martedì, giugno 09, 2009

Colonna sonora: Peter Laughner - Amphetamine

Lamette 6, aka Guida illustrata al frastuono più atroce sarà fuori a metà mese per il nostro/vostro tripudio ludibrio. QUI tutte le anteprime, il promo e la playlist aggiornata. QUI invece troverete le foto della festa di presentazione di "Annetta", l'albo monografico lungo di Rocco per Nicola Pesce Editore. Al party hanno suonato, quasi a sorpresa, i redivivi Blood '77, che - nonostante i casini logistici che li affliggono da anni - stanno preparando delle canzoni nuove per un nuovo cd. Il nuovo "de-Comporre" salterà fuori in tempi relativamente ancora molto brevi.

Tanta stanchezza, ma è decisamente meglio che aprire l'estate nel consueto clima di immobilismo sfigato e vacanziero, che contempla solo birra, viaggi senza meta e calzoni corti. Se anche l'Italia sta andando alla deriva totale, almeno il sottoscritto un giorno potrà dire di non aver contribuito in modo troppo sensibile allo sfacelo imperante dei costumi. C'è crisi? Ditelo a me. Io è una vita che sono in crisi. Se siete stanchi di tutto e anche di voi stessi, fate vostra una causa persa. Vi salverà.

venerdì, febbraio 20, 2009

Colonna sonora: Eurovisione

Seguito anche stasera, per voi, il duemilaquattrocentesimo Festival della canzone italiana. Sottotono, devo dire. Cito immediatamente il Maestro Califano, che ha commentato: "Me so buttato in veranda perché 'na noia... me ce voleva un secchiello pe le palle". Io invece - mio malgrado - sono rimasto in casa a causa del freddo, occhieggiando e ascolticchiando distrattamente qua e là. Commenti random:

- Il 90% delle giovani proposte, accoppiate ai grandi canzonettisti, vengono idealmente prese a calci nel culo dai rispettivi mentori, che cantano alla brutto dio 'sto duetto imposto dalla casa discografica e poi si fanno finalmente il loro sacrosanto show senza pupilli tra le palle.

- Cocciante ha il buon gusto di autodefinirsi "operettista popolare". Noto però con disappunto che ha perso l'incazzatura  con cui un tempo interpretava i suoi brani d'amor ferito, dando l'impressione costante che volesse passare dalle minacce alle vie di fatto, venendo alle mani con le varie belle (e alte) senz'anima.

- Irene ha una squadra così potente che riuscirebbe a far vincere pure il figlio di Celentano, ma dispone anche di una bella voce e di un ritornello catchy. Sarebbe più che logico che vincesse lei per la categoria giovani, ma a questo punto può anche sbattersene. Successo radiofonico assicurato.

- Vandelli vestito da pirata sta benissimo; se gli segano via una gamba potrebbe interpretare benissimo Long John Silver nel prossimo remake dell'Isola del tesoro.

- Pino Daniele può non piacere, ma è ineccepibile.

- Gabriella Pession è ineccepibilmente una fica stratosferica.

- Laurenti entra cantando per la terza volta, tirando troppo la corda e centrifugando i coglioni. Anche "My way", va detto, la canta decisamente meglio Teddy Reno. Il troppo stroppia. Solo Lucio Dalla sembra apprezzarlo, stasera.

- Gino Paoli è finalmente tornato a essere Gino Paoli. Colorito terreo e faccia di legno, appare sul palcoscenico ubriaco e in preda al consueto scorbuto. Ignora sdegnosamente Bonolis, e anzi, per un momento sembra sul punto di dargli un mozzico sulla capoccia come si fa coi polipetti. Apre bocca una sola volta, dopo aver cantato a turno tutti i suoi cavalli di battaglia, per biascicare: "Dovete tagliarmi per questioni di scaletta, o me ne fate fare un'altra?". Ottenuto un rispettoso dito, si prende tutto il braccio, autoinvitando la sua pupilla a ricantare un altro duetto con lui. Vecchia faina di un maledetto Gino.

- Califano, ospite in radio, rivela schiettamente: "Io lo odio, Paoli".

- Vecchioni, che accompagna la figlia di Red Canzian dei Pooh, ci fa invecchiare tutti di trent'anni.

- Sarà possibile fare una manifestazione a carattere musicale sulla TV italiana senza l'apparizione di uno dei Pooh, dei Pooh in combo, dei figli dei componenti dei Pooh, o alternativamente di Riccardo Fogli?

- Massimo Ranieri, il più rotto di palle di tutti, non vede l'ora di scaricare la sua pupilla per cantarsi un sano revival di "Perdere l'amore" per i nostalgici di Sanremo 1988.

- Tra Niki Nikolai, Iva Zanicchi, Sal Da Vinci, Al Bano, Afterhours e Tricarico - tutti orrendi - la giuria sceglie di silurare tutti eccetto il potentissimo Al Bano e Sal Da Vinci, spinto dal potentissimo Gigi D'Alessio. Va ammesso che la canzone "sessuale" della Zanicchi non è orrenda come le canzoni "sessuali" a cui ci aveva abituato la terribile Milva. Il dramma è che la sola idea di fare sesso con la Zanicchi farebbe vomitare un piccione, e nessuno all'Ariston riesce effettivamente a trattenere i conati. Personalmente avrei dato la canzone della Zanicchi a Dolcenera, e messo la Zanicchi a cantare "Il mio amore unico". C'avrebbero preso un terno entrambe. 

Nell'attesa della prossima serata, mi guardo un agghiacciante e pascoliano Peppino Di Capri ospite da Gigi Marzullo. Riuscirà Povia a farsi finalmente lapidare con le uova marce? Lo scopriremo nella prossima puntata.

giovedì, febbraio 19, 2009

Colonna sonora: Circle Jerks - Red tape

Oggi mi sono superato: live report, minuto per minuto, della seconda serata di Sanremo. Salto a pié pari ospiti stronzi e culone insulse, perché servono solo per arrapare il pubblico e pertanto non li ritengo rilevanti. Ok, pronti? Via!
Incipit: l'orrenda "Another brick in the wall", in versione orchestrale, come se già non ci fossero bastati a suo tempo i deliri di onnipotenza di Roger Waters. Ora che i Pink Floyd non esistono finalmente più, manco in quell'estrema, ignominiosa versione '79, quasi quasi li rimpiangiamo. Era meglio Mina.
Alexia-Mario Lavezzi: la nana s'è fatta il capello biondo e ha triplicato l'altezza dei suoi trampoli. Immancabile quanto inutile testo di Mogol, celeberrimo killer del pentagramma, noto per aver firmato i più grandi successi di Battisti, una delle peggiori canzoni di Rino Gaetano e una versione italiana di "Space oddity" di Bowie con cui è riuscito a far sì che il duca bianco venisse esiliato discograficamente per vent'anni dal suolo italico.
Povia: arieccolo che ci rifà col (suo) cambiamento sessuale. Il pubblico si sbraccia in applausi sentiti e microcefali e direi che il nostro ormai è sulla via della vittoria, visto che il casino l'ha fatto ed è abbastanza melenso, poppy e intonato da suonare anche radiofonico. Per completare l'opera, caccia fuori un altro cartello stile Fronte della Gioventù, e lo lascia educatamente in mezzo al palco come di consueto. Io lo rimanderei in parrocchia a calci nel culo.
Al Bano: viene introdotto come un veterano e già rabbrividisco. Mette piede sul palco gorgheggiando ancor prima che gli suonino la base. Neomelodico, strappacore e stracciapalle come sempre, Al Bano in sintesi sta cercando di prendere il posto del defunto Pavarotti, sostituendosi contemporaneamente a Verdi e Boito nella stesura di musica e libretto. Un progetto un po' troppo ambizioso per uno che bela come una pecora.
Laurenti: giunge cantando "New York New York" meglio di quanto potrebbe fare il 97% dei cantanti in gara. La sua voce querula - com'è noto - è tale solo quando parla. Mo però non ce lo propinate così ogni sera, ché due di fila bastano. Garrone nei panni dell'Eterno ancora non si vede.
Niki Nikolai e soncazzo chi altro: testo di quel monte di sudicio di Jovanotti, ottimo per essere interpretato da Tony Renis. Oggettivamente bella prova, considerato lo spirito vintage che li anima, ma due palle incommensurabili. Ha vinto la Piccola Orchestra Avion Travel, potrebbero vincere anche loro.
Sal Da Vinci: sponsorizzato da Gigi D'Alessio, giunge sul palcoscenico tra urla da sceneggiata meroliana che il suo pubblico gli rivolge entusiasta. La solita broda sofferente, da ascoltare asciugandosi gli occhi col fazzoletto mentre si mangiano spaghetti a vongole in un esterno ristorante.
Gemelli Diversi: i gangsta de noantri. Odio l'effetto discotecaro con cui distorcono i coretti. Testo "sociale" nello standard a base di babbi alcolizzati, mamme puttane e figlie prostituite, eppoi galeotti, infami e malinquenti. C'è bisogno di aiuto, cantano. Mi pare un'ottima idea: andate a fornirlo e levatevi dalle palle.
Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour: ancora un pezzo (di merda) di Mogol. Pupo canta come in "Firenze Santa Maria Novella", Belli stona e a tratti si affoga, e Youssou N'Dour è un mix tra il Paul Anka di "Ogni volta" e un muezzin. Morandi, Tozzi e Ruggeri erano un'altra storia. Che vadino tutti al casinò, che forse Pupo c'ha un paio di numeri buoni.
Renga: antipaticissimo come sempre, anche lui torna alla ribalta una volta l'anno, solo per Sanremo. Ennesima esibizione della sua voce bianca. Come sottolinea giustamente Bonolis nell'incipit, è adattissimo per cantare in chiesa. I Timoria per fortuna mi hanno sempre fatto cacare, e mi sento risollevato. Battuta necroinfelice dello stesso Bonolis, che a due secondi dallo stacco pubblicitario dà del "Pavarotti secco" a un orchestrale barbuto. Doppiamente infelice, se si considera la lunga e avvenuta consunzione di Big Luciano. Il pubblico rimane muto. Vabbè, paciénza.
L'Innominato: preferisco non scrivere il suo nome, e mi gratto pure un tantinello le palle, però devo riconoscere che è l'unico che abbia un testo. Se vince lui non possiamo che fare spallucce e toccarci ripetutamente il sacchetto scrotale prima di riconoscergli del mestiere e del talento.
Patty Pravo: finalmente riesco a vederla. Eterhea (con la errhe). Ci sibila una canzone melanconica indossando uno strano vestito con due simil-buchi sulle tette. Patty, per me è ora di andare all'ospizio, ma bisogna dire che il pubblico ancora ti strapplaude. Contenti loro...
Santamaria, Accorsi e PFM: appaiono inaspettatamente, coverizzando "Bocca di rosa". Accorsi è stonato oltre i limiti dell'immaginabile. Di Cioccio l'avrei voluto alla batteria, al microfono scazza. Santamaria, per essere un attore, se la cava egregiamente. La domanda è: era proprio necessario? E se sì, non poteva cantare Cristiano De André? No, ripensandoci, meglio di no. Bonolis piglia Accorsi per Santamaria, attribuendogli l'interpretazione televisiva di Rino Gaetano. Si continua con "Il pescatore" e la gente vuole il bis. Io passerei.
Marco Carta, quello di Maria De Filippi: ho detto tutto. Avanti il prossimo.
Leali: sempre fuori tonalità, vedi ieri sera. Canzone sbagliata, cantante sbagliato. Spero esca.
Dolcenera: becca fischi di apprezzamento tipici da osteria. Il sospetto che tenti un colpo gobbo scopiazzando la Antonella Ruggiero dei bei tempi si incunea nelle mie sinapsi. Riascoltandola, mi sa che è radiofonica. Buone possibilità.
A questo punto giunti, non vedo l'ora di sapere chi dei big sarà effettivamente fatto fuori.
Haber: neuropatico come di consueto, entra tremando e sbuffando: poi si rilassa e legge Paolo Giordano. Gran testo e grande interprete. Pochi cazzi.
Silvia Aprile: è una dentona con mentore Pino Daniele. Canta ma non mi tange. Senza infamia e senza lode.
Chiara Canzian: non è cazza di scendere la scalinata da sola, e si fa portare giù da Bonolis. Mentore Vecchioni, che si sbilancia a definirla una delle migliori tre cantanti donne attualmente in circolazione. Bella presenza e caratteristici acuti tremuli, non mi pare poi tutto sto granché. Appresso.
Karima: una bella polpettona. Mentre canta si leva le scarpe, e l'effetto bella polpettona incrementa del 20%. Finora la migliore del mazzo, anche se tende a strafare e sgarra qua e là. Pubblico e giuria apprezzano.
Iskra: corista di Lucio Dalla, ha l'aspetto e il portamento di una barbona. A questo punto, visto e considerato anche il look del cantautore bolognese, mi immagino che tutta la band di Dalla raspi nei cassonetti alla fine di ogni performance. Voce particolare e un pò roco-affogata, pezzo dalliano. Niente de che, ma considerando che sulle prime pensavo a un siparietto di Panariello, c'è andata pure di lusso.
Barbara Gilbo: ce la propina un non convintissimo Massimo Ranieri. Condivido la sua non convinzione.
Arisa: dev'essere un diminutivo per Marisa. Veste da pornoinfermiera giapponese e ha come mentore (l'ormai centenario, immagino) Lelio Luttazzi. Poco intonata e con effetto microsolco dietro la schiena, ma divertente.
Seconda falcidiata di big: la giuria demoscopica mette stavolta alla gogna Al Bano (un nuovo miracolo italiano?), Niki Nikolai e consorte e Sal Da Vinci. Pupo becca un botto di fischi, ma passa uguale.
Sigla.

mercoledì, febbraio 18, 2009

Colonna sonora: Lalli & Pietro Salizzoni - Una lettera per me

Ieri sera, come è mia consuetudine, ho visto gran parte della prima puntata del festival di Sanremo. Vado dunque a recensire quello che ho visto, con l'occhio clinico di un seguace pluridecennale; fateci la tara, ovviamente, ma ascoltate.
Scenografia/scaletta: la migliore degli ultimi cinque anni, sicuramente. L'opening con l'infante che suonava tre note di piano e con la balena di Cremona (che immagino snellita ad hoc dal digitale) non era male. Mi chiedo solo se per tributo a Pavarotti non ci tocchi sciropparci "All'alba vincerò" all'inizio di ogni serata. Sarebbero cazzi da cacare.
Conduzione: odio Bonolis, ma ammetto che è meglio di un calcio nelle palle. Ogni tanto si impappina, ma fa il Pippo Baudo della situazione in maniera irreprensibile. In coppia con Laurenti, che pure non adoro, due sorrisi li strappa. Manca Garrone con la tazza di caffé e poi lo spot della Lavazza è pronto. La bonàzza di quest'anno va detto che è una sconosciuta un po' mussuta, ma cacchio, chi non ci metterebbe la firma? Basta che sia carne.
Cantanti pervenuti:
Dolcenera: con tutta la visibilità che ha avuto in passato, è chiaro che se non ha cavato un ragno dal buco non lo caverà mai, men che meno con  i cambi di look (leggi: tentativo di cambiare personaggio rivendendo la stessa persona). Peccato. Bella presenza e voce indiscutibili, ma chi ti scrive le canzoni? Musicalmente insipida. Le vie di mezzo non servono a un cazzo, Dolcenera. O tiri o smolli.
Leali: ritirati, è meglio. Patetico lui e patetica la canzone. Immagino che gliel'abbia scritta Mogol, o qualche altro settantenne che fa le canzoni per i giovani. Devo dire pure che ha preso belle stecche, e cantato fuori tonalità. Leali, ma te l'eri scritta sulla mano anche tu come Vasco Rossi?
Tricarico: vatt'a ricoverà agliu 'spitàle psichiatrico! Atroce, insensato, privo non solo di intonazione, ma anche del concetto stesso della stessa. Non so se volesse dare l'idea di avere il fattore X, ma comunque vada non c'è riuscito. Butta Tricarico.
Benigni: come al solito si rivende tre o quattro battute su Berlusconi, suo probabile amico e cavallo di battaglia, e poi spara sulla croce rossa riciclando la poesia d'altri. Stavolta tocca, se non vado errato, al "De profundis" di Oscar Wilde, omettendo naturalmente - sempre se del "De profundis" si tratta - le parti in cui Wilde rifacciava a Bosie questo e quello. Vince bene, zaccagnando il fascista Povia e la sua canzone, che ancora non s'è sentita né Benigni probabilmente sentirà o se ne sbatterà le palle di sentire mai. Tutti si commuovono, e lui esce silenzioso e serio, senza zompettare, baciare nessuno o toccare tette e culi, perché la circostanza ormai non lo richiede più. Un professionista, ormai troppo.
Povia: visto che l'abbiamo nominato, eccolo. Scrive la sua "Luca era gay" ispirandosi chiaramente a "Toni era uno skin" degli ADL 122. La canzone sostiene con garbo che dall'omosessualità si può guarire, anche se - bada bene - non è una malattia. Povia, con quelle mossette mi sa che l'hai preso nel sedere anche tu, prima di venirci a decantare pubblicamente le tue verità soggettive. La platea, costretta dalla circostanza a fare una standing ovation a Benigni Wilde-declamante, applaude di cuore e con moto liberatorio, felice di non avere un figlio frocio. Rimangono giustamente in silenzio i rappresentanti dell'ARCI gay, intervenendo subito dopo per sottolineare il fatto che Povia è un coglione. Non posso che concordare.
Irene: figlia di Zucchero, sceglie saggiamente di non utilizzare il proprio cognome, anche se si fa scortare dal potente genitore. La canzone funziona, lei pure. Non impazzisco ma riconosco un certo stile.
Paoli, per qualche secondo in collegamento: appare sobrio e dispensa persino lusinghe. Delusione enorme.
Non pervenuti:
La Zanicchi: dicono che sia stata eliminata. Era ora. Torna a fare OK il prezzo è giusto. Raus.
La Pravo: me la sono persa ma la immagino come è sempre stata, fin dai tempi in cui cercava di copiare Nico; finto-fricchettona, incipriata e stonata, forte di una canzone incomprensibile. Sono cattivo io o mi sbaglio?
I vari vincitori di Maria De Filippi: li ho visti, ma non sono pervenuti lo stesso. La burinaggine conclamata la scarto a priori, specie se giovane.
Vi aggiornerò presto con la seconda e terza (se gliela reggo) serata.
Adieu.

sabato, gennaio 17, 2009

Colonna sonora: Diaframma - Diamante grezzo

Fanno esattamente 7 giorni che non metto il naso fuori di casa, e per giunta ci si mette anche l'influenza a prolungare la mia naturale reclusione. Gennaio inizia con freddo, pioggia, vento e raffreddore. Dopo dieci giorni trascorsi più o meno nel pallone, ho avuto un periodo di iperattività spaventosa, che ho utilizzato per lo più intercambiando matita e pennarelli, con sottofondo fisso dei dischi più recenti dei Diaframma, che ho scoperto essere un'ottima colonna sonora per queste cose.

Dopo tanto tergiversare, mi sono finalmente deciso a trasferire il mio (scarno) armamentario da disegno nella mia camera. Forse non ho bisogno sempre della razza umana, ma di uno stereo e di un riscaldamento decisamente sì.

A breve giro vedrete quello che ho fatto online, posto che vi iscriviate a Facebook (in tal caso, contattatemi col mio nome e cognome: non ho omonimi) o che seguiate il blog di Lamette Comics.

Ogni mio progetto musicale è temporaneamente sospeso. Si riprende a febbraio inoltrato, si spera con una marcia in più, per tirare fuori un seguito degno di "Romantic Hotel" e dello split coi Bone Machine.

mercoledì, dicembre 10, 2008

Colonna sonora: Garbo - Vorrei regnare

Fumetti in pasto ai coccodrilli! Il 27 e 28 dicembre nel castello medioevale di Itri (LT)

Non perdetevi la rassegna di fumetti underground che Lamette Comics ha organizzato per il 27 e 28 dicembre nel castello medioevale di Itri (LT), in contemporanea con il festival musicale Muviments, organizzato contemporaneamente dalla CAGA nella medesima location.

Comics: in esposizione nella torre dei coccodrilli: materiale storico della rivista Frigidaire, tavole originali dei Superamici (Maicol e Mirco, LRNZ, Ratigher, Dr. Pira, Tuono Pettinato), "Campana" di Simone Lucciola e Rocco Lombardi, Epoc ero uroi, la nuova rivista romana di fumetti e sperimentazione, Mad Dog, Marco "About" Bevivino, Little Point. Sabato 27 ore 21: Vincenzo Sparagna presenta la Repubblica di Frigolandia e il suo libro "Frigidaire: l'incredibile storia e le sorprendenti avventure della più rivoluzionaria rivista d'arte del mondo". Nelle due serate, banchetti di fumetti autoprodotti e dell'editoria indipendente: Becco Giallo Editore, Grrrzetic Editrice, Edizioni del Vento, Coniglio Editore.

Musica: sabato 27 - Canes Venatici (space cabaret) + Voci Ad Effetto (due corde vocali elettroniche) + Cristiani & Moneta (danza butoh); domenica 28 - Garbo (pop wave '80) + Above The Tree (post folk sperimentale) + Il Mototrabbasso (viaggio schizzoide nei mondi della musica). In ambo le serate: performance, installazioni, videoarte.

Scarica qui il FLYER di Fumetti in pasto ai coccodrilli

Scarica quo il FLYER di Muviments

venerdì, novembre 21, 2008

Colonna sonora: Guns'N'Roses - Chinese democracy

Come tutti i myspaceiani che si rispettino, anch'io ho ascoltato in anteprima "Chinese democracy", il pluri-pluri-pluri-pluri posticipato nuovo disco di Axl Rose a nome Guns'N'Roses. Le demo che circolavano erano abbastanza terribili, ma qualcosa mi diceva che dopo dieci anni Mr. Rose avrebbe comunque tirato fuori un capolavoro rock, visto che ne ha già uno all'attivo ("Appetite for destruction") e aveva provato a fare una specie di white album ai tempi di "Use your illusion", fallendo per eccesso di materiale incluso. Devo dire pure che la title track faceva ben sperare...

Perché allora dopo quattro pezzi 'sto disco diventa una purga?

Basi sintetiche, arrangiamenti pop, ore e ore di assoli inutili e lunghissimi che rifanno il verso alla base. E poi gorgheggi, acuti, e poi ancora gorgheggi: un karaoke pallosissimo e lentissimo, dove il nostro chiarisce a tutto il mondo di essere un gran cantante. Peccato che i pezzi - tranne quattro o massimo cinque eccezioni - siano dei polpettoni inutili, che non ci sia un minimo di rock'n'roll e che il tentativo di guardare avanti non renda "Chinese democracy" qualcosa di moderno e originale. Du' palleeeeee!!!!

Izzy Stradlin'. L'unico musicista grandioso che i Guns'N'Roses abbiano mai avuto in organico. Ha sempre scritto le canzoni migliori, talvolta le ha pure cantate, e da solo ha fatto dei dischi che si bevono completamente il repertorio del suo ex-gruppo di fama interplanetaria. Eppure nessuno se l'è mai cacato. Era oscurato dall'istrionismo di Slash, uno che alla fin fine c'ha sempre avuto solo e soltanto presenza scenica, ma se l'è venduta e se la vende tuttora bene. Morale della favola: Izzy era i Guns'N'Roses. Senza di lui Mr. Rose può solo che scrivere ballate, gorgheggiare e cacare le palle. Peccato.

Sono sempre i migliori, quelli che ti sfanculano.

rigurgitato da ilpoverello | 00:01 | ascolti, vintage, via crucis, grandi artisti | commenti (7)

domenica, novembre 09, 2008

Colonna sonora: Giusto Pio - Motore immobile

Ho appena ascoltato "Sorella sconfitta" di Zamboni, per il semplice motivo che contiene Lalli. Togli Lalli, togli Nada, e rimangono le solite nenie. Non malvagio ma - appunto - completamente prescindibile. Dubito che girerà ancora per intero nel mio lettore. Mi complimento comunque con Zamboni per aver scelto di affidare l'interpretazione dei suoi pezzi alle due grandissime cantautrici di cui sopra. Il che, dopo venticinque anni di Giovanni Lindo - di cui dieci da rottamare - è un salto di qualità spaventoso. Dieci e lode per il gusto di Zamboni. Giovanni Lindo, mi sono rifiutato di intervistarti e lo rifarei ancora e ancora e ancora. Niente di personale.

E visto che ci sono, Battiato. Qualcuno lo chiama addirittura Maestro, come se fosse un poeta-cantante alla Califano o magari addirittura un filosofo minore. Ma vogliamo dirla tutta? Battiato è un musicista con i controcoglioni e un bravo canzonettista, abilissimo nel taglia e cuci simil-nonsense e nella citazione (manco poi tanto colta) da altri testi di altre canzoni. I suoi atteggiamenti volutamente provocatori (l'ho visto aprire un concerto su una seggiola, lamentandosi dei reumatismi) non elevano la sua musica più della quota intermedia e talvolta bassa a cui abitualmente vola.

E con questo, ho perso altri cinquanta lettori.

domenica, ottobre 12, 2008

Colonna sonora: Frontiera - In altre sere come questa

Una vignetta degna dei lottatori malvagi di Tana Delle Tigri per il nuovo numero di Be|different, a tema "Il bianco e il nero". Sempre ammesso che io non sia troppo in ritardo per essere pubblicato:

E siccome non c'è mai fine al peggio, una nuova locandina per la CAGA di Itri:

Rourke è il mio attore preferito, non me ne frega un cazzo di ritrarlo in versione anni ottanta, quand'era un sex symbol e piaceva anche alle nostre mamme. Un grande attore usa il proprio declino fisico per sperimentare nuovi ruoli. Come ha fatto Marlon Brando. Come fa lui.

'Sto disco dei Frontiera è meraviglioso. Corre a loop nel mio stereo come un razzo...

rigurgitato da ilpoverello | 22:48 | ascolti, vintage, petto, artworks del poverello | commenti (3)

lunedì, ottobre 06, 2008

Colonna sonora: Toots And The Maytals - Pressure drop

Non tutte le giornate iniziano alla stessa maniera per uno schizofrenico. Oggi, ad esempio, conto di mettere sì e no il naso fuori di casa per un bitter. Ho una pila enorme di dischi da recensire, e voglio preparare un pò di pezzi per aggiornare di volta in volta Lamette, con maggior costanza (visto che tra un casino e l'altro ho latitato per una settimana). Avrei anche una locandina e vari altri cazzi da disegnare. Riuscirò?

Rimanendo in argomento, Campana è quasi giunto a compimento, e mi piace. Impaginazione e stampa sono ormai prossime, e devo ammettere in tutta onestà che sono soddisfatto del risultato, o che almeno è molto, molto vicino a quello che volevo fare in principio, e vi assicuro che capita abbastanza di rado. Il succo della situazione è che se devi fare una cosa in tandem l'ego dei singoli va necessariamente messo da parte. L'idea migliore passa, e due persone con un minimo di occhio sanno automaticamente qual'è la soluzione opportuna. Se avete mai deciso gli arrangiamenti di una canzone, sapete esattamente di cosa sto parlando. Non c'è posto per il chitarrista virtuoso che vuole spararsi 20 minuti d'assolo a pezzo, così come non c'è posto per un riff anche memorabile, se non si presta per una linea cantata decente. Taglio qui, perché mi accorgo che sto dispensando troppi consigli utili per voi che avete un gruppo.

Vi saluto con un'ultima massima che potete riciclare durante le prove e che vale almeno un milione di euro: si deve sempre capire quello che cazzo fate, indi le influenze musicali si mixano con moderazione. Non esiste punk-metal-dance-noise-grunge-disco-core: esiste solo gente che non sa che cazzo vuole fare. Se non siete i Faith No More, crossover è sinonimo di "ascolto di tutto e non so discernere niente".

Mo v'o'o detto.

lunedì, settembre 08, 2008

Colonna sonora: I Ragazzi - Judo boy

Me lo sto chiedendo dal 1985: riuscirà Kurenai Sanshiro a trovare l'uomo con un occhio solo?

Non so se adesso arriverò a saperlo o mi romperò le palle prima, ma l'importante è che mi sia data almeno una possibilità di scelta.

Bene, gente, ho appena scoperto che qualche geniaccio ha messo in streaming tutte le puntate di decine di serie TV giapponesi, che dunque ora si possono visionare da appositi forum senza stare lì ad attendere code interminabili sui peer-to-peer. Ora sono un bambino contento.

Stasera leggo, guardo cartoni, navigo in rete, non tocco manco una birra e cerco di dimenticare tutto questo weekend dalla A alla Z.

P.S. Checché se ne dica e si favoleggi, Lucio Battisti non cantava la sigla italiana di Judo boy, e Piero Pelù non cantava quella di Jeeg robot d'acciaio. Solo un ottimo imitatore del primo e un antesignano involontario del secondo. Tra l'altro, il compianto Fogus era un bel pò più dotato vocalmente dell'ormai rincoglionito Pelù, che ha appena inciso un'orrida cover della sigla per sfruttare il pluridecennale equivoco.

martedì, febbraio 26, 2008

Colonna sonora: Wipers - Mystery

Non ho moltissimo da raccontarvi. Ho vagabondato un pò, ingurgitato alcolici a go-go, e vi devo la seconda parte della rassegna video trash. Per il momento vi dico: le foto della mia trasferta con i Blood a Bologna sono online su www.blood77.splinder.com. Guardatele se vi va, altrimenti desistete. Trovate lì anche un breve video girato da Danko con quello che qualcuno considera ormai (erroneamente) il momento clou dei nostri concerti.

E via col tango...

1) Donato Mitola - Caracallo: Tormentone che se per puro caso prima vi mancava da questo preciso momento vi si piazzerà nelle sinapsi e non ne uscirà mai più. Lo canterete sotto la metropolitana, al bar, sul lavoro (se ne avete uno), a tavola, e soprattutto, sotto la doccia, danzando come lo sciagurato Mitola. Purtroppo al momento attuale non se ne può reperire una versione avulsa dal commento della Gialappa's Band, comunque esplicativo (se mai ci fosse pure qualcosa da spiegare!). Come secondo piatto andatevi a cercare "Licantropo", altro rutilante hit dello stesso autore.

2) Ciro Ricci - Chille va pazze pe tte: Video tributo a uno dei massimi cult della canzone neomelodica napoletana da emittente privata. Il magico refrain, che imperversava sui nostri schermi negli anni '90, ci narra di storie d'amore e d'infamia (tematiche ricorrenti e centrali in tutta l'epopea musicale partenopea, da Mario Merola ai giorni nostri), aggiungendo in più un acchiappante sottofondo tunz-tunz. Conosco personalmente e molto, molto bene l'autore di questo video, nonché i 3/4 del cast, ma non posso rivelare di più. Uno di loro -  non posso dire chi - è il terribile Dottor Fetish. Il contesto geografico è uno strano incasinamento onirico che collega Gaeta vecchia al lungomare di S. Janni, che notoriamente si trova invece a Formia. Ma non sottilizziamo...

3) Joe Sandalo - We are the champions: Cover dei Queen eseguita dal virtuoso metallaro Joe Sandalo, con l'ausilio di un karaoke. Alla potenza micidiale dei suoi acuti un videoamatore ha unito qui uno slide di foto del nostro in posa plastica tra le montagne del Gennargentu, suppongo. Freddie Mercury si starà già ribaltando abbondantemente nella tomba, ma la mia somma speranza, neanche tanto nascosta, è che Brian May possa un giorno incappare in questo video. 

La rassegna finisce qui, sennò vi abituate.

sabato, febbraio 16, 2008

Colonna sonora: The Misfits - Spook city U.S.A.

Consapevole del fatto che non tutti avete la fortuna di intercettare canali napoletani dal vostro televisore di casa, vi regalo una vagonata di chicche musicali che altrimenti vi sareste persi.

1) Gigione - 'A campagnola: questo celeberrimo hit mi ha accompagnato per tutto il 1985, dal momento che a Radio Formia erano tutti impazziti per lui e non trasmettevano altro. Qui una versione più tarda interpretata live durante una televendita, ma niente paura, è in playback. Notare la mimica del nostro, che rende il testo ancor più esplicito nel suo candore. Gigione per me è dio.

2) Frank Tellina - Zozzimma: cover partenopea della sigla di "God Sigma", noto cartone animato degli anni settanta emulo di Goldrake e Mazinga. Il tormentone "scurreggia nucleare, tarzaniello spaziale" non vi abbandonerà mai più.

3) Gianfranco Marziano - Mammeta: il geniale Marziano, detto anche 'O Faraone, è senza ombra di dubbio il Bob Dylan del nuovo millennio. La maggior parte delle sue canzoni sono purtroppo incomprensibili da Latina in su, quindi scelgo per forza di cose di proporvi il video del suo pezzo più catchy. Se un suo disco finisse mai in un negozio, cosa che purtroppo non accadrà presto, dovrebbero azzeccarci una decina di bollini "parental advisory" sovrapposti. E anche così non basterebbe. Enorme.

Per ora è tutto! Se manifestate consensi, vi prometto una seconda puntata.

mercoledì, dicembre 12, 2007

Colonna sonora: '77 Spreads - I ain't against punk femme

Dopo vari e poco fortunati tentativi, in cui ho rischiato seriamente di farmi male e mettere fuori uso lo stereo (c'è stata una mezza esplosione in prossimità dell'attacco delle casse all'amplificatore, ma ne sono uscito illeso), sono finalmente approdato a risultati pressoché decenti nel rippaggio di nastri e vinili in mp3. Ci provavo da anni! Gutta cavat lapidem...

Adesso, in virtù di questa nuova scoperta, sto rispolverando dischi che non ascoltavo dalla fine degli anni novanta ma che giacevano comunque nella mia collezione privata ancora in perfetto stato di conservazione. Due soffi, un pò di accurata manovalanza con la puntina, ed ecco che li posso immortalare un po' alla volta, in culo al tempo. Si è capito che mi è venuto un ritorno di fiamma per il vinile?

Facendolo girare mi sono tornati in mente un sacco di episodi, frammenti del tempo che fu: il primo è una trasferta a Grosseto per un festival punk-hc in aperta campagna, in cui eravamo tutti rovinatissimi e suonarono sicuramente Sickoids, Insult, Bocca Chiusa e Crunch, mentre la memoria mi inganna per il resto dei gruppi. Il palco però era ricavato da quattro balle di fieno, questo me lo ricordo benissimo. Verso sera, sdraiato su un asciugamano da mare sotto un albero, ho visto la gallina. Che a detta degli altri che erano con me non c'era. 

Sempre di quei tempi o giù di lì una lunga telefonata durante la quale in una cabina del telefono a Gianola io e Fabio "N.T.P." Biclungo appuntammo su un foglio di quadernone qualcosa come 20-25 indirizzi di fanzinari dell'epoca, con relativi numeri di telefono lì dove il pusher li forniva. Chi ci fosse dall'altro capo del filo non vi è dato di saperlo: è un amico che non vedo da molti anni e a cui ho pensato incredibilmente giusto stasera. Chissà come se la sfanga. Lo rivedrei volentieri, come tante persone da cui il sinistro passare degli anni mi ha impercettibilmente allontanato.

Per inciso, gli indirizzi che ci diede non ci servirono a un cazzo; mi sa che non era ancora il nostro momento. Però la sua generosità, in questo e in altri frangenti, è difficile da dimenticare.

Altre rimembranze mi riportano nella Roma pre-Giubileo; la Roma del Brancaleone ancora centro sociale di Talenti, di San Lorenzo più/meno buia di adesso (dipende dai punti di vista), del dormitorio studenti di via Cesare De Lollis, occupato e non: in quel luogo mi sono ubriacato e strafatto centinaia di volte; ho dormito sul tavolo della sua direzione; ho bevuto e fumato nel gabbiotto della sua soveglianza. Da lì ho preso il volo verso tutte le destinazioni possibili e immaginabili. E non ci ho manco mai abitato. Partendo da lì ho anche depredato Disfuzioni 2 - usato (che contrariamente all'originale ha avuto vita breve) di tutti i dischi appetibili esposti nei bancali.

Tutto questo casino per aver rispolverato due anticaglie? Già. E vi dirò di più. Per ogni singolo pezzo mi ricordo dove e da chi l'ho preso. Che poi spesso e volentieri chi me l'ha venduto lo aveva anche inciso. Roba da matti la vecchiaia... spero passi.