martedì, giugno 23, 2009

Colonna sonora: Brusìo del monitor

"Caro punk-hardcore,

da mo che mi hai rotto il cazzo. Sono anni che preferisco ascoltare nenie psichedeliche di Nico, sproloqui dei Diaframma, deliri di Captain Beefheart, cantautorato sommerso o semplicemente il brusio di fondo del televisore, dopo aver staccato l'antenna.
Il motivo è che da un bel po' sei noioso, anche se ti registrano sempre meglio e mi mandano il press kit con la posizione degli strumenti sul palco (ma che cazzo me ne frega a me) e organizzano in tua celebrazione infiniti tour che attraversano la penisola da Canicattì a San Martino di Castrozza.
Ogni anno approdano qui almeno cinque leggendari gruppi inglesi o americani in avanzato stato di decomposizione, ed è un grande evento. Secondo me però cantare a cinquant'anni le canzoni che hai scritto a venti non è proprio il massimo della vita. Specie se devi fare da karaoke a un pubblico di teenagers che si entusiasmano non so perché. Sarà finito il mio teenagerismo, o è ora che tante indomite leggende vadano in pensione o suonino giustamente altro, perché la rabbia dura finché dura, poi rimane il mestiere. Suonando bene ma senza nerbo possono fare fessi gli altri, diceva il savio Dee Dee Ramone, ma non me. Sii pazzo o molla il campo. O deludi il tuo pubblico, che forse è meglio.
Ai concerti si respira molto cristianesimo latente e un clima da parrocchia, che forse GG Allin aveva pure intuito. Io mi preoccuperei della fica, più che del colore dei lacci degli anfibi di tutti i presenti: voialtri non so.
L'hardcore italiano è sparito magicamente. Mi manca.
Caro punk-hardcore, mi hai dato tanto. Ma te lo sei ripreso. Ciononostante, siamo sempre amici. Torna ai fasti e io torno a tutti i concerti. Giuro.

Tuo aff. mo,
il poverello".

mercoledì, maggio 27, 2009

Colonna sonora: Diaframma - Coda di paglia

Questo blog, nonostante la mia latitanza frequente, sembra ancora seguito. Anche i Diaframma, nonostante il fatto che abbiano cambiato tre cantanti e fatto almeno venticinque album, sembrano ancora bravi. Non sempre il verde è matematico.

In questi ultimi giorni ho ritrovato belle energie che sembravo aver annegato nel nichilismo. Lo faccio ogni tre settimane. Affogo e riemergo, affogo e riemergo.

Il nuovo numero di Lamette sta prendendo forma e sarà (spero) l'evoluzione in positivo della consueta antologia, che - diciamocelo pure - dopo cinque uscite non può seguire sempre lo stesso schema senza rompere i coglioni a tutti. Sul blog di Lamette Comics trovate una ricca anteprima dell'affaire, che ci sta entusiasmando tutti non poco, redattori-autori e autori-autori. Niente male in tempi così bui. Tempi in cui, per esempio, un giornale di merda come "Il Giornale" si permette di sparare a zero sul fumetto indipendente nostrano, nella persona di Sara Pavan del gruppo Ernest, con cui sono assolutamente solidale. Sul blog di Ernest, trovate ogni dettaglio sul fattaccio, dunque non ho nulla di puramente cronachistico da aggiungere, se non una riflessione personale.

Secondo quei poveracci che scrivono sul prezzolatissimo giornale in cambio di un magro ma indispensabile lucro, e che magari a breve si giustificheranno pure con il poliziottesco "Ho fatto solo il mio dovere", la sinistra cattiva, degnerata e mangiabambini ha esposto in quel della biblioteca comunale di Genova fumetti pornografici, disegnati male, e addirittura incitanti al transgender, alla pedofilia e all'omosessualità, che tanto per loro è tutto un bel mazzetto. Un po' come quando si diceva che i Led Zeppelin veneravano Satana, e che ascoltando al contrario quel tremendo polpettone che è "Stairway to heaven" si potesse ricavare una specie di messa nera. Beati loro che sono riusciti a mandarlo giù più di una volta, dritto o storto che fosse.

Ma insomma, perché non lo dite chiaro che del fumetto non ve ne frega un cazzo, e che siete mossi dalla pura necessità di screditare un avversario politico del padrone? Ora, fermo restando che il sottoscritto se ne sbatte della politica tutta: se il nemico avesse esposto Tex Willer, avreste detto che è roba violenta, razzista e che incita i bambini al consumo di alcool. Se avesse esposto Geppo, avreste detto che contiene messaggi satanici e incita i bambini al bullismo, visto che il diavolo buono prende solo calci nel culo. Se avesse esposto voi, crocefissi in sala mensa, ci sarebbe stata una gran folla di gerontofili a rimirarvi.

Il pianeta è sovraffollato, lo sanno tutti. Se state così male da vedere mostri ovunque, mettetevi una corda al collo e ponete fine una volta per tutte alle vostre ossessioni. Va bene che la fame è fame, ma se lo rubate ai piccioni un tozzo di pane pure lo rimediate.

P.S. Meglio se di sabato mattina. Così, se vi dovesse andare per traverso, avreste un paio di giorni per decantare per bene prima delle esequie.

lunedì, aprile 06, 2009

Colonna sonora: Kraftwerk - Europa endlos

Dunque, mentre il mondo è andato avanti di un altro mese dall'ultimo, striminzito aggiornamento, io ho girato e voltato per concerti, meeting, appuntamenti, mail, tavolo da disegno, sesso, droga e rock'n'roll, e ora sono malato e giù di morale per tanti motivi, tutti sintetizzabili con la solita parola (magica): instabilità. Naturalmente, ho bisogno di queste fasi per fare chiarezza sulle mosse successive. Altrettanto naturalmente, rischio di lasciarci anche gli ultimi neuroni. Al momento, comunque, il mio pensiero non è lucido, quindi è inutile cercare di seguire un ordine logico delle cose. Ho paura che si prepari un altro periodo di sfracassi, dopo un anno di agognata (e meritata) quiete, e questa è la cosa che mi turba, in sintesi. Il resto è buio. Buio. Buio.   

mercoledì, marzo 11, 2009

Colonna sonora: David Bowie - Heroes

Le novità su Lamette, Lamette Comics, Blood '77, ecc. ecc., andatevele a leggere sui relativi blog, su myspace, su Facebook, o quant'altro. Mi sono rotto i coglioni di ripetere sempre le stesse cose ovunque. Sì, sono stato a Bologna e bla bla bla. Le foto QUI. Bookmarkate e non chiedete più.

Quello che so ora è che sono di nuovo a casa, senza arte né parte come sempre, e che mi rode il culo in maniera ingiustificata e assurda, contro tutto il mondo. Anzi, era parecchio che non mi fumavano le palle fino a questo punto. Ce l'ho con me, con la mia vita e con la mia collocazione sociale, e con gli altri, con la loro vita, e con la loro collocazione sociale. Oggi devo aggiustare assolutamente un paio di cose, senza dimenticarmi le prove, perché sì, abbiamo ricominciato a provare. Niente male per un gruppo musicale, vero? Tra una vita e una collocazione sociale...

Baby, I don't care when you bury my body when I'm dead and gone.

venerdì, febbraio 20, 2009

Colonna sonora: Eurovisione

Seguito anche stasera, per voi, il duemilaquattrocentesimo Festival della canzone italiana. Sottotono, devo dire. Cito immediatamente il Maestro Califano, che ha commentato: "Me so buttato in veranda perché 'na noia... me ce voleva un secchiello pe le palle". Io invece - mio malgrado - sono rimasto in casa a causa del freddo, occhieggiando e ascolticchiando distrattamente qua e là. Commenti random:

- Il 90% delle giovani proposte, accoppiate ai grandi canzonettisti, vengono idealmente prese a calci nel culo dai rispettivi mentori, che cantano alla brutto dio 'sto duetto imposto dalla casa discografica e poi si fanno finalmente il loro sacrosanto show senza pupilli tra le palle.

- Cocciante ha il buon gusto di autodefinirsi "operettista popolare". Noto però con disappunto che ha perso l'incazzatura  con cui un tempo interpretava i suoi brani d'amor ferito, dando l'impressione costante che volesse passare dalle minacce alle vie di fatto, venendo alle mani con le varie belle (e alte) senz'anima.

- Irene ha una squadra così potente che riuscirebbe a far vincere pure il figlio di Celentano, ma dispone anche di una bella voce e di un ritornello catchy. Sarebbe più che logico che vincesse lei per la categoria giovani, ma a questo punto può anche sbattersene. Successo radiofonico assicurato.

- Vandelli vestito da pirata sta benissimo; se gli segano via una gamba potrebbe interpretare benissimo Long John Silver nel prossimo remake dell'Isola del tesoro.

- Pino Daniele può non piacere, ma è ineccepibile.

- Gabriella Pession è ineccepibilmente una fica stratosferica.

- Laurenti entra cantando per la terza volta, tirando troppo la corda e centrifugando i coglioni. Anche "My way", va detto, la canta decisamente meglio Teddy Reno. Il troppo stroppia. Solo Lucio Dalla sembra apprezzarlo, stasera.

- Gino Paoli è finalmente tornato a essere Gino Paoli. Colorito terreo e faccia di legno, appare sul palcoscenico ubriaco e in preda al consueto scorbuto. Ignora sdegnosamente Bonolis, e anzi, per un momento sembra sul punto di dargli un mozzico sulla capoccia come si fa coi polipetti. Apre bocca una sola volta, dopo aver cantato a turno tutti i suoi cavalli di battaglia, per biascicare: "Dovete tagliarmi per questioni di scaletta, o me ne fate fare un'altra?". Ottenuto un rispettoso dito, si prende tutto il braccio, autoinvitando la sua pupilla a ricantare un altro duetto con lui. Vecchia faina di un maledetto Gino.

- Califano, ospite in radio, rivela schiettamente: "Io lo odio, Paoli".

- Vecchioni, che accompagna la figlia di Red Canzian dei Pooh, ci fa invecchiare tutti di trent'anni.

- Sarà possibile fare una manifestazione a carattere musicale sulla TV italiana senza l'apparizione di uno dei Pooh, dei Pooh in combo, dei figli dei componenti dei Pooh, o alternativamente di Riccardo Fogli?

- Massimo Ranieri, il più rotto di palle di tutti, non vede l'ora di scaricare la sua pupilla per cantarsi un sano revival di "Perdere l'amore" per i nostalgici di Sanremo 1988.

- Tra Niki Nikolai, Iva Zanicchi, Sal Da Vinci, Al Bano, Afterhours e Tricarico - tutti orrendi - la giuria sceglie di silurare tutti eccetto il potentissimo Al Bano e Sal Da Vinci, spinto dal potentissimo Gigi D'Alessio. Va ammesso che la canzone "sessuale" della Zanicchi non è orrenda come le canzoni "sessuali" a cui ci aveva abituato la terribile Milva. Il dramma è che la sola idea di fare sesso con la Zanicchi farebbe vomitare un piccione, e nessuno all'Ariston riesce effettivamente a trattenere i conati. Personalmente avrei dato la canzone della Zanicchi a Dolcenera, e messo la Zanicchi a cantare "Il mio amore unico". C'avrebbero preso un terno entrambe. 

Nell'attesa della prossima serata, mi guardo un agghiacciante e pascoliano Peppino Di Capri ospite da Gigi Marzullo. Riuscirà Povia a farsi finalmente lapidare con le uova marce? Lo scopriremo nella prossima puntata.

giovedì, febbraio 19, 2009

Colonna sonora: Circle Jerks - Red tape

Oggi mi sono superato: live report, minuto per minuto, della seconda serata di Sanremo. Salto a pié pari ospiti stronzi e culone insulse, perché servono solo per arrapare il pubblico e pertanto non li ritengo rilevanti. Ok, pronti? Via!
Incipit: l'orrenda "Another brick in the wall", in versione orchestrale, come se già non ci fossero bastati a suo tempo i deliri di onnipotenza di Roger Waters. Ora che i Pink Floyd non esistono finalmente più, manco in quell'estrema, ignominiosa versione '79, quasi quasi li rimpiangiamo. Era meglio Mina.
Alexia-Mario Lavezzi: la nana s'è fatta il capello biondo e ha triplicato l'altezza dei suoi trampoli. Immancabile quanto inutile testo di Mogol, celeberrimo killer del pentagramma, noto per aver firmato i più grandi successi di Battisti, una delle peggiori canzoni di Rino Gaetano e una versione italiana di "Space oddity" di Bowie con cui è riuscito a far sì che il duca bianco venisse esiliato discograficamente per vent'anni dal suolo italico.
Povia: arieccolo che ci rifà col (suo) cambiamento sessuale. Il pubblico si sbraccia in applausi sentiti e microcefali e direi che il nostro ormai è sulla via della vittoria, visto che il casino l'ha fatto ed è abbastanza melenso, poppy e intonato da suonare anche radiofonico. Per completare l'opera, caccia fuori un altro cartello stile Fronte della Gioventù, e lo lascia educatamente in mezzo al palco come di consueto. Io lo rimanderei in parrocchia a calci nel culo.
Al Bano: viene introdotto come un veterano e già rabbrividisco. Mette piede sul palco gorgheggiando ancor prima che gli suonino la base. Neomelodico, strappacore e stracciapalle come sempre, Al Bano in sintesi sta cercando di prendere il posto del defunto Pavarotti, sostituendosi contemporaneamente a Verdi e Boito nella stesura di musica e libretto. Un progetto un po' troppo ambizioso per uno che bela come una pecora.
Laurenti: giunge cantando "New York New York" meglio di quanto potrebbe fare il 97% dei cantanti in gara. La sua voce querula - com'è noto - è tale solo quando parla. Mo però non ce lo propinate così ogni sera, ché due di fila bastano. Garrone nei panni dell'Eterno ancora non si vede.
Niki Nikolai e soncazzo chi altro: testo di quel monte di sudicio di Jovanotti, ottimo per essere interpretato da Tony Renis. Oggettivamente bella prova, considerato lo spirito vintage che li anima, ma due palle incommensurabili. Ha vinto la Piccola Orchestra Avion Travel, potrebbero vincere anche loro.
Sal Da Vinci: sponsorizzato da Gigi D'Alessio, giunge sul palcoscenico tra urla da sceneggiata meroliana che il suo pubblico gli rivolge entusiasta. La solita broda sofferente, da ascoltare asciugandosi gli occhi col fazzoletto mentre si mangiano spaghetti a vongole in un esterno ristorante.
Gemelli Diversi: i gangsta de noantri. Odio l'effetto discotecaro con cui distorcono i coretti. Testo "sociale" nello standard a base di babbi alcolizzati, mamme puttane e figlie prostituite, eppoi galeotti, infami e malinquenti. C'è bisogno di aiuto, cantano. Mi pare un'ottima idea: andate a fornirlo e levatevi dalle palle.
Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour: ancora un pezzo (di merda) di Mogol. Pupo canta come in "Firenze Santa Maria Novella", Belli stona e a tratti si affoga, e Youssou N'Dour è un mix tra il Paul Anka di "Ogni volta" e un muezzin. Morandi, Tozzi e Ruggeri erano un'altra storia. Che vadino tutti al casinò, che forse Pupo c'ha un paio di numeri buoni.
Renga: antipaticissimo come sempre, anche lui torna alla ribalta una volta l'anno, solo per Sanremo. Ennesima esibizione della sua voce bianca. Come sottolinea giustamente Bonolis nell'incipit, è adattissimo per cantare in chiesa. I Timoria per fortuna mi hanno sempre fatto cacare, e mi sento risollevato. Battuta necroinfelice dello stesso Bonolis, che a due secondi dallo stacco pubblicitario dà del "Pavarotti secco" a un orchestrale barbuto. Doppiamente infelice, se si considera la lunga e avvenuta consunzione di Big Luciano. Il pubblico rimane muto. Vabbè, paciénza.
L'Innominato: preferisco non scrivere il suo nome, e mi gratto pure un tantinello le palle, però devo riconoscere che è l'unico che abbia un testo. Se vince lui non possiamo che fare spallucce e toccarci ripetutamente il sacchetto scrotale prima di riconoscergli del mestiere e del talento.
Patty Pravo: finalmente riesco a vederla. Eterhea (con la errhe). Ci sibila una canzone melanconica indossando uno strano vestito con due simil-buchi sulle tette. Patty, per me è ora di andare all'ospizio, ma bisogna dire che il pubblico ancora ti strapplaude. Contenti loro...
Santamaria, Accorsi e PFM: appaiono inaspettatamente, coverizzando "Bocca di rosa". Accorsi è stonato oltre i limiti dell'immaginabile. Di Cioccio l'avrei voluto alla batteria, al microfono scazza. Santamaria, per essere un attore, se la cava egregiamente. La domanda è: era proprio necessario? E se sì, non poteva cantare Cristiano De André? No, ripensandoci, meglio di no. Bonolis piglia Accorsi per Santamaria, attribuendogli l'interpretazione televisiva di Rino Gaetano. Si continua con "Il pescatore" e la gente vuole il bis. Io passerei.
Marco Carta, quello di Maria De Filippi: ho detto tutto. Avanti il prossimo.
Leali: sempre fuori tonalità, vedi ieri sera. Canzone sbagliata, cantante sbagliato. Spero esca.
Dolcenera: becca fischi di apprezzamento tipici da osteria. Il sospetto che tenti un colpo gobbo scopiazzando la Antonella Ruggiero dei bei tempi si incunea nelle mie sinapsi. Riascoltandola, mi sa che è radiofonica. Buone possibilità.
A questo punto giunti, non vedo l'ora di sapere chi dei big sarà effettivamente fatto fuori.
Haber: neuropatico come di consueto, entra tremando e sbuffando: poi si rilassa e legge Paolo Giordano. Gran testo e grande interprete. Pochi cazzi.
Silvia Aprile: è una dentona con mentore Pino Daniele. Canta ma non mi tange. Senza infamia e senza lode.
Chiara Canzian: non è cazza di scendere la scalinata da sola, e si fa portare giù da Bonolis. Mentore Vecchioni, che si sbilancia a definirla una delle migliori tre cantanti donne attualmente in circolazione. Bella presenza e caratteristici acuti tremuli, non mi pare poi tutto sto granché. Appresso.
Karima: una bella polpettona. Mentre canta si leva le scarpe, e l'effetto bella polpettona incrementa del 20%. Finora la migliore del mazzo, anche se tende a strafare e sgarra qua e là. Pubblico e giuria apprezzano.
Iskra: corista di Lucio Dalla, ha l'aspetto e il portamento di una barbona. A questo punto, visto e considerato anche il look del cantautore bolognese, mi immagino che tutta la band di Dalla raspi nei cassonetti alla fine di ogni performance. Voce particolare e un pò roco-affogata, pezzo dalliano. Niente de che, ma considerando che sulle prime pensavo a un siparietto di Panariello, c'è andata pure di lusso.
Barbara Gilbo: ce la propina un non convintissimo Massimo Ranieri. Condivido la sua non convinzione.
Arisa: dev'essere un diminutivo per Marisa. Veste da pornoinfermiera giapponese e ha come mentore (l'ormai centenario, immagino) Lelio Luttazzi. Poco intonata e con effetto microsolco dietro la schiena, ma divertente.
Seconda falcidiata di big: la giuria demoscopica mette stavolta alla gogna Al Bano (un nuovo miracolo italiano?), Niki Nikolai e consorte e Sal Da Vinci. Pupo becca un botto di fischi, ma passa uguale.
Sigla.

mercoledì, febbraio 18, 2009

Colonna sonora: Lalli & Pietro Salizzoni - Una lettera per me

Ieri sera, come è mia consuetudine, ho visto gran parte della prima puntata del festival di Sanremo. Vado dunque a recensire quello che ho visto, con l'occhio clinico di un seguace pluridecennale; fateci la tara, ovviamente, ma ascoltate.
Scenografia/scaletta: la migliore degli ultimi cinque anni, sicuramente. L'opening con l'infante che suonava tre note di piano e con la balena di Cremona (che immagino snellita ad hoc dal digitale) non era male. Mi chiedo solo se per tributo a Pavarotti non ci tocchi sciropparci "All'alba vincerò" all'inizio di ogni serata. Sarebbero cazzi da cacare.
Conduzione: odio Bonolis, ma ammetto che è meglio di un calcio nelle palle. Ogni tanto si impappina, ma fa il Pippo Baudo della situazione in maniera irreprensibile. In coppia con Laurenti, che pure non adoro, due sorrisi li strappa. Manca Garrone con la tazza di caffé e poi lo spot della Lavazza è pronto. La bonàzza di quest'anno va detto che è una sconosciuta un po' mussuta, ma cacchio, chi non ci metterebbe la firma? Basta che sia carne.
Cantanti pervenuti:
Dolcenera: con tutta la visibilità che ha avuto in passato, è chiaro che se non ha cavato un ragno dal buco non lo caverà mai, men che meno con  i cambi di look (leggi: tentativo di cambiare personaggio rivendendo la stessa persona). Peccato. Bella presenza e voce indiscutibili, ma chi ti scrive le canzoni? Musicalmente insipida. Le vie di mezzo non servono a un cazzo, Dolcenera. O tiri o smolli.
Leali: ritirati, è meglio. Patetico lui e patetica la canzone. Immagino che gliel'abbia scritta Mogol, o qualche altro settantenne che fa le canzoni per i giovani. Devo dire pure che ha preso belle stecche, e cantato fuori tonalità. Leali, ma te l'eri scritta sulla mano anche tu come Vasco Rossi?
Tricarico: vatt'a ricoverà agliu 'spitàle psichiatrico! Atroce, insensato, privo non solo di intonazione, ma anche del concetto stesso della stessa. Non so se volesse dare l'idea di avere il fattore X, ma comunque vada non c'è riuscito. Butta Tricarico.
Benigni: come al solito si rivende tre o quattro battute su Berlusconi, suo probabile amico e cavallo di battaglia, e poi spara sulla croce rossa riciclando la poesia d'altri. Stavolta tocca, se non vado errato, al "De profundis" di Oscar Wilde, omettendo naturalmente - sempre se del "De profundis" si tratta - le parti in cui Wilde rifacciava a Bosie questo e quello. Vince bene, zaccagnando il fascista Povia e la sua canzone, che ancora non s'è sentita né Benigni probabilmente sentirà o se ne sbatterà le palle di sentire mai. Tutti si commuovono, e lui esce silenzioso e serio, senza zompettare, baciare nessuno o toccare tette e culi, perché la circostanza ormai non lo richiede più. Un professionista, ormai troppo.
Povia: visto che l'abbiamo nominato, eccolo. Scrive la sua "Luca era gay" ispirandosi chiaramente a "Toni era uno skin" degli ADL 122. La canzone sostiene con garbo che dall'omosessualità si può guarire, anche se - bada bene - non è una malattia. Povia, con quelle mossette mi sa che l'hai preso nel sedere anche tu, prima di venirci a decantare pubblicamente le tue verità soggettive. La platea, costretta dalla circostanza a fare una standing ovation a Benigni Wilde-declamante, applaude di cuore e con moto liberatorio, felice di non avere un figlio frocio. Rimangono giustamente in silenzio i rappresentanti dell'ARCI gay, intervenendo subito dopo per sottolineare il fatto che Povia è un coglione. Non posso che concordare.
Irene: figlia di Zucchero, sceglie saggiamente di non utilizzare il proprio cognome, anche se si fa scortare dal potente genitore. La canzone funziona, lei pure. Non impazzisco ma riconosco un certo stile.
Paoli, per qualche secondo in collegamento: appare sobrio e dispensa persino lusinghe. Delusione enorme.
Non pervenuti:
La Zanicchi: dicono che sia stata eliminata. Era ora. Torna a fare OK il prezzo è giusto. Raus.
La Pravo: me la sono persa ma la immagino come è sempre stata, fin dai tempi in cui cercava di copiare Nico; finto-fricchettona, incipriata e stonata, forte di una canzone incomprensibile. Sono cattivo io o mi sbaglio?
I vari vincitori di Maria De Filippi: li ho visti, ma non sono pervenuti lo stesso. La burinaggine conclamata la scarto a priori, specie se giovane.
Vi aggiornerò presto con la seconda e terza (se gliela reggo) serata.
Adieu.

venerdì, febbraio 06, 2009

Colonna sonora: The Wanderers - Sold your soul for fame

Continuo ad aggiornare svogliatamente questo diario. Staziono tra il baratro e il tentativo di produrre; nelle pause in cui non sono nelle bettole a riempirmi di grappa, infatti, mi spiaccico sul tavolo da disegno o davanti al PC a mettere in piedi nuove parabole a fumetti mie, di altri, o mie e di altri. Oppure svolgo lavori di traduzione atti a rimediare soldi per attutire le spese per la grappa di cui sopra. Anteprima: Lamette Comics a giorni rilancerà con il terzo albo della collana fuori vena, firmato da sua maestà AKAB. Inutile dire che vale assolutamente la candela averlo non appena metto su il promo. Notifica: su Facebook ricevo dieci inviti al giorno per concerti ovunque e di chiunque. Verrei molto volentieri a tutti: mi pagate il viaggio? Mandatemi due biglietti del treno via posta ordinaria, con una settimana d'anticipo, e vi supporto tutti con la mia straordinaria presenza. Non mi sono rincoglionito o allontanato dal giro come si vocifera: semplicemente, il giro mi paga da bere? Avverto subito il giro che non mi basta un solo giro.

Ci sono altre quattro cose che voglio dirvi. Non organizzo concerti. Non organizzo concerti. Non organizzo concerti. Mi spiace per me e per voi, ma non organizzo concerti.

Nel mio non organizzare concerti, comunque, vi consiglio di contattare direttamente voi i locali. Io ho messo almeno una volta piede dappertutto, ma mi considerano una bella gatta da pelare.

Trovatevi un biglietto da visita migliore.

domenica, dicembre 07, 2008

Colonna sonora: Beatles - Lucy in the sky with diamonds

Su richiesta di Sveden, approfondisco con spunti filosofici e sociologici la tesi secondo la quale una volta le donne erano attirate dalla musica, ora scappano, argomento che si potrebbe tranquillamente sottotitolare "sull'involuzione del ruolo della groupie nella società contemporanea".
Partiamo dagli anni venti/trenta, che sono in effetti un po' lontanucci. Il musicista blues, precursore del rocker, era ritenuto - a ragione -  il peggior esempio di elemento sociale estrapolabile dal campionario umano. Generalmente di estrazione poverissimissima (i genitori, quando non erano ignoti, svolgevano per lo più il mestiere di schiavi neri presso una qualche piantagione di cotone), il bluesman era proprietario di una sola chitarra, viaggiava rigorosamente a scrocco, saltando su e giù dai treni (era abilissimo nell'arte di non spezzarsi la spina dorsale), ed era totalmente soggiogato dalla sua natura di paria. Va da sé ch'egli non cercava alcun tipo di riconoscimento sociale, anzi, faceva di tutto per essere sempre più indesiderabile in questo senso. Il capitale economico del bluesman era costituito dal suo singolo e temporaneo cachet, che spariva di serata in serata a causa dell'inclinazione naturale - recesso delle umili origini - a sputtanarsi immediatamente, se non prima di subito, ogni singolo centesimo in superalcolici, sigari, vestiti eleganti, morfina, eroina e qualsiasi altro tipo di psicotropo godereccio. Questo naturalmente faceva di lui un gran fico, perché correvano ancora i tempi in cui le proibizioni o i soggetti messi comunemente alla gogna e alla berlina attiravano le signorine da marito come mosche sulla cacca. Robert Johnson, il più fico dei bluesman fichi (anche perché sosteneva di aver imparato a suonare la chitarra dal diavolo in persona, e forse era vero) fu difatti avvelenato per una questione di corna. Lasciamo da parte il dato cronologico e passiamo al jazz: Chet Baker usava notoriamente il suo ascendente sul gentil sesso come un gancio infallibile per procurarsi la robba; saltiamo al rock'n'roll: Elvis aveva talmente tanta fica a disposizione che il suo povero cuore non ha retto; Jim Morrison riusciva a vendere dischi anche quando per ripicca decise di bere fino a pesare cento chili e di farsi crescere un barbone esagerato; persino Sid Vicious - da vivo, non da morto - aveva le sue fan, che non si facevano impressionare dal fatto che avesse in uso di sciacquare le siringhe nelle tazze del cesso, o che avesse contratto l'epatite almeno una volta al mese per tre anni di fila. Il fenomeno musicista=fico naturalmente è esploso nei 60's, con la Beatlemania; da lì, con i Rolling Stones, finalmente le groupies vere e proprie (quelle che collezionavano musicisti, insomma, e a volte anche un "plaster caster" del loro membro in ricordo). E non è finita qui: nel 1973, i New York Dolls, ovvero la scoperta che l'ostentazione di un'ambiguità sessuale inesistente attira più groupies, e via tutti con il trucco, gli zatteroni e i tacchi a spillo. Il glam è stato praticamente né più né meno che una calamita infallibile per la fica. Potremmo seguitare per due giorni di fila, ma proviamo a fermarci qui e a interrogarci piuttosto sullo stato attuale delle cose.
All'origine del dramma odierno del musicista: la televisione, il nuovo ordine mondiale, gli stilisti di moda. Il nuovo modello di uomo ideale - data questa nuova serie di discriminanti - è dunque il seguente: un imprenditore che colleziona capi firmati, occupa un ruolo di primo piano in società (anzi, di società ne possiede una), e con ogni buona probabilità lo prende anche occasionalmente nel sedere. Alternativa più creativa: un calciatore depilato, almeno di serie B. Considerato il gap generazionale, insomma, il musicista è tornato al suo ruolo originario di paria, anzi, diciamo che non è mai salito di casta. La differenza è che oggi come oggi, se dici a una ragazza che suoni in un gruppo, lei pensa in automatico "Non c'ha 'na lira, si fa di roba pessima, sicuramente è alcolizzato, e per giunta mi dovrei pure sorbire i suoi cazzo di dischi e accompagnarlo ai concerti. Manco i cani, meglio un pugile". Caro svedese, ormai quello che è fatto è fatto: la fabbrichétta non l'abbiamo messa su e a trent'anni c'è poco da palleggiare. Quello che il musicista deve fare, in concreto e per migliorare la sua posizione, è ammollarlo a tutte, a prescindere da peso, età, razza, lingua, religione, bellezza, bruttezza, colore dei capelli, degli occhi, delle unghie e della fica. Si farà un passaparola e tu manterrai inalterato il tuo status quo di rocker trombante. Questo è.

lunedì, dicembre 01, 2008

Colonna sonora: Gaznevada - Mamma dammi la benza

Oggi gradisco lamentarmi.

Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo, è una settimana che non c'è una sola cosa che torna o almeno mi va liscia, porcoddio sto senza una lira, anzi prima ero al verde mo sto al rosso, non salta fuori un lavoro manco se pago io qualcuno per dare un lavoro a me, ma solo grane, grane, grane, tante grane tutte gratis, la gente che mi circonda vuole da me attivismo, continuo attivismo, e se c'è da scaricare una patata bollente eccomi qua, la mollano a me che ancora scotta e fuggono come volpi braccate, perché loro c'hanno i cazzi loro da fare, io no, non posso, io sono il factotum della città della città della città della città, ma quale cazzo di città, ma chi se ne strafotte di questa arcimaledetta città e dei suoi abitanti tutti, ma perché non buttare il napalm sull'87% di loro, che certo sono più idioti e stronzi e inutili dei vietnamiti sterminati ingiustamente in Vietnam, e già che ci siamo il Natale, tra un po' è Natale, io odio il Natale, non voglio vedere nessuno a Natale, non voglio fare gli auguri a nessuno, spero solo che mi diano tutti dei soldi, e poi dopo Natale puntuale come la morte arriva pure il Capodanno, e io non voglio manco che venga il Capodanno, non voglio dovermi trovare un'altra volta nella miserabile eventualità di decidere cosa farò a Capodanno, e trova un concerto per Capodanno, e trova una casa piena di alcool e droga per Capodanno, e trova qualcuno che non voglia fare il cenone a casa coi parenti a Capodanno, e trova tutta la gente che vaga per una piazza qualsiasi ubriaca e più stupida che mai perché è Capodanno e tu invece sei uno stronzo che non si organizza e che il 31 dicembre tutto quello che sa pensare è che è passato un altro anno e lui ancora non sa neanche lontanamente dove andare a parare, e tornando al Natale, mi merito un regalo di Natale perché so che mi merito un regalo di Natale, e quindi lo cerco su Ebay perché non voglio regalarmi una cazzata che hanno tutti e possono avere tutti, ma ultimamente perdo tutte le aste, perché c'è sempre qualche stronzo che ha più soldi di me e rilancia rilancia rilancia, a partire da quattro giorni prima che l'asta si chiuda, e quindi vaffanculo pure Ebay, ma che dico Ebay, qua non ce n'è più per nessuno e io voglio spendere i soldi che non c'ho, mi sono laureato in DAMS in piena crisi economica perché sono un minchione inqualificabile, e più minchione ancora di me è chi ha istituito le facoltà letterarie in un mondo di avvocati medici ingegneri politicanti poliziotti e raccomandati di ogni sesso e misura che occupano tutte le altre cariche, non posso fare un concorso perché mi è precluso, non posso fare il regista perché non sono né ricco e né figlio di un regista, non posso fare il critico cinematografico perché non me ne frega un cazzo del cinema, però nonostante tutto la gente viene da me che ci ho messo quindici anni quindici signori per autoprodurmi le mie cose senza andare in perdita, e mi chiede tutta in coro a Simò c'hai qualche spiccio, a Simò c'hai 'na sigaretta, bello sto libro me lo regali, bello sto disco ma mica devo pagarlo, a Simò ti devo chiede 'na cosa solo tu mi puoi aiutare, perché gli altri sono tutti egoisti e venali e tu sei l'unico buono io lo so, sì ma i buoni muoiono con un cazzo nel culo, e io non amo farmi fottere in una posizione che non sia lo smorzacandela con lei sopra e io sotto, quindi vi ringrazio per i complimenti e per l'interesse e per le gratificazioni quotidiane, ma ne ho ricevute talmente tante che ormai me le faccio fritte, e non le trovo nemmeno buone da mangiare dopo, perché gratificare qualcuno non costa un cazzo, le buone parole si possono dire gratis, e pure i consigli si possono dare gratis, e io ho la sfacciata fortuna di conoscere centinaia di persone che mi vogliono talmente bene che mi rincorrono in mezzo alla strada per darmi un consiglio, mi telefonano a casa quando sto dormendo o cacando per darmi un consiglio, o per dirmi quanto sono bravo bello, buono e intelligente e quanto male farei a non ascoltare il consiglio che ora stanno per darmi, ma perché cazzo non vi cavate il portafogli dalle tasche, lo aprite a metà e prendete un pacco di banconote e me le mettete in mano come faceva la buonanima di mio nonno, che consigli del cazzo per me non ce ne aveva mai, e c'è da maledire il signore per non averlo reso immortale, visto che era saggio, onesto e non aveva bisogno di doversi sentire migliore di me perché migliore di me lo era sul serio. Non so se è chiaro il concetto.

MI SONO ROTTO I COGLIONI. MI AVETE ROTTO I COGLIONI.

giovedì, novembre 27, 2008

Colonna sonora: Neon - Sentimental love

Ricapitolando: ho una, due, tre, quattro richieste che dovrebbero portarmi a mettere mano al tavolo da disegno. Domani mattina mi devo svegliare mio malgrado all'alba. Sono occupato per tutto il weekend. C'è questa, quella e quell'altra faccenda in sospeso. La corrispondenza si infittisce e diventa più intrigante. I soldi stanno finendo. E in tutto questo io cosa faccio? Mi scarico l'emulatore Amiga con tutte le roms dei giochi che mi incollavano abitualmente al computer dal 1989 al 1992, e mi incollo di nuovo per ore e ore e ore davanti agli stessi giochi: senza uscire di casa, senza fare un cazzo, senza fumare una sigaretta (quella della buonanotte me la fumo ora), senza riuscire a finirne uno!

Risultato: ho la testa pesante e dei crampi spaventosi ai tendini delle mani. A volte c'è dell'esagerazione anche nel non negarsi mai nulla.

martedì, novembre 11, 2008

Colonna sonora: Carosello - Maria Rosa

Và, Geruge, mostro degli Inferi! Uccidi Devilman!

Geruge ha fallito! Allora... Gondoroma! Và, Gondoroma! Scatena tutti gli animali della terra contro Devilman!

È chiaro che la mia salute mentale sta vacillando.

domenica, novembre 09, 2008

Colonna sonora: Giusto Pio - Motore immobile

Ho appena ascoltato "Sorella sconfitta" di Zamboni, per il semplice motivo che contiene Lalli. Togli Lalli, togli Nada, e rimangono le solite nenie. Non malvagio ma - appunto - completamente prescindibile. Dubito che girerà ancora per intero nel mio lettore. Mi complimento comunque con Zamboni per aver scelto di affidare l'interpretazione dei suoi pezzi alle due grandissime cantautrici di cui sopra. Il che, dopo venticinque anni di Giovanni Lindo - di cui dieci da rottamare - è un salto di qualità spaventoso. Dieci e lode per il gusto di Zamboni. Giovanni Lindo, mi sono rifiutato di intervistarti e lo rifarei ancora e ancora e ancora. Niente di personale.

E visto che ci sono, Battiato. Qualcuno lo chiama addirittura Maestro, come se fosse un poeta-cantante alla Califano o magari addirittura un filosofo minore. Ma vogliamo dirla tutta? Battiato è un musicista con i controcoglioni e un bravo canzonettista, abilissimo nel taglia e cuci simil-nonsense e nella citazione (manco poi tanto colta) da altri testi di altre canzoni. I suoi atteggiamenti volutamente provocatori (l'ho visto aprire un concerto su una seggiola, lamentandosi dei reumatismi) non elevano la sua musica più della quota intermedia e talvolta bassa a cui abitualmente vola.

E con questo, ho perso altri cinquanta lettori.

lunedì, ottobre 06, 2008

Colonna sonora: Toots And The Maytals - Pressure drop

Non tutte le giornate iniziano alla stessa maniera per uno schizofrenico. Oggi, ad esempio, conto di mettere sì e no il naso fuori di casa per un bitter. Ho una pila enorme di dischi da recensire, e voglio preparare un pò di pezzi per aggiornare di volta in volta Lamette, con maggior costanza (visto che tra un casino e l'altro ho latitato per una settimana). Avrei anche una locandina e vari altri cazzi da disegnare. Riuscirò?

Rimanendo in argomento, Campana è quasi giunto a compimento, e mi piace. Impaginazione e stampa sono ormai prossime, e devo ammettere in tutta onestà che sono soddisfatto del risultato, o che almeno è molto, molto vicino a quello che volevo fare in principio, e vi assicuro che capita abbastanza di rado. Il succo della situazione è che se devi fare una cosa in tandem l'ego dei singoli va necessariamente messo da parte. L'idea migliore passa, e due persone con un minimo di occhio sanno automaticamente qual'è la soluzione opportuna. Se avete mai deciso gli arrangiamenti di una canzone, sapete esattamente di cosa sto parlando. Non c'è posto per il chitarrista virtuoso che vuole spararsi 20 minuti d'assolo a pezzo, così come non c'è posto per un riff anche memorabile, se non si presta per una linea cantata decente. Taglio qui, perché mi accorgo che sto dispensando troppi consigli utili per voi che avete un gruppo.

Vi saluto con un'ultima massima che potete riciclare durante le prove e che vale almeno un milione di euro: si deve sempre capire quello che cazzo fate, indi le influenze musicali si mixano con moderazione. Non esiste punk-metal-dance-noise-grunge-disco-core: esiste solo gente che non sa che cazzo vuole fare. Se non siete i Faith No More, crossover è sinonimo di "ascolto di tutto e non so discernere niente".

Mo v'o'o detto.

lunedì, settembre 08, 2008

Colonna sonora: I Ragazzi - Judo boy

Me lo sto chiedendo dal 1985: riuscirà Kurenai Sanshiro a trovare l'uomo con un occhio solo?

Non so se adesso arriverò a saperlo o mi romperò le palle prima, ma l'importante è che mi sia data almeno una possibilità di scelta.

Bene, gente, ho appena scoperto che qualche geniaccio ha messo in streaming tutte le puntate di decine di serie TV giapponesi, che dunque ora si possono visionare da appositi forum senza stare lì ad attendere code interminabili sui peer-to-peer. Ora sono un bambino contento.

Stasera leggo, guardo cartoni, navigo in rete, non tocco manco una birra e cerco di dimenticare tutto questo weekend dalla A alla Z.

P.S. Checché se ne dica e si favoleggi, Lucio Battisti non cantava la sigla italiana di Judo boy, e Piero Pelù non cantava quella di Jeeg robot d'acciaio. Solo un ottimo imitatore del primo e un antesignano involontario del secondo. Tra l'altro, il compianto Fogus era un bel pò più dotato vocalmente dell'ormai rincoglionito Pelù, che ha appena inciso un'orrida cover della sigla per sfruttare il pluridecennale equivoco.

mercoledì, settembre 03, 2008

Colonna sonora: Blue Oyster Cult - Don't fear the reaper

Qualcuno ha suggerito a mia sorella questa vecchia hit del Culto Dell'Ostrica Blu, che anche a me è sempre piaciuta moltissimo, a partire dal messaggio.

Questa mattina, con la benedizione di Gesù, è cominciata nel migliore dei modi. Sono scivolato nella doccia come un coglione e sono andato giù a piombo, sbattendo il grugno dritto contro la ceramica della vasca. Incidenti del genere a persone particolarmente sfortunate sono costate anche la sedia a rotelle a vita. Io invece ho solo sputato un pò di sangue, mi sono reso conto di avere ancora entrambi gli incisivi davanti e di non necessitare di una ricucita al labbro inferiore, quindi ho ripreso a sdocciarmi tenendomi un fianco per il dolore.

Naturalmente, visto che sono sopravvissuto, ho tutta una serie di progetti. Un nuovo fumetto a cui sto lavorando; o meglio, ho già fatto il grosso ma non vi mostro anteprime, perché non me ne frega niente, o magari dovrei aprire un blog solo per i disegni e invece a me piace di più raccontare, mentre i disegni parlano da soli; il nuovo numero di de-Comporre, pronto e in attesa di sponsor; un altro paio di idee becere che mi frullano per la testa e che devo proporre a chi di dovere.

E poi birra birra, ho bisogno di birra per dimenticare di avere bisogno di soldi per la birra. E stasera l'avrò.

Sapete che come ho finito il liceo hanno iniziato a fare le foto ricordo per l'annuario?

martedì, agosto 26, 2008

Colonna sonora: Buzzcocks - Lipstick

L'estate è alle battute conclusive. Forse. Niente male, ci si riavvia verso un nuovo autunno. Inizia la ginnastica di riabilitazione per prepararmi alle nuove avventure in attesa. Ho messo in ordine la mia camera e inizio a uscire meno; voglio raffreddare il cervello quel tanto che basta per rimettermi a disegnare e pernottare sempre più spesso qui davanti alle prese con e-mail, dischi e Quark X-Press. Avrò accumulato un 20 ore di sonno che possono ovviare al jet-lag da afterhour continuo. Ce la farò? Ho una voglia matta di concerti e feste, e questo paese sta ormai ristagnando da tempo nel marasma della solita gente. Le novità sono in deficit, e io abbisogno di un tiro di dadi continuo. I 30 sono passati, adesso dove si va?

domenica, agosto 10, 2008

Colonna sonora: The Damned - I just can't be happy today

Vediamo di fare un po' il punto della situazione di merda. Da qualche manciata di ore ho 30 anni. Tirando le somme e considerando l'andazzo iniziale, sarei anche invecchiato decentemente, se non fosse per il mondo circostante, che mi fa più schifo oggi di quando avevo 15 anni, ed è tutto dire. Analizziamo insieme i pro e i contro.

Pro:

- Non giro in ciabatte per i litorali festeggiando i miei unici miserabili 15 giorni di vacanza.

- Non ho alcun ragazzino per mano, quindi il mio seme è stato rigorosamente disperso per anni e anni senza pagare alcun tributo all'umanità, che tra l'altro - come già detto - mi fa pure assolutamente schifo.

- Non ho una moglie grassa e brutta e neanche giovane e bella. Non ho una fidanzata che si aspetta da me di essere impalmata a breve giro.

- Gli anni mi donano. Ergo non sono ancora così malmesso da non riuscire a fare sesso senza promettere prima matrimoni e fidanzamenti di qua e di là. Non sono ancora neanche al punto cruciale di necessitare dell'organizzazione di cene romantiche dove pago io.

- Il mio rock è migliorato, i miei ascolti pure.

- Nonostante sia ultra-pigro, ho realizzato il 90% dei desideri che avevo dieci anni fa.

- Ho il triplo delle letture, visioni ed esperienze che avevo dieci anni fa.

- Vanto almeno 300 numeri nella mia rubrica telefonica, e almeno 150 sono sempre felicissimi di essere composti.

Contro:

- Non ho un nuovo e ottimo lavoro, sono quasi al verde e non posso considerare neanche in cartolina la prospettiva di andare a vivere da solo.

- Più panza, meno capelli, e brizzolamento quasi raggiunto.

- La mia dipendenza dall'alcool è ormai incurabile senza ricorrere al Disulfiram.

- Il mio sistema nervoso è un puzzle che non si ricomporrà mai più.

- C'è un sacco di gente che si autodefinisce normale, lì fuori, che è fermamente convinta che io sia pazzo.

- Ogni volta che mi guardo intorno, ho l'impressione che la gente che mi circonda sia sempre più penosa, irrisolta e patetica, e che in generale il mondo stia andando verso la catastrofe per colpa loro.

- Ho ripreso a fumare di brutto, e la cosa fa male e costa.

Pari e patta? Diciamo di sì. Erba cattiva volevo essere, erba cattiva sono...

mercoledì, agosto 06, 2008

Colonna sonora: Rino Gaetano - Fabbricando case

Le pubblicità progresso del poverello: la ruota?!?

domenica, luglio 27, 2008

Colonna sonora: Fred Buscaglione - Juke box

Gli spot pubblicitari del poverello: il bifidus actiregularis.

lunedì, luglio 14, 2008

Colonna sonora: Alberto Fortis - Milano e Vincenzo

Mi ha appena telefonato il mio alter ego. No, non sono diventato improvvisamente Nanni Moretti. Ho però un alter ego: l'ho conosciuto dodici anni fa e ogni tanto ci risentiamo con piacere. Dodici anni fa ci siamo ritrovati per caso nello stesso posto con la stessa identica poca convinzione, e abbiamo preso le stesse discutibili decisioni in merito, facendo coppia fissa e ottenendo così il medesimo risultato: una vittoria di Pirro, oggi traducibile in un fallimento quasi totale. L'alter ego si chiama ovviamente come me, ha pressapoco la mia età e beve quotidianamente birra da supermercato, esattamente come me. Ora, di ritorno un lungo viaggio in Spagna (l'alter ego è pigro quanto me, ma tendente anche lui al vagabondaggio), si fa vivo dopo mesi e mesi in cui sapevamo entrambi della reciproca presenza sul suolo patrio, ma ci siamo mandati esclusivamente messaggi vocali tramite terzi. Sì, perché sia io che l'alter ego tendiamo a lasciare che il mondo ci cerchi o ci trovi per caso, offendendo così intere generazioni di premurosi telefonatori. Abbiamo parlato, dicevo, per un paio d'ore d'orologio, cercando di venire a capo delle nostre vite, e ricordando ancora una volta che sono trent'anni che la matassa non si sbandola, in gran parte per colpa nostra. Abbiamo convenuto comunque sul fatto che il nostro problema principale è che il buon dio ci ha creati snob come due omosessuali griffati, indipendenti a prescindere dalla possibilità concreta di esserlo o meno, insofferenti a qualsiasi cosa che non gratifichi la nostra dannatissima forma mentis. Ne consegue che lavorare ci sembra una bestemmia, tutte le nostre relazioni con pretese di serietà falliscono nel tempo di una pisciata, e non abbiamo nè forse avremo mai un posto nella società perché tutti quelli che ne possiedono uno ci disprezzano subito dopo aver avuto a che fare con noi e noi invece disprezziamo loro a prescindere. Credo che io e il mio alter ego un giorno faremo grandi cose insieme: era scritto che dovesse essere così, e io l'ho capito immediatamente. Poco importa se nel giro di dodici anni l'unica concreta produzione artistica che abbiamo realizzato insieme è stata una canzone reggae dal titolo "Fichina, lurida fichina", che fortunatamente non abbiamo mai inciso. 

domenica, luglio 13, 2008

Colonna sonora: X-Ray Spex - Germfree adolescents

Il caldo e la paranoia mi stanno uccidendo lentissimamente da stamattina; è palesemente una di quelle giornate no in partenza, anzi, prima della partenza, e l'unico modo per risollevarla è prendermi l'ennesima sbronza e perché no, prendere un treno a cazzo in settimana e lasciarmi Formia e la sua gente alle spalle per qualche giorno. Io vorrei sapere perché da anni devo essere torturato ogni notte dagli stessi sogni del cazzo, uno tra questi tre o tutti e tre insieme:

1) Devo ripetere il terzo liceo, tra dieci giorni ho la maturità, e sono stato assente al 90% delle lezioni di tutte le materie. E non so proprio come cazzo fare a recuperare una sufficienza in matematica e fisica.

2) Mi ritrovo in compagnia di una persona scelta a caso tra le decine sparite dalla mia vita per reciproche incomprensioni o esaurimento degli argomenti, e tento di recuperare la nostra antica confidenza come se fosse la cosa più importante del mondo, ottenendo in cambio sorrisetti di derisione.

3) Trovo un modo per alzare un bel po' di soldi, e quando sto per concludere l'affare mi sveglio e non ho niente.

Non ci vuole Freud per capire che la mia autostima ha bisogno di endorfine. E che il mio ego è drogato di endorfine. E che sono condannato ad essere eternamente infelice, insicuro, diffidente e cazzo, se non sapessi che si sta come d'autunno ecc ecc, mi sa che sarei pure invidioso. Merito trenta scudisciate autoinflitte, qui e ora.

venerdì, luglio 04, 2008

Colonna sonora: Luigi Tenco - Ciao amore ciao

I fumetti alternativi del poverello: Diabolik VS Little Tony.

lunedì, giugno 23, 2008

Colonna sonora: Joy Division - Love will tear us apart

Oggi pomeriggio volevo mettere insieme un post lungo e schifosamente sentimentale sull'edizione 2008 di Crack!, ma mentre stavo dattiloscrivendo le ultime stanche battute ho premuto un tasto che non dovevo premere e questa pur prescindibile testimonianza è andata per sempre a farsi fottere, risucchiata nel Maelstrom telematico. Meglio così, perché Sbrock nel frattempo ha bloggato una rassegna fotografica coloratissima che rende molto meglio l'idea di quello che è successo in questi quattro giorni. La mia visione di concerti, mostre, happening, come sempre, è totalmente parziale e filtrata attraverso un continuo flusso di coscienza etilico, uno scalcinato ambaradan da cui cerco di strappare di viva forza tutti quei momenti emozionalmente complessi, inspiegabili e indescrivibili (o forse già sintetizzati egregiamente da Terenzio con "Homo sum, humani nihil a me alienum puto") che vado poi a chiudere a doppia mandata nella scatola nera del mio schiantato cuore. Da aprirsi, mai.
Quest'edizione è stata sicuramente la migliore, e non solo sul piano "artistico" - che sì, non fraintendetemi, mi interessa, ma francamente me ne sbatto le palle di chi è in grado di esternare la sua complessa sensibilità soltanto prendendo matite, pennelli, pennarelli e vernici e stupendoci tutti con effetti speciali: con tutto il rispetto per i veri autistici, anche perché nel loro caso non si è potuto scegliere diversamente.
Chiudo il pippone ringraziando di cuore lui/lei/loro-sanno-chi per aver contribuito attivamente a rendere Crack! 2008 una cosa memorabile. E ringrazio i ragazzi del Forte Prenestino per non aver mai perso la costanza nel mandare avanti un qualcosa che ogni anno permette sinergie forse lente ma altrimenti assolutamente improbabili. Guardandomi allo specchio, addì 23 giugno 2008, mi accorgo che sto diventando un vecchio cinghiale svaccato e spudorato, e spero vivamente che questi input possano contribuire a riaccendere il mio personale circuito elettrico, dopo mesi passati a collegare la fase col ritorno.
Qui sotto, le foto da me raccolte. Pochi essenziali commenti.

Valerio, me, Sicks egiziani.

Gabba, Sicks, Valerio.

The gay afer. Ratigher, Whiskey, Maicol.

The gay after. Andreco, me.

Furgone di Allegra, Roma una mattina caldissima d'estate, resa infinitamente più calda dal surriscaldarsi delle lamiere.

Un picnic di peace and love nel parco della SNIA. Vi mancavo da dieci anni.

 

Un giro etilico di svariate ore: me, Sbrock, Lara, l'unico ed inimitabile Paolinik!

Banda Lamette/Rabuiti/Tirana. Rubò, ammazzò, sequestrò, bevve e ruttò fino alla repressione savoiarda.

Corona, me, Trabacchini. Tre sfingi.

Io dopo quattro giorni di onorato stravizio, mentre mi porto a spasso da solo per auto-ripigliarmi. Potevo cadere a faccia in giù da un momento all'altro, ma ho tenuto duro.

E ho pure fatto un altro giro di birra, con due ciociare DOC. Poi, finalmente, spatchka.

Ma prima l'orrore...

...così chiudiamo in bellezza.

martedì, giugno 17, 2008

Colonna sonora: Lou Reed - Metal machine music, part I

Ho scoperto che "Metal machine music" è un'ottima colonna sonora per il rigore delle mie sofferenze. Ciò detto, colgo l'occasione per dire che Scuola Di Fumetto di questo mese ha recensito Lamette 5 (Grazie ad Alessio Trabacchini e a Emiliano Rabuiti), e che detta rivista è reperibile comodamente in edicola. Segnalo inoltre che "Children No More" ha suscitato l'attenzione di Rai Tre (regione Puglia, che si ringrazia per averci fornito i milanesi), e che La Repubblica gli ha dedicato l'articolo che trovate a questo link. Che altro dire? Che io e Rocco saremo al Crack! edizione Panther dal 19 al 22, e che dunque chi volesse offrirmi una birra è pregato di recapitarsi lì e tenere conto del fatto che ho sempre più scarsa disponibilità economica e sono un animale in via di estinzione. Non è del tutto da escludere che avremo anche un albo nuovo per l'occasione.

Detto questo, la mia vita scorre monotona, ma mi piace così. Stasera sarò in Piazza della Vittoria a Formia, alcolico alla mano, davanti al maxischermo che trasmette Italia-Francia, come tutti più o meno, anche se non farò il tifo per nessuno. Sto diventando grasso e prevedibile.

lunedì, giugno 09, 2008

Colonna sonora: The Stooges - Down on the street

Pessimismo e fastidio. Leggo a intervalli regolari il Lester Bangs definitivo, incerto tra le braccia della venere di Milo di tomverlainiana memoria e le più celebri braccia di Morfeo tra una ripresa e l'altra. L'idiosincrasia mortale generata dalla catapulta quasi forzata che mi ha sparato in mezzo a quattro giorni di festa paesana si è estesa dalla concittadinanza alla razza umana in generale, e anche loro, lo sento, sì loro odiano me, le vibrazioni mi giungono forti e chiare, manco fossi un pipistrello. Ho finalmente visto questi tanto osannati Subsonica, e tutto quello che posso dire è che sono meglio di Gatto Panceri. Come del resto anche Orietta Berti che interpreta "Io, tu e le rose" è meglio di Gatto Panceri. Anzi, se il povero Tenco lo avesse potuto immaginare anche lontanamente nel 1967, di sicuro avrebbe aspettato l'avvento di Gatto Panceri e tentato altri due o tre Sanremi. Solita sbobba, insomma: salverei solo il tradizionale muso di porco con sale e limone e i lupini, mix letale di cui anche questa volta ho provveduto a drogarmi per via orale, accompagnando il tutto con Martini bianco con ghiaccio e tre differenti marche di birra. Se mi hanno fatto la lavanda gastrica? Macché: due scorregge la mattina, alzando pigramente la gamba sinistra e rimanendo svaccato sul letto, e tutto è stato risolto. Sto ricominciando a gonfiarmi, ma a questo punto credo che sia normale. Fino a qualche mese fa ero convinto che fosse un effetto collaterale dell'età. Anche se dieci anni fa, quando mi svegliavo vestito e con i pantaloni al contrario, di sicuro avevo più classe. 

mercoledì, maggio 28, 2008

Colonna sonora: Federico Fiumani - La nostalgia

Avrò dormito sì e no cinque ore e se penso a quello che mi aspetta oggi pomeriggio, mi darei una martellata in testa per recuperare uno stato di confortevole incoscienza prima che sia troppo tardi. Dopo mesi e mesi di decompressione, siamo quasi tornati a quella che è poi la mia normalità: un mare di progetti per lo più poco o per nulla remunerativi, gente che va e viene da questa stanza, telefono che squilla, e-mail sempre piena. A questo punto il vero nemico è proprio la mia pigrizia intrinseca: se ho in mente 100 cose, vorrei portarne a termine almeno 20. Mica facile con la continua tentazione di mettere su un disco punk, mettere su un disco wave, mettere su un disco country, mettere su un disco garage, mettere su un disco rock, andare al bar e prendermi una birra, andare al bar e prendermi un Martini, andare al bar e prendermi una birra e un Martini, leggere un saggio, leggere un romanzo, leggere una biografia, leggere un'autobiografia, leggere fumetti, guardare cartoni animati, guardare un film comico, guardare un film drammatico, guardare un porno fetish balcanico, fare cose zozze, andare a un concerto, andare a una mostra, andare affanculo. E via con Aristotele: io sono pigro, tutti i meridionali sono pigri, io sono meridionale, io sono pigro perché meridionale. C'è una spiegazione a tutto.

Ultime letture:

Filippo Scòzzari - Memorie dell'arte bimba

Lester Bangs - Impubblicabile!

Roland Topor - Una fata speciale

Ultime visioni:

Lech Kowalski - Story of a junkie

Michael Moore - Canadian bacon

Ed Harris - Pollock

Serie integrale del cartoon tratto dallo shojo-manga "Lady Georgie". E no, non sto diventando finocchio. Il genere intimistico-sentimentale è il massimo apice della complessa tecnica narrativa nipponica, vedi i film di Ozu e tante altre menate vintage che se non le avete viste appagatevi intellettualmente con la mia spiegazione e non statemi lì a rompere i coglioni con le vostre infondate insinuazioni sul mio culo.

Amen. 

lunedì, maggio 19, 2008

Colonna sonora: The 80's - Droga arma del potere (Rip Off)

Consolatevi, sconsolati trentenni, anche il mio core non arde più. Il che non vuol dire che abbia attraversato finalmente il confine tra l'adolescenza e l'età adulta: semplicemente non muoio dalla voglia di slam dance, apprezzo musica anche lenta, spesso fino al catatonico, e la mia personale ricerca della felicità passa anche attraverso la soddisfazione di desideri che non hanno necessariamente a che vedere con rivoluzioni lontane più di venti metri dalla punta del mio naso. Rimango comunque, forse mio malgrado, un outsider, per dirla in modo anglofono, o un disadattato sociale, per essere meno radical chic. Ammetto tranquillamente che spesso vado a un concerto più per vedere amici vecchi e nuovi che non per urlare forsennatamente in da pit, e non me ne vergogno poi granché, anzi non me ne frega definitivamente più un cazzo. Il semplice e arcaico contatto umano troppo spesso è sottovalutato in ambito concertistico, o magari offuscato dalle magliette/spillette/toppette/pernacchiette da sfoggiare con piglio deciso e incazzato, quasi ci si debba vergognare di essere umani e insicuri e pieni di (apparentemente) irrisolvibili bug. Gli anni passano, i fallimenti si accumulano, e perso per perso un povero agnostico cerca quantomeno la propria soddisfazione materiale. In birra e vino veritas, secondo me: specie se dalla trasparenza del bicchiere guardate negli occhi della gente che vi sta intorno e vi rendete conto di vedere distintamente il confuso, ma in realtà abbastanza semplice ambaradan che gli frulla dentro, e che vorrebbe assolutamente nascondervi.    

martedì, maggio 13, 2008

Colonna sonora: The Skyliners - Since I don't have you

Filippo Scòzzari si è autoritratto con la mia bandana e i miei orecchini. Anche se la cosa non è affatto punk, sono costretto ad ammettere che ne sono onorato.

Nella mia collezione privata, da qualche tempo, ho anche dediche di Miguel Ángel Martín (non scannerizzabile) e di Marco Corona (qui sotto):

 

Del buon Corona possiedo anche un tesserino scaduto dell'Università della Colombia, di cui mi ha fatto dono, ma che non pubblico perché sennò lui potrebbe rilanciare con il mio abbonamento Metrebus del 1999.

Insomma, riprendo gli aggiornamenti di questo blog. Il vostro junkie preferito, come avrete capito, è stato al Comicon in quel del superpanoramico Castel Sant'Elmo. La cosa mi ha portato a rivalutare infinitamente Napoli come città. Se non avete mai dormito nei quartieri spagnoli, preso cento volte la funicolare e mangiato roba fritta e/o al forno in una qualsiasi delle duemila rosticcerie partenopee, allora non potete ancora morire. Potrei annoiarvi con pagine e pagine di aneddoti e reportages, ma ne trovate uno a fumetti sul sito dei Cani, messo su estemporaneamente da Sbrock su testi/lettering del sottoscritto. Aggiungo solo che il povero Rocco come al solito si è trovato nella spiacevole condizione di farmi da balia, il che ormai, dopo le prime incazzature, sembra quasi divertirlo.

Comunque sono stati mesi duri, durissimi. Ancora durano. Durante i quali in buona sostanza ho visto centinaia di film sdraiato nel letto anche per 16 ore al giorno o in alternativa sono stato in giro per la mia città nel tentativo, perfettamente riuscito, di peggiorare la mia dipendenza dall'alcool. Se ne ho fatta qualcuna giusta? Poche, ma al momento non desidero altro che mandare affanculo tutto e tutti.

Sto seguendo le grafiche dello split Bone Machine/Blood '77, ho pubblicato un po' di illustrazioni per uno split-book richiestomi dall'ass. cult. Il Capannone (già uscito, ma ancora non ne ho visto copia stampata), ho contratto io stesso obblighi associativo-culturali qui in loco e nel complesso sono abbastanza abbrutito. Non ho alcuna voglia di mondanità e ho sempre troppi cazzi da fare per andare ai concerti. Le finanze sono in caduta libera, sto bene/male e tutto va per il meglio, nel peggiore dei mondi possibili. E così spero di voi.

mercoledì, marzo 12, 2008

Colonna sonora: The Troggs - With a girl like you

Chiudo momentaneamente i lavori in corso, prima che vi aspettiate da me altre avventure che non mi va di raccontare. Non prendetela come un abbandono del blog, è solo che in questo momento non mi va di parlare di me e di quello che faccio. Forse è tutto semplicemente troppo triste per volerlo esternare, forse ho bisogno di privacy.

Mi passerà. A presto, per ora.

rigurgitato da ilpoverello | 19:19 | disordine mentale del poverello | commenti (9)

martedì, febbraio 26, 2008

Colonna sonora: Wipers - Mystery

Non ho moltissimo da raccontarvi. Ho vagabondato un pò, ingurgitato alcolici a go-go, e vi devo la seconda parte della rassegna video trash. Per il momento vi dico: le foto della mia trasferta con i Blood a Bologna sono online su www.blood77.splinder.com. Guardatele se vi va, altrimenti desistete. Trovate lì anche un breve video girato da Danko con quello che qualcuno considera ormai (erroneamente) il momento clou dei nostri concerti.

E via col tango...

1) Donato Mitola - Caracallo: Tormentone che se per puro caso prima vi mancava da questo preciso momento vi si piazzerà nelle sinapsi e non ne uscirà mai più. Lo canterete sotto la metropolitana, al bar, sul lavoro (se ne avete uno), a tavola, e soprattutto, sotto la doccia, danzando come lo sciagurato Mitola. Purtroppo al momento attuale non se ne può reperire una versione avulsa dal commento della Gialappa's Band, comunque esplicativo (se mai ci fosse pure qualcosa da spiegare!). Come secondo piatto andatevi a cercare "Licantropo", altro rutilante hit dello stesso autore.

2) Ciro Ricci - Chille va pazze pe tte: Video tributo a uno dei massimi cult della canzone neomelodica napoletana da emittente privata. Il magico refrain, che imperversava sui nostri schermi negli anni '90, ci narra di storie d'amore e d'infamia (tematiche ricorrenti e centrali in tutta l'epopea musicale partenopea, da Mario Merola ai giorni nostri), aggiungendo in più un acchiappante sottofondo tunz-tunz. Conosco personalmente e molto, molto bene l'autore di questo video, nonché i 3/4 del cast, ma non posso rivelare di più. Uno di loro -  non posso dire chi - è il terribile Dottor Fetish. Il contesto geografico è uno strano incasinamento onirico che collega Gaeta vecchia al lungomare di S. Janni, che notoriamente si trova invece a Formia. Ma non sottilizziamo...

3) Joe Sandalo - We are the champions: Cover dei Queen eseguita dal virtuoso metallaro Joe Sandalo, con l'ausilio di un karaoke. Alla potenza micidiale dei suoi acuti un videoamatore ha unito qui uno slide di foto del nostro in posa plastica tra le montagne del Gennargentu, suppongo. Freddie Mercury si starà già ribaltando abbondantemente nella tomba, ma la mia somma speranza, neanche tanto nascosta, è che Brian May possa un giorno incappare in questo video. 

La rassegna finisce qui, sennò vi abituate.

sabato, febbraio 16, 2008

Colonna sonora: The Misfits - Spook city U.S.A.

Consapevole del fatto che non tutti avete la fortuna di intercettare canali napoletani dal vostro televisore di casa, vi regalo una vagonata di chicche musicali che altrimenti vi sareste persi.

1) Gigione - 'A campagnola: questo celeberrimo hit mi ha accompagnato per tutto il 1985, dal momento che a Radio Formia erano tutti impazziti per lui e non trasmettevano altro. Qui una versione più tarda interpretata live durante una televendita, ma niente paura, è in playback. Notare la mimica del nostro, che rende il testo ancor più esplicito nel suo candore. Gigione per me è dio.

2) Frank Tellina - Zozzimma: cover partenopea della sigla di "God Sigma", noto cartone animato degli anni settanta emulo di Goldrake e Mazinga. Il tormentone "scurreggia nucleare, tarzaniello spaziale" non vi abbandonerà mai più.

3) Gianfranco Marziano - Mammeta: il geniale Marziano, detto anche 'O Faraone, è senza ombra di dubbio il Bob Dylan del nuovo millennio. La maggior parte delle sue canzoni sono purtroppo incomprensibili da Latina in su, quindi scelgo per forza di cose di proporvi il video del suo pezzo più catchy. Se un suo disco finisse mai in un negozio, cosa che purtroppo non accadrà presto, dovrebbero azzeccarci una decina di bollini "parental advisory" sovrapposti. E anche così non basterebbe. Enorme.

Per ora è tutto! Se manifestate consensi, vi prometto una seconda puntata.

giovedì, febbraio 07, 2008

Una lettera apera. Accetto repliche. Diffondete, se volete.

L’egocentrismo è il motore di tutte le cose, ma bisognerebbe saperlo dosare. Sto parlando della voglia di farsi sentire, di fare rumore e più in generale di esistere che anima tutto l’underground italiano, dal circuito punk a quello para-artistico.  Quello che voglio dire è che questo desiderio collettivo di essere sempre e comunque presenti e protagonisti in ogni situazione è l’unico vero rasoio che ci sbrindella in frattaglie. Le eventuali differenze di vedute non sono mai state del tutto invalidanti, almeno per quanto riguarda me e i miei contatti. Sia subito chiaro che con questo non intendo affatto auto-assolvermi: ho delle amicizie che durano da molti anni, cerco di essere partecipe delle loro cose e loro cercano di essere partecipi delle mie. Tutto qui. Quello che mi chiedo spesso è se con un maggiore coinvolgimento non potrei fare di più per loro o se insieme non potremmo fare di più per noi. E anzi, devo precisare che per il sottoscritto non c’è alcun piacere nel vivere e nel muoversi in solitario. I miei ricordi migliori di questi ultimi quindici anni sono tutti legati a momenti di sinergia con altre persone, altre individualità, e quello che ne è venuto fuori – nel bene e nel male, ma quasi esclusivamente nel bene – ci ha legato a doppio filo per il resto di questa vita. Mi chiedo dunque che senso ha oggi come oggi avere a disposizione tutti i mezzi possibili e immaginabili per portare avanti un discorso pluricentenario (perché l’avanguardia è pluricentenaria) e sprecarli per masturbarsi. Faccio un esempio pratico: myspace, blog, siti internet, webzines, fanzines, locali, centri sociali… possibile che ognuno pensi esclusivamente alla meschina propaganda dei cazzi suoi e di quelli dei suoi quattro amici al bar? Va da sé che se ha un gruppo si ritroverà sotto il palco solo gli amici suoi, se ha una fanzine se la leggeranno solo gli amici suoi e se è un promoter organizzerà eventi solo a patto che ci siano dentro a uno a uno pure tutti gli amici suoi. Che senso ha fare un flyer e appiccicarlo o spammarlo ovunque quando sei perennemente assente dalle situazioni che non sono al 100% in linea con la tua parrocchia? Parole come “unity”, “brotherhood”, “scena” - e altri slogan che tutti ci tengono a sbandierare - sinceramente non mi dicono un cazzo, se devono essere sinonimo di “cosa nostra”. Chiudo con un dato di fatto: se andiamo a scremare, eliminando aspiranti rockstars, perditempo e modaioli, ci sono mille realtà antagoniste in Italia, ciascuna lo è a modo suo,  e tutte sarebbero ugualmente degne non soltanto di essere supportate, ma di entrare a far parte di una rete più fitta di contatti. Un virus che allargandosi potrebbe fare VERAMENTE paura. Un incendio con i controcazzi. Non le piccole scintille strafottenti che vedo adesso.
Se siete arrivati fin qui, e vi sentite direttamente chiamati in causa, evitate di pensare che io stia bersagliando qualcuno o qualcosa in particolare. Mi riferisco a tutta la penisola, perché è così dappertutto. Verranno presto tempi migliori, ma solo se li faremo arrivare. Pensateci. Pensiamoci. Le spillette non bastano.
Sim

domenica, febbraio 03, 2008

Colonna sonora: Skyhooks - Women in uniform

Anche questa domenica ho dormito poco e male, sono avvelenato da alcool, fritto e sigarette assunti in dose concentrata e continua, sono stanco di essere stanco e ho nella testa un casino di progetti incompiuti come me, e neanche uno straccio di appiglio, in nessun senso e in nessuna direzione. Avete mai desiderato ardentemente di morire?

Risolverebbe problemi. 

lunedì, gennaio 28, 2008

Colonna sonora: Dome La Muerte & The Diggers - Garbage dump (Charles Manson)

Non si offendano gli eventuali lebbrosi che leggono questo blog, ma io ho dovuto farlo.

Me l'ha ordinato il signore in persona.

Tralasciando particolari trascurabili, come il "se" a Bologna troveranno o meno il coraggio di appendere una locandina del genere, vi direi che l'occasione è buona per convogliare le vostre direzioni centro-norditaliche e venirvi a bere la birra con noi. Specie se non ci conosciamo di persona.

Per il resto, i discorsi del sottoscritto e della gang formiana vertono più o meno sul perché la dea bendata non si sbenda mai al nostro cospetto. Sto periodo c'ho 'na sfiga che se mi casca il cazzo, "m'arimbàrza in culo", per citare l'amico Nando Bassoli. E meno male che porto un corno addosso 24 ore su 24. Che sia il caso di cucirmi anche dei santini nei risvolti della giacca, come faceva il devoto brigante Pilone? Mi sa tanto di no, visto e considerato che qualcuno ebbe poi comunque modo di esaminare nel dettaglio suddetta (traforata) giacca. Ma che dico?

Boh.

martedì, gennaio 22, 2008

Colonna sonora: Johnny Thunders - In cold blood/Stepping stone/Hit the road Jack (live)

Volete la sincera verità? È un periodo buio, molto buio. Tutto va storto su tutta la linea, ed è sconfortante, se si considera che l'anno è appena soltanto iniziato. L'unica cosa che mi fa alzare la mattina, ultimamente, perché vi giuro che me ne rimarrei a letto, è il pensiero che di solito i periodi di decadenza preludono a uno splendore particolare.

In tutto questo ambaradan, manco a dirlo, ho trovato persino il tempo di leggere Kerouac. Chissà perché l'ho sempre evitato, o anzi, lo so precisamente il perché: troppo prolisso, troppo osannato, troppo beat generation. Invece ora vi dico che non è stata poi una grande idea ignorarlo. Se On the road sia uno dei massimi capolavori letterari del novecento o meno davvero non lo so, è ancora sepolto in qualche meandro oscuro della mia libreria. Però ho letto Vanità di Dulouz, una sorta di autobiografia romanzata, e vi posso dire che mi ha colpito nei denti, non tanto per la prosa fluida e confidenziale che di pagina in pagina diventa sempre più astrusa e delirante - entrando e uscendo dal terreno della poesia - quanto per la conclusione sconvolgente con cui Kerouac chiuse il libro e la sua carriera letteraria, e forse pure qualcos'altro. Conclusione che, peraltro, dal mio punto di vista non fa una grinza, anzi, è esattamente in sintonia con cose che ho pensato un milione di volte e che evito di esternare a semplici conoscenti. Su Wikipedia o dove volete voi troverete quello che volete sull'autore. Il libro però no. Per me è da leggere.

Hit the road, Jack.

domenica, gennaio 13, 2008

Colonna sonora: FEAR - Now you're dead

"Quando pensi che a nessuno importi se sei vivo, prova a non pagare per due mesi la rata della macchina". (John Belushi)

Il problema è che io NON ho una macchina.

martedì, gennaio 01, 2008

Colonna sonora: Hope & Glory - Senza patria.

E così abbiamo fatto Capodanno.

martedì, dicembre 25, 2007

Colonna sonora: Skiantos - Non sopporto il Capodanno

Puntuale come la morte, la solita influenza invernale mi coglie giusto in tempo per il santo Natale. La gola mi fa malissimo da un numero apparentemente infinito di ore, e ora spero che mi venga la febbre perché sono ansioso di recuperare l'uso delle tonsille. Due considerazioni su questa cristiana festività: ieri, 24 dicembre, ero preso malissimo e per tutto il giorno ho avuto una gran voglia di menare le mani. Oggi, 25, sono stato pervaso fin dal mattino - oltre che dal sopracitato malessere fisico - da una strana energia malinconica che se da un lato mi ha rimesso vagamente nella condizione mentale di scrivere, dall'altro mi ha fatto sperare che il lasso di tempo che intercorre tra il 23 dicembre e il primo gennaio sia abolito per sempre da una dittatura militare. Ciliegina sulla torta, l'oroscopo cazzone che da non so quanti anni mi mandano nella casella email (e non ne ha mai azzeccata una) mi dice che questa sarà una serata entusiasmante. Entusiasmante di che, porco dio con le budella in mano colpito da uno shrapnel? E ora vado a rivolgermi a un oroscopo più professionale, e se non mi dice la verità, cioè che che stasera farà tutto schifo e domani sarà peggio, disconosco anche lui.

domenica, dicembre 23, 2007

Colonna sonora: Johnny Thunders - In cold blood (live)

Di ritorno anche dall'ultima trasferta di dicembre. A Capodanno i Blood saranno impossibilitati a suonare, ma cosa più importante ho sistemato la locandina che mi era avanzata, perché per fortuna c'è chi suonerà anche per noi. Due ritocchi e via. Domani tra l'altro è la vigilia di Natale: un altro anno se ne sta andando affanculo senza che la mia vita sia cambiata in meglio. Non sono neanche tanto triste, ma lo stato d'animo è più o meno come quello di Ungaretti nella famosa poesia, con la differenza che io ogni tanto mollo pure un bestemmione qua e là. Tra l'altro ormai riesco ad avere presenza di spirito solo per le mie poche cose, quindi si preannunciano nuove produzioni Blood e Lamette già a inizio 2008, e tuoni e fulmini se non sarà così, visto che di tutto il resto (cenone-panettone-brindisi-auguri-buonafinebuonprincipio) non me ne importa assolutamente un cazzo. Di che cosa mi lamento in effetti? Semplice: manca sempre quella scintilla che rende la vita colorata e incasinata, e l'unico acciarino che fa due o tre fiammelle ogni tanto è proprio il rock'n'roll. Per il resto ho una mente stanca e un cuore che non fa più bum bum. Stetoscopio cercasi.

mercoledì, dicembre 12, 2007

Colonna sonora: '77 Spreads - I ain't against punk femme

Dopo vari e poco fortunati tentativi, in cui ho rischiato seriamente di farmi male e mettere fuori uso lo stereo (c'è stata una mezza esplosione in prossimità dell'attacco delle casse all'amplificatore, ma ne sono uscito illeso), sono finalmente approdato a risultati pressoché decenti nel rippaggio di nastri e vinili in mp3. Ci provavo da anni! Gutta cavat lapidem...

Adesso, in virtù di questa nuova scoperta, sto rispolverando dischi che non ascoltavo dalla fine degli anni novanta ma che giacevano comunque nella mia collezione privata ancora in perfetto stato di conservazione. Due soffi, un pò di accurata manovalanza con la puntina, ed ecco che li posso immortalare un po' alla volta, in culo al tempo. Si è capito che mi è venuto un ritorno di fiamma per il vinile?

Facendolo girare mi sono tornati in mente un sacco di episodi, frammenti del tempo che fu: il primo è una trasferta a Grosseto per un festival punk-hc in aperta campagna, in cui eravamo tutti rovinatissimi e suonarono sicuramente Sickoids, Insult, Bocca Chiusa e Crunch, mentre la memoria mi inganna per il resto dei gruppi. Il palco però era ricavato da quattro balle di fieno, questo me lo ricordo benissimo. Verso sera, sdraiato su un asciugamano da mare sotto un albero, ho visto la gallina. Che a detta degli altri che erano con me non c'era. 

Sempre di quei tempi o giù di lì una lunga telefonata durante la quale in una cabina del telefono a Gianola io e Fabio "N.T.P." Biclungo appuntammo su un foglio di quadernone qualcosa come 20-25 indirizzi di fanzinari dell'epoca, con relativi numeri di telefono lì dove il pusher li forniva. Chi ci fosse dall'altro capo del filo non vi è dato di saperlo: è un amico che non vedo da molti anni e a cui ho pensato incredibilmente giusto stasera. Chissà come se la sfanga. Lo rivedrei volentieri, come tante persone da cui il sinistro passare degli anni mi ha impercettibilmente allontanato.

Per inciso, gli indirizzi che ci diede non ci servirono a un cazzo; mi sa che non era ancora il nostro momento. Però la sua generosità, in questo e in altri frangenti, è difficile da dimenticare.

Altre rimembranze mi riportano nella Roma pre-Giubileo; la Roma del Brancaleone ancora centro sociale di Talenti, di San Lorenzo più/meno buia di adesso (dipende dai punti di vista), del dormitorio studenti di via Cesare De Lollis, occupato e non: in quel luogo mi sono ubriacato e strafatto centinaia di volte; ho dormito sul tavolo della sua direzione; ho bevuto e fumato nel gabbiotto della sua soveglianza. Da lì ho preso il volo verso tutte le destinazioni possibili e immaginabili. E non ci ho manco mai abitato. Partendo da lì ho anche depredato Disfuzioni 2 - usato (che contrariamente all'originale ha avuto vita breve) di tutti i dischi appetibili esposti nei bancali.

Tutto questo casino per aver rispolverato due anticaglie? Già. E vi dirò di più. Per ogni singolo pezzo mi ricordo dove e da chi l'ho preso. Che poi spesso e volentieri chi me l'ha venduto lo aveva anche inciso. Roba da matti la vecchiaia... spero passi. 

domenica, dicembre 09, 2007

Colonna sonora: Hide Out - Ignorance

Ancora una volta, sei foto di Muviments.

Momento magico delle due serate: lo scendere da solo, bicchiere alla mano, la scalinata ripidissima a cielo aperto che dalla parte alta del castello conduce alla torre rotonda. I merli - un tempo adibiti probabilmente al tiro con la balestra - non sono un gran parapetto e sotto ci sono centinaia di metri di vuoto assoluto, e le case minuscole come in quadretto macchiaiolo. Niente male per uno che soffre di vertigini. Ricorderò anche di aver assistito a un concerto di cinque minuti per un solo spettatore, una sorta di performance sensoriale in cui l'ex cantante dei Gronge mi intonava fonemi in un orecchio mentre osservavo il ruotare nervoso di strani macchinari posizionati alla mia sinistra.

lunedì, dicembre 03, 2007

Colonna sonora: Nico - Das lied der Deutschen

Una sepolcrale Deutschland Deutschland uber alles per chiudere in bellezza la serata, in sintonia con il mio umore sepolcrale, che fortunatamente si è stemperato qua e là grazie a una serie di incontri finalmente non fugaci con amici che non vedevo da mesi/settimane/anni. Al di là della consapevolezza di fare tutto il possibile per portare avanti i centomila progetti in cantiere, mi rimane la solita confusione mentale che affoga sistematicamente in un bicchiere di birra. Non è facile andare avanti coesistendo con la radicata e forse definitiva mancanza di certezze su tutta la linea. Non il denaro non l'amore nè il cielo: mi è passata anche la voglia di riavvolgere il nastro e tornare indietro, per cui non resta proprio più niente, solo una clessidra che scorre e che non può essere fermata. Desiderio numero uno, ora come allora: l'Anarchia. Panta rei, diceva forse che forse Eraclito.

rigurgitato da ilpoverello | 02:49 | paranoie, disordine mentale del poverello | commenti (2)

martedì, novembre 27, 2007

Colonna sonora: Wipers - Return of the rat

Un paro di artworks nuovi.

Nixon portrait, per un nuovo Vietnam. Input scaturito dall'ennesima conversazione con Mr. Akab.

E ancora: quella volta che volevo fare una locandina natalizia, e regolarmente sbagliai soggetto. Ci si bacia sotto il vischio a mezzanotte di Capodanno, non a Natale. Così vuole una stramaledetta tradizione celtica.

Adesso non mi rimane che organizzare un concerto per l'ultimo dell'anno, o in alternativa cercare qualcuno che lo stia già facendo. Mannaggia a me e a quanto so' bollito.