisogno di doversi sentire migliore di me perché migliore di me lo era sul serio. Non so se è chiaro il concetto.

MI SONO ROTTO I COGLIONI. MI AVETE ROTTO I COGLIONI.

giovedì, novembre 27, 2008

Colonna sonora: Neon - Sentimental love

Ricapitolando: ho una, due, tre, quattro richieste che dovrebbero portarmi a mettere mano al tavolo da disegno. Domani mattina mi devo svegliare mio malgrado all'alba. Sono occupato per tutto il weekend. C'è questa, quella e quell'altra faccenda in sospeso. La corrispondenza si infittisce e diventa più intrigante. I soldi stanno finendo. E in tutto questo io cosa faccio? Mi scarico l'emulatore Amiga con tutte le roms dei giochi che mi incollavano abitualmente al computer dal 1989 al 1992, e mi incollo di nuovo per ore e ore e ore davanti agli stessi giochi: senza uscire di casa, senza fare un cazzo, senza fumare una sigaretta (quella della buonanotte me la fumo ora), senza riuscire a finirne uno!

Risultato: ho la testa pesante e dei crampi spaventosi ai tendini delle mani. A volte c'è dell'esagerazione anche nel non negarsi mai nulla.

venerdì, novembre 21, 2008

Colonna sonora: Guns'N'Roses - Chinese democracy

Come tutti i myspaceiani che si rispettino, anch'io ho ascoltato in anteprima "Chinese democracy", il pluri-pluri-pluri-pluri posticipato nuovo disco di Axl Rose a nome Guns'N'Roses. Le demo che circolavano erano abbastanza terribili, ma qualcosa mi diceva che dopo dieci anni Mr. Rose avrebbe comunque tirato fuori un capolavoro rock, visto che ne ha già uno all'attivo ("Appetite for destruction") e aveva provato a fare una specie di white album ai tempi di "Use your illusion", fallendo per eccesso di materiale incluso. Devo dire pure che la title track faceva ben sperare...

Perché allora dopo quattro pezzi 'sto disco diventa una purga?

Basi sintetiche, arrangiamenti pop, ore e ore di assoli inutili e lunghissimi che rifanno il verso alla base. E poi gorgheggi, acuti, e poi ancora gorgheggi: un karaoke pallosissimo e lentissimo, dove il nostro chiarisce a tutto il mondo di essere un gran cantante. Peccato che i pezzi - tranne quattro o massimo cinque eccezioni - siano dei polpettoni inutili, che non ci sia un minimo di rock'n'roll e che il tentativo di guardare avanti non renda "Chinese democracy" qualcosa di moderno e originale. Du' palleeeeee!!!!

Izzy Stradlin'. L'unico musicista grandioso che i Guns'N'Roses abbiano mai avuto in organico. Ha sempre scritto le canzoni migliori, talvolta le ha pure cantate, e da solo ha fatto dei dischi che si bevono completamente il repertorio del suo ex-gruppo di fama interplanetaria. Eppure nessuno se l'è mai cacato. Era oscurato dall'istrionismo di Slash, uno che alla fin fine c'ha sempre avuto solo e soltanto presenza scenica, ma se l'è venduta e se la vende tuttora bene. Morale della favola: Izzy era i Guns'N'Roses. Senza di lui Mr. Rose può solo che scrivere ballate, gorgheggiare e cacare le palle. Peccato.

Sono sempre i migliori, quelli che ti sfanculano.

rigurgitato da ilpoverello | 00:01 | ascolti, vintage, via crucis, grandi artisti | commenti (7)

martedì, novembre 11, 2008

Colonna sonora: Carosello - Maria Rosa

Và, Geruge, mostro degli Inferi! Uccidi Devilman!

Geruge ha fallito! Allora... Gondoroma! Và, Gondoroma! Scatena tutti gli animali della terra contro Devilman!

È chiaro che la mia salute mentale sta vacillando.

domenica, novembre 09, 2008

Colonna sonora: Giusto Pio - Motore immobile

Ho appena ascoltato "Sorella sconfitta" di Zamboni, per il semplice motivo che contiene Lalli. Togli Lalli, togli Nada, e rimangono le solite nenie. Non malvagio ma - appunto - completamente prescindibile. Dubito che girerà ancora per intero nel mio lettore. Mi complimento comunque con Zamboni per aver scelto di affidare l'interpretazione dei suoi pezzi alle due grandissime cantautrici di cui sopra. Il che, dopo venticinque anni di Giovanni Lindo - di cui dieci da rottamare - è un salto di qualità spaventoso. Dieci e lode per il gusto di Zamboni. Giovanni Lindo, mi sono rifiutato di intervistarti e lo rifarei ancora e ancora e ancora. Niente di personale.

E visto che ci sono, Battiato. Qualcuno lo chiama addirittura Maestro, come se fosse un poeta-cantante alla Califano o magari addirittura un filosofo minore. Ma vogliamo dirla tutta? Battiato è un musicista con i controcoglioni e un bravo canzonettista, abilissimo nel taglia e cuci simil-nonsense e nella citazione (manco poi tanto colta) da altri testi di altre canzoni. I suoi atteggiamenti volutamente provocatori (l'ho visto aprire un concerto su una seggiola, lamentandosi dei reumatismi) non elevano la sua musica più della quota intermedia e talvolta bassa a cui abitualmente vola.

E con questo, ho perso altri cinquanta lettori.

martedì, novembre 04, 2008

Colonna sonora: Guns'N'Roses - Look at your game girl (Charles Manson)

Lamette Comics a Lucca - il reportage!

Umori, impressioni, istantanee della trasferta lucchese della redazione di Lamette Comics. Sul blog ufficiale, di cui non cambia l'url: http://lamettecomics.blogspot.com

Se non è ancora tra i vostri preferiti, ovviate...

venerdì, ottobre 24, 2008

Colonna sonora: Bingo - We're gonna kill your family

 Da oggi Lamette Comics ha un blog. Indirizzo:

http://lamettecomics.blogspot.com

Chi si lamentava della mia scarsa attitudine a postare disegni e artworks, potrà rifarsi tranquillamente qui. Mostreremo non solo anteprime dai lavori finiti, ma anche work in progress miei e di Rocco, matite, schizzi, foto, reports.

Insomma, bookmarkatevelo, mettetevelo tra i preferiti, commentate. Interagiremo qui in continuazione. E controllate tra i link: forse ci siete già... 

P.S. Ne approfitto per ribadire il catalogo attuale con le offerte:

Lamette 2 (copie difettate ma introvabili, a sold out avvenuto) - 2 euri

Lamette 3 - 1 euro

Lamette 4 - 1 euro

Lamette 5 - 5 euri

Rocco Lombardi - L'albero sfregiato - 5 euri

Officina Infernale - Hardcore 1986-2008 - 2 euri

Rocco Lombardi/Simone Lucciola - Campana - 2 euri

martedì, ottobre 21, 2008

Colonna sonora: Diaframma - Francesca, 1986

Ci siamo. Ho qui a casa un pacco da 200 copie della vita di Dino Campana reinterpetata a suon di matite, lucidi e pennarelli da me e Rocco. Dunque, la prima storia a fumetti di più di 7-8 pagine che io abbia mai realizzato in vita mia, nonché l'unica monografica. Ho 30 anni, era anche ora che cominciassi a sperimentare. Per come la vedo io, potrà piacere o non piacere, e anzi, quello che so per certo è che sarà il pezzo più difficile da vendere di tutta la produzione Lamette Comics. Però è quello che mi ha dato più soddisfazioni in fase di realizzazione. Non mi resta che allegarvi la cover e il solito promo, tanto per darvi un'idea di che cacchio abbiamo fatto. Se siete dei fan della letteratura, potrebbe anche fare al caso vostro... 

Lamette Comics rilancia con il secondo supplemento estratto dalla nuovissima collana "Fuori vena": Rocco Lombardi e Simone Lucciola in tandem, alle prese con matite, testi e inchiostri, per un albetto che racconta la vita controversa e turbolenta del più grande poeta italiano del novecento: Dino Campana (1885-1932), riletto e illustrato attraverso opere, lettere, frammenti d'epoca e improbabili fantasie lamettiane.
Una monografia a fumetti sul folle di Marradi, all'ombra della Grande Guerra e delle prime avanguardie del secolo scorso.

Copertina plastificata e prezzo popolarissimo di 2 miserabili euri + spese postali a copia, 1 euro + spese per le distribuzioni (chi ordina dalle 10 copie in su). Accettiamo naturally anche Paypal e ricarica Postepay.

Per ordinare la vostra brava copia, scrivete qua: sbrain@hotmail.it o contattateci su www.myspace.com/lamette

Per chi fosse come San Tommaso, una bella e sana preview: 1, 2.

E per chi quel giorno non c'era, CATALOGO LAMETTE COMICS mit SCHEDE AUTORI

domenica, ottobre 12, 2008

Colonna sonora: Frontiera - In altre sere come questa

Una vignetta degna dei lottatori malvagi di Tana Delle Tigri per il nuovo numero di Be|different, a tema "Il bianco e il nero". Sempre ammesso che io non sia troppo in ritardo per essere pubblicato:

E siccome non c'è mai fine al peggio, una nuova locandina per la CAGA di Itri:

Rourke è il mio attore preferito, non me ne frega un cazzo di ritrarlo in versione anni ottanta, quand'era un sex symbol e piaceva anche alle nostre mamme. Un grande attore usa il proprio declino fisico per sperimentare nuovi ruoli. Come ha fatto Marlon Brando. Come fa lui.

'Sto disco dei Frontiera è meraviglioso. Corre a loop nel mio stereo come un razzo...

rigurgitato da ilpoverello | 22:48 | ascolti, vintage, petto, artworks del poverello | commenti (3)

lunedì, ottobre 06, 2008

Colonna sonora: Toots And The Maytals - Pressure drop

Non tutte le giornate iniziano alla stessa maniera per uno schizofrenico. Oggi, ad esempio, conto di mettere sì e no il naso fuori di casa per un bitter. Ho una pila enorme di dischi da recensire, e voglio preparare un pò di pezzi per aggiornare di volta in volta Lamette, con maggior costanza (visto che tra un casino e l'altro ho latitato per una settimana). Avrei anche una locandina e vari altri cazzi da disegnare. Riuscirò?

Rimanendo in argomento, Campana è quasi giunto a compimento, e mi piace. Impaginazione e stampa sono ormai prossime, e devo ammettere in tutta onestà che sono soddisfatto del risultato, o che almeno è molto, molto vicino a quello che volevo fare in principio, e vi assicuro che capita abbastanza di rado. Il succo della situazione è che se devi fare una cosa in tandem l'ego dei singoli va necessariamente messo da parte. L'idea migliore passa, e due persone con un minimo di occhio sanno automaticamente qual'è la soluzione opportuna. Se avete mai deciso gli arrangiamenti di una canzone, sapete esattamente di cosa sto parlando. Non c'è posto per il chitarrista virtuoso che vuole spararsi 20 minuti d'assolo a pezzo, così come non c'è posto per un riff anche memorabile, se non si presta per una linea cantata decente. Taglio qui, perché mi accorgo che sto dispensando troppi consigli utili per voi che avete un gruppo.

Vi saluto con un'ultima massima che potete riciclare durante le prove e che vale almeno un milione di euro: si deve sempre capire quello che cazzo fate, indi le influenze musicali si mixano con moderazione. Non esiste punk-metal-dance-noise-grunge-disco-core: esiste solo gente che non sa che cazzo vuole fare. Se non siete i Faith No More, crossover è sinonimo di "ascolto di tutto e non so discernere niente".

Mo v'o'o detto.

venerdì, ottobre 03, 2008

Colonna sonora: Wretched - spero venga la guerra

Stanotte - tanto per cambiare - non riesco a prendere sonno, nonostante mi sia imbottito di camomilla. Ho un concentrato così immane di negatività dentro che al momento mi è impossibile sdraiarmi sulla schiena come se niente fosse. Tutto quello di cui avrei bisogno, probabilmente, è una spaghettata tra amici, alcool e quattro chiacchiere in allegria: chiedo troppo? Avrei bisogno di dimenticare anche per un solo momento che il mondo sta andando a sfascio pezzo per pezzo davanti ai miei occhi, purtroppo solo apparentemente indifferenti allo spettacolo. Ormai praticamente posso affermare con assoluta certezza che mi sono ridotto a vivere in un microcosmo popolato da me, dalle mie passioni, dai miei amici e dalle persone a cui voglio bene, e all'esterno di questa sfera non vedo altro che miseria morale, pochezza mentale, paseaggi abbandonati, circoli viziosi, squallore e - quel che è peggio - nessuna prospettiva futuribile. Il 90% degli esseri che vedo oltre il muro-bunker che mi sto ricostruendo (mio malgrado) mattone per mattone mi sembrano poco più che dei baciapile corrotti, biliosi, arrivisti e razzisti, privi di qualsiasi emotività umana e meritevoli di bruciare vivi in un conflitto nucleare. E sarò ancora più apocalittico: in 15 anni non solo non mi sembra che sia migliorato nulla, ma ho l'impressione che il ricorso storico di qualche antica catastrofe si stia avvicinando abbastanza da darmi modo di vederlo in questa vita. Ogni giorno, in questo schifoso paese, qualcuno si spara in bocca dopo aver vuotato un caricatore su qualcun altro; qualcuno viene pestato a sangue o linciato per strada per motivi irragionevoli; un nuovo governo impone nuove misure poliziesche, riduce le opportunità e alza ulteriormente il costo della vita, che per la cronaca è raddoppiato in meno di dieci anni. Seguendo il modello americano, tanto osannato e decantato, tra poco la gente morirà sotto i ponti anche solo perché non potrà pagare gli ospedali, e per lo stesso motivo - esteso all'istruzione - avremo il quadruplo degli analfabeti e dell'ignoranza che già adesso ci sta strangolando. Il governo, come sempre, ringrazia i suoi cittadini migliori per l'eroina, per la fiducia nei mass-media, per la rassegnazione passiva, per l'accettazione di ogni sopruso, per il conformismo (intrufolatosi persino in quella che una volta era la controcultura) e per il boicottaggio di qualsiasi voce contraria al coro. E se venisse una guerra davvero? Non sarebbe ora di vedere dei corpi umani bruciare, visto che polvere siamo?

rigurgitato da ilpoverello | 02:42 | paranoie | commenti (2)

sabato, settembre 27, 2008

Colonna sonora: Fabrizio De André - Se ti tagliassero a pezzetti

Sdoganato il secondo numero di de-Comporre!


Quasi una filiazione diretta di Lamette, de-Comporre è una pubblicazione letteraria indipendente stampata in 12 pagine A3 su carta riciclata, sul modello delle antiche riviste primo-novecentesche d'avanguardia. Il nuovo numero (1) è fuori ora, e contiene poesie, racconti e scritti di Alda Teodorani, Simone Lucciola, Sandra Cervone, Ambra Simeone, Amerigo Iannacone, Max Condreas, Fernando Bassoli, Nadia Turriziani, Mario Passerini. Tutte le illustrazioni sono collages del pittore Salvatore Bartolomeo. Ogni copia costa 2 euro più spese postali, 1 euro se ne comprate almeno 5 in blocco. Per contatti, o per prenotare la vostra copia, scrivete a simone@lamette.it. Inutile dire che se siete di Formia possiamo consegnarvela brevi manu. Achtung! Solo 300 esemplari.



rigurgitato da ilpoverello | 19:24 | letture/visioni, lamette comics/records | commenti

martedì, settembre 23, 2008

Colonna sonora: Carmelo Bene - Interviste impossibili - Giorgio Manganelli incontra Edmondo De Amicis

Finito il grosso del lavoro sull'albetto a quattro mani (che ancora ammanca di cover, per farla breve), abbiamo abbastanza scarti, schizzi e appunti da mettere su un book a parte. Manco a dirlo, il 90% del materiale propedeutico al definitivo è opera di Rocco, che per sua natura prova e riprova, ripetendosi "Kick out the jams, motherfucker!" finché non è almeno in gran parte soddisfatto. Io purtroppo sono pigro e neghittoso, quindi o è buona la prima o ripongo matita e pennarelli e vado a farmi una birra, e poi invece me ne faccio dieci-quindici e la mattina dopo sono inservibile dunque non tiro manco una riga, e così via. Eppure, al di là dei testi, che ho tagliato e ricucito a go-go, mi è riuscito pure di scartare qualcosina. Adesso ho ancora qualche buono spunto - lasciatomi in eredità dal cervello finalmente un pò riattivato - e molta, molta  voglia di isolarmi nel bunker, infatti non esco. Sono dedito alla visione di film e televisione spicciola, leggo libri, rispondo eventualmente al telefono e costantemente alla posta e mi infarcisco di ogni sorta di brandello audiofonico, in attesa di rielaborare ancora (si spera). Questo caldo del cazzo è finalmente giunto al termine, e adesso non ci sono più scuse per bloccare ogni input. Curioso che io sia nato d'estate, quando poi - tolte quelle due tre feste o la trasfertona di rito "divertimose per forza" (che neanche condivido, in realtà, anzi, mi è sempre sembrata una cosa un pò da borghesacci) - la ritengo esattamente la stagione più insipida dell'anno. Spero che le vostre vacanze intelligenti siano state o immobili come le mie, con la terra che vi scotta sotto i piedi, o foriere di qualche grande e importante decisione, e così sia.

giovedì, settembre 18, 2008

Carmelo Bene legge Campana: Sdraiata nel carrettino

Eccomi alla festa dei miei trent'anni. Grande foto per cui ringrazio Myrko. Così voglio ricordarmi.

Dunque dunque dunque, fervono i preparativi per l'albetto a fumetti che io e Rocco stiamo preparando su Campana. Le prime tavole montate suscitano in me e in chi si trova davanti a questo PC reazioni alterne: a vederle in effetti risultano organiche e disorganiche insieme, e anche celebrative e dissacratorie insieme, che poi è più o meno quello che volevamo che saltasse fuori nel complesso. Salta fuori anche, a detta di un osservatore disinformato ma molto critico che ho qui in famiglia, la visione del mondo anarco-libertaria mia e di Rocchino, secondo lui iniettata in dose eccessiva. Avremo effettivamente calcato la mano solo su quello che ci premeva sottolineare (in effetti i testi li abbiamo scelti noi, e ci siamo anche contenuti)? Lo scoprirete soltanto a lavoro finito...

Nel frattempo, cin-cin.