martedì, giugno 09, 2009

Colonna sonora: Peter Laughner - Amphetamine

Lamette 6, aka Guida illustrata al frastuono più atroce sarà fuori a metà mese per il nostro/vostro tripudio ludibrio. QUI tutte le anteprime, il promo e la playlist aggiornata. QUI invece troverete le foto della festa di presentazione di "Annetta", l'albo monografico lungo di Rocco per Nicola Pesce Editore. Al party hanno suonato, quasi a sorpresa, i redivivi Blood '77, che - nonostante i casini logistici che li affliggono da anni - stanno preparando delle canzoni nuove per un nuovo cd. Il nuovo "de-Comporre" salterà fuori in tempi relativamente ancora molto brevi.

Tanta stanchezza, ma è decisamente meglio che aprire l'estate nel consueto clima di immobilismo sfigato e vacanziero, che contempla solo birra, viaggi senza meta e calzoni corti. Se anche l'Italia sta andando alla deriva totale, almeno il sottoscritto un giorno potrà dire di non aver contribuito in modo troppo sensibile allo sfacelo imperante dei costumi. C'è crisi? Ditelo a me. Io è una vita che sono in crisi. Se siete stanchi di tutto e anche di voi stessi, fate vostra una causa persa. Vi salverà.

giovedì, febbraio 19, 2009

Colonna sonora: Circle Jerks - Red tape

Oggi mi sono superato: live report, minuto per minuto, della seconda serata di Sanremo. Salto a pié pari ospiti stronzi e culone insulse, perché servono solo per arrapare il pubblico e pertanto non li ritengo rilevanti. Ok, pronti? Via!
Incipit: l'orrenda "Another brick in the wall", in versione orchestrale, come se già non ci fossero bastati a suo tempo i deliri di onnipotenza di Roger Waters. Ora che i Pink Floyd non esistono finalmente più, manco in quell'estrema, ignominiosa versione '79, quasi quasi li rimpiangiamo. Era meglio Mina.
Alexia-Mario Lavezzi: la nana s'è fatta il capello biondo e ha triplicato l'altezza dei suoi trampoli. Immancabile quanto inutile testo di Mogol, celeberrimo killer del pentagramma, noto per aver firmato i più grandi successi di Battisti, una delle peggiori canzoni di Rino Gaetano e una versione italiana di "Space oddity" di Bowie con cui è riuscito a far sì che il duca bianco venisse esiliato discograficamente per vent'anni dal suolo italico.
Povia: arieccolo che ci rifà col (suo) cambiamento sessuale. Il pubblico si sbraccia in applausi sentiti e microcefali e direi che il nostro ormai è sulla via della vittoria, visto che il casino l'ha fatto ed è abbastanza melenso, poppy e intonato da suonare anche radiofonico. Per completare l'opera, caccia fuori un altro cartello stile Fronte della Gioventù, e lo lascia educatamente in mezzo al palco come di consueto. Io lo rimanderei in parrocchia a calci nel culo.
Al Bano: viene introdotto come un veterano e già rabbrividisco. Mette piede sul palco gorgheggiando ancor prima che gli suonino la base. Neomelodico, strappacore e stracciapalle come sempre, Al Bano in sintesi sta cercando di prendere il posto del defunto Pavarotti, sostituendosi contemporaneamente a Verdi e Boito nella stesura di musica e libretto. Un progetto un po' troppo ambizioso per uno che bela come una pecora.
Laurenti: giunge cantando "New York New York" meglio di quanto potrebbe fare il 97% dei cantanti in gara. La sua voce querula - com'è noto - è tale solo quando parla. Mo però non ce lo propinate così ogni sera, ché due di fila bastano. Garrone nei panni dell'Eterno ancora non si vede.
Niki Nikolai e soncazzo chi altro: testo di quel monte di sudicio di Jovanotti, ottimo per essere interpretato da Tony Renis. Oggettivamente bella prova, considerato lo spirito vintage che li anima, ma due palle incommensurabili. Ha vinto la Piccola Orchestra Avion Travel, potrebbero vincere anche loro.
Sal Da Vinci: sponsorizzato da Gigi D'Alessio, giunge sul palcoscenico tra urla da sceneggiata meroliana che il suo pubblico gli rivolge entusiasta. La solita broda sofferente, da ascoltare asciugandosi gli occhi col fazzoletto mentre si mangiano spaghetti a vongole in un esterno ristorante.
Gemelli Diversi: i gangsta de noantri. Odio l'effetto discotecaro con cui distorcono i coretti. Testo "sociale" nello standard a base di babbi alcolizzati, mamme puttane e figlie prostituite, eppoi galeotti, infami e malinquenti. C'è bisogno di aiuto, cantano. Mi pare un'ottima idea: andate a fornirlo e levatevi dalle palle.
Pupo, Paolo Belli e Youssou N'Dour: ancora un pezzo (di merda) di Mogol. Pupo canta come in "Firenze Santa Maria Novella", Belli stona e a tratti si affoga, e Youssou N'Dour è un mix tra il Paul Anka di "Ogni volta" e un muezzin. Morandi, Tozzi e Ruggeri erano un'altra storia. Che vadino tutti al casinò, che forse Pupo c'ha un paio di numeri buoni.
Renga: antipaticissimo come sempre, anche lui torna alla ribalta una volta l'anno, solo per Sanremo. Ennesima esibizione della sua voce bianca. Come sottolinea giustamente Bonolis nell'incipit, è adattissimo per cantare in chiesa. I Timoria per fortuna mi hanno sempre fatto cacare, e mi sento risollevato. Battuta necroinfelice dello stesso Bonolis, che a due secondi dallo stacco pubblicitario dà del "Pavarotti secco" a un orchestrale barbuto. Doppiamente infelice, se si considera la lunga e avvenuta consunzione di Big Luciano. Il pubblico rimane muto. Vabbè, paciénza.
L'Innominato: preferisco non scrivere il suo nome, e mi gratto pure un tantinello le palle, però devo riconoscere che è l'unico che abbia un testo. Se vince lui non possiamo che fare spallucce e toccarci ripetutamente il sacchetto scrotale prima di riconoscergli del mestiere e del talento.
Patty Pravo: finalmente riesco a vederla. Eterhea (con la errhe). Ci sibila una canzone melanconica indossando uno strano vestito con due simil-buchi sulle tette. Patty, per me è ora di andare all'ospizio, ma bisogna dire che il pubblico ancora ti strapplaude. Contenti loro...
Santamaria, Accorsi e PFM: appaiono inaspettatamente, coverizzando "Bocca di rosa". Accorsi è stonato oltre i limiti dell'immaginabile. Di Cioccio l'avrei voluto alla batteria, al microfono scazza. Santamaria, per essere un attore, se la cava egregiamente. La domanda è: era proprio necessario? E se sì, non poteva cantare Cristiano De André? No, ripensandoci, meglio di no. Bonolis piglia Accorsi per Santamaria, attribuendogli l'interpretazione televisiva di Rino Gaetano. Si continua con "Il pescatore" e la gente vuole il bis. Io passerei.
Marco Carta, quello di Maria De Filippi: ho detto tutto. Avanti il prossimo.
Leali: sempre fuori tonalità, vedi ieri sera. Canzone sbagliata, cantante sbagliato. Spero esca.
Dolcenera: becca fischi di apprezzamento tipici da osteria. Il sospetto che tenti un colpo gobbo scopiazzando la Antonella Ruggiero dei bei tempi si incunea nelle mie sinapsi. Riascoltandola, mi sa che è radiofonica. Buone possibilità.
A questo punto giunti, non vedo l'ora di sapere chi dei big sarà effettivamente fatto fuori.
Haber: neuropatico come di consueto, entra tremando e sbuffando: poi si rilassa e legge Paolo Giordano. Gran testo e grande interprete. Pochi cazzi.
Silvia Aprile: è una dentona con mentore Pino Daniele. Canta ma non mi tange. Senza infamia e senza lode.
Chiara Canzian: non è cazza di scendere la scalinata da sola, e si fa portare giù da Bonolis. Mentore Vecchioni, che si sbilancia a definirla una delle migliori tre cantanti donne attualmente in circolazione. Bella presenza e caratteristici acuti tremuli, non mi pare poi tutto sto granché. Appresso.
Karima: una bella polpettona. Mentre canta si leva le scarpe, e l'effetto bella polpettona incrementa del 20%. Finora la migliore del mazzo, anche se tende a strafare e sgarra qua e là. Pubblico e giuria apprezzano.
Iskra: corista di Lucio Dalla, ha l'aspetto e il portamento di una barbona. A questo punto, visto e considerato anche il look del cantautore bolognese, mi immagino che tutta la band di Dalla raspi nei cassonetti alla fine di ogni performance. Voce particolare e un pò roco-affogata, pezzo dalliano. Niente de che, ma considerando che sulle prime pensavo a un siparietto di Panariello, c'è andata pure di lusso.
Barbara Gilbo: ce la propina un non convintissimo Massimo Ranieri. Condivido la sua non convinzione.
Arisa: dev'essere un diminutivo per Marisa. Veste da pornoinfermiera giapponese e ha come mentore (l'ormai centenario, immagino) Lelio Luttazzi. Poco intonata e con effetto microsolco dietro la schiena, ma divertente.
Seconda falcidiata di big: la giuria demoscopica mette stavolta alla gogna Al Bano (un nuovo miracolo italiano?), Niki Nikolai e consorte e Sal Da Vinci. Pupo becca un botto di fischi, ma passa uguale.
Sigla.

mercoledì, febbraio 18, 2009

Colonna sonora: Lalli & Pietro Salizzoni - Una lettera per me

Ieri sera, come è mia consuetudine, ho visto gran parte della prima puntata del festival di Sanremo. Vado dunque a recensire quello che ho visto, con l'occhio clinico di un seguace pluridecennale; fateci la tara, ovviamente, ma ascoltate.
Scenografia/scaletta: la migliore degli ultimi cinque anni, sicuramente. L'opening con l'infante che suonava tre note di piano e con la balena di Cremona (che immagino snellita ad hoc dal digitale) non era male. Mi chiedo solo se per tributo a Pavarotti non ci tocchi sciropparci "All'alba vincerò" all'inizio di ogni serata. Sarebbero cazzi da cacare.
Conduzione: odio Bonolis, ma ammetto che è meglio di un calcio nelle palle. Ogni tanto si impappina, ma fa il Pippo Baudo della situazione in maniera irreprensibile. In coppia con Laurenti, che pure non adoro, due sorrisi li strappa. Manca Garrone con la tazza di caffé e poi lo spot della Lavazza è pronto. La bonàzza di quest'anno va detto che è una sconosciuta un po' mussuta, ma cacchio, chi non ci metterebbe la firma? Basta che sia carne.
Cantanti pervenuti:
Dolcenera: con tutta la visibilità che ha avuto in passato, è chiaro che se non ha cavato un ragno dal buco non lo caverà mai, men che meno con  i cambi di look (leggi: tentativo di cambiare personaggio rivendendo la stessa persona). Peccato. Bella presenza e voce indiscutibili, ma chi ti scrive le canzoni? Musicalmente insipida. Le vie di mezzo non servono a un cazzo, Dolcenera. O tiri o smolli.
Leali: ritirati, è meglio. Patetico lui e patetica la canzone. Immagino che gliel'abbia scritta Mogol, o qualche altro settantenne che fa le canzoni per i giovani. Devo dire pure che ha preso belle stecche, e cantato fuori tonalità. Leali, ma te l'eri scritta sulla mano anche tu come Vasco Rossi?
Tricarico: vatt'a ricoverà agliu 'spitàle psichiatrico! Atroce, insensato, privo non solo di intonazione, ma anche del concetto stesso della stessa. Non so se volesse dare l'idea di avere il fattore X, ma comunque vada non c'è riuscito. Butta Tricarico.
Benigni: come al solito si rivende tre o quattro battute su Berlusconi, suo probabile amico e cavallo di battaglia, e poi spara sulla croce rossa riciclando la poesia d'altri. Stavolta tocca, se non vado errato, al "De profundis" di Oscar Wilde, omettendo naturalmente - sempre se del "De profundis" si tratta - le parti in cui Wilde rifacciava a Bosie questo e quello. Vince bene, zaccagnando il fascista Povia e la sua canzone, che ancora non s'è sentita né Benigni probabilmente sentirà o se ne sbatterà le palle di sentire mai. Tutti si commuovono, e lui esce silenzioso e serio, senza zompettare, baciare nessuno o toccare tette e culi, perché la circostanza ormai non lo richiede più. Un professionista, ormai troppo.
Povia: visto che l'abbiamo nominato, eccolo. Scrive la sua "Luca era gay" ispirandosi chiaramente a "Toni era uno skin" degli ADL 122. La canzone sostiene con garbo che dall'omosessualità si può guarire, anche se - bada bene - non è una malattia. Povia, con quelle mossette mi sa che l'hai preso nel sedere anche tu, prima di venirci a decantare pubblicamente le tue verità soggettive. La platea, costretta dalla circostanza a fare una standing ovation a Benigni Wilde-declamante, applaude di cuore e con moto liberatorio, felice di non avere un figlio frocio. Rimangono giustamente in silenzio i rappresentanti dell'ARCI gay, intervenendo subito dopo per sottolineare il fatto che Povia è un coglione. Non posso che concordare.
Irene: figlia di Zucchero, sceglie saggiamente di non utilizzare il proprio cognome, anche se si fa scortare dal potente genitore. La canzone funziona, lei pure. Non impazzisco ma riconosco un certo stile.
Paoli, per qualche secondo in collegamento: appare sobrio e dispensa persino lusinghe. Delusione enorme.
Non pervenuti:
La Zanicchi: dicono che sia stata eliminata. Era ora. Torna a fare OK il prezzo è giusto. Raus.
La Pravo: me la sono persa ma la immagino come è sempre stata, fin dai tempi in cui cercava di copiare Nico; finto-fricchettona, incipriata e stonata, forte di una canzone incomprensibile. Sono cattivo io o mi sbaglio?
I vari vincitori di Maria De Filippi: li ho visti, ma non sono pervenuti lo stesso. La burinaggine conclamata la scarto a priori, specie se giovane.
Vi aggiornerò presto con la seconda e terza (se gliela reggo) serata.
Adieu.

giovedì, gennaio 01, 2009

Colonna sonora: Honeybus - I can't let Maggie go

L'anno nuovo si apre con un diluvio torrenziale su tutta la regione Lazio. Qui ce lo meritiamo maggiormente rispetto ad altri comuni, visto che abbiamo votato la parrocchia e siamo giustamente ritornati al 1986, nube di Chernobyl inclusa. Tra i miei propositi per l'anno nuovo, c'è la fondazione di una lega per l'abolizione della riproduzione di brani di Vasco Rossi all'interno dei locali pubblici e delle pubbliche piazze. Basta col benzinaio e con tutto il suo dannato seguito di tossici paesani e aspiranti tali: anche loro fanno parte del passato. Zang tumb tamb, noi siamo futuristi, e come tali speriamo venga la guerra, per purificare con la sua fiamma rigeneratrice questa plastica umanità. Il Presidente ha aperto il suo messaggio augurale dicendo che se vogliamo essere ottimisti, tra un po' ci abbofferemo di merda; anche se i pessimisti sostengono che non basterà per tutti. Grazie, Presidente, non ce ne eravamo accorti. Rimane solo da chiedersi quali altre leggi vareranno ora i nostri parlamentari per affossare un altro po' il concetto di democrazia, nel quale, vivaddìo, il sottoscritto non ha mai creduto. Who said democracy's in with human rights?
Solo adesso mi rendo conto di quanto gli anni ottanta siano stati anni di merda.

rigurgitato da ilpoverello | 16:40 | amarcord, vintage, via crucis, cronaca lòcal | commenti (10)

lunedì, dicembre 15, 2008

Colonna sonora: Cock Sparrer - Tough guys

Locals tutti, accorruomo qui!

mercoledì, dicembre 10, 2008

Colonna sonora: Garbo - Vorrei regnare

Fumetti in pasto ai coccodrilli! Il 27 e 28 dicembre nel castello medioevale di Itri (LT)

Non perdetevi la rassegna di fumetti underground che Lamette Comics ha organizzato per il 27 e 28 dicembre nel castello medioevale di Itri (LT), in contemporanea con il festival musicale Muviments, organizzato contemporaneamente dalla CAGA nella medesima location.

Comics: in esposizione nella torre dei coccodrilli: materiale storico della rivista Frigidaire, tavole originali dei Superamici (Maicol e Mirco, LRNZ, Ratigher, Dr. Pira, Tuono Pettinato), "Campana" di Simone Lucciola e Rocco Lombardi, Epoc ero uroi, la nuova rivista romana di fumetti e sperimentazione, Mad Dog, Marco "About" Bevivino, Little Point. Sabato 27 ore 21: Vincenzo Sparagna presenta la Repubblica di Frigolandia e il suo libro "Frigidaire: l'incredibile storia e le sorprendenti avventure della più rivoluzionaria rivista d'arte del mondo". Nelle due serate, banchetti di fumetti autoprodotti e dell'editoria indipendente: Becco Giallo Editore, Grrrzetic Editrice, Edizioni del Vento, Coniglio Editore.

Musica: sabato 27 - Canes Venatici (space cabaret) + Voci Ad Effetto (due corde vocali elettroniche) + Cristiani & Moneta (danza butoh); domenica 28 - Garbo (pop wave '80) + Above The Tree (post folk sperimentale) + Il Mototrabbasso (viaggio schizzoide nei mondi della musica). In ambo le serate: performance, installazioni, videoarte.

Scarica qui il FLYER di Fumetti in pasto ai coccodrilli

Scarica quo il FLYER di Muviments

giovedì, novembre 27, 2008

Colonna sonora: Neon - Sentimental love

Ricapitolando: ho una, due, tre, quattro richieste che dovrebbero portarmi a mettere mano al tavolo da disegno. Domani mattina mi devo svegliare mio malgrado all'alba. Sono occupato per tutto il weekend. C'è questa, quella e quell'altra faccenda in sospeso. La corrispondenza si infittisce e diventa più intrigante. I soldi stanno finendo. E in tutto questo io cosa faccio? Mi scarico l'emulatore Amiga con tutte le roms dei giochi che mi incollavano abitualmente al computer dal 1989 al 1992, e mi incollo di nuovo per ore e ore e ore davanti agli stessi giochi: senza uscire di casa, senza fare un cazzo, senza fumare una sigaretta (quella della buonanotte me la fumo ora), senza riuscire a finirne uno!

Risultato: ho la testa pesante e dei crampi spaventosi ai tendini delle mani. A volte c'è dell'esagerazione anche nel non negarsi mai nulla.

venerdì, novembre 21, 2008

Colonna sonora: Guns'N'Roses - Chinese democracy

Come tutti i myspaceiani che si rispettino, anch'io ho ascoltato in anteprima "Chinese democracy", il pluri-pluri-pluri-pluri posticipato nuovo disco di Axl Rose a nome Guns'N'Roses. Le demo che circolavano erano abbastanza terribili, ma qualcosa mi diceva che dopo dieci anni Mr. Rose avrebbe comunque tirato fuori un capolavoro rock, visto che ne ha già uno all'attivo ("Appetite for destruction") e aveva provato a fare una specie di white album ai tempi di "Use your illusion", fallendo per eccesso di materiale incluso. Devo dire pure che la title track faceva ben sperare...

Perché allora dopo quattro pezzi 'sto disco diventa una purga?

Basi sintetiche, arrangiamenti pop, ore e ore di assoli inutili e lunghissimi che rifanno il verso alla base. E poi gorgheggi, acuti, e poi ancora gorgheggi: un karaoke pallosissimo e lentissimo, dove il nostro chiarisce a tutto il mondo di essere un gran cantante. Peccato che i pezzi - tranne quattro o massimo cinque eccezioni - siano dei polpettoni inutili, che non ci sia un minimo di rock'n'roll e che il tentativo di guardare avanti non renda "Chinese democracy" qualcosa di moderno e originale. Du' palleeeeee!!!!

Izzy Stradlin'. L'unico musicista grandioso che i Guns'N'Roses abbiano mai avuto in organico. Ha sempre scritto le canzoni migliori, talvolta le ha pure cantate, e da solo ha fatto dei dischi che si bevono completamente il repertorio del suo ex-gruppo di fama interplanetaria. Eppure nessuno se l'è mai cacato. Era oscurato dall'istrionismo di Slash, uno che alla fin fine c'ha sempre avuto solo e soltanto presenza scenica, ma se l'è venduta e se la vende tuttora bene. Morale della favola: Izzy era i Guns'N'Roses. Senza di lui Mr. Rose può solo che scrivere ballate, gorgheggiare e cacare le palle. Peccato.

Sono sempre i migliori, quelli che ti sfanculano.

rigurgitato da ilpoverello | 00:01 | ascolti, vintage, via crucis, grandi artisti | commenti (7)

martedì, novembre 11, 2008

Colonna sonora: Carosello - Maria Rosa

Và, Geruge, mostro degli Inferi! Uccidi Devilman!

Geruge ha fallito! Allora... Gondoroma! Và, Gondoroma! Scatena tutti gli animali della terra contro Devilman!

È chiaro che la mia salute mentale sta vacillando.

martedì, ottobre 21, 2008

Colonna sonora: Diaframma - Francesca, 1986

Ci siamo. Ho qui a casa un pacco da 200 copie della vita di Dino Campana reinterpetata a suon di matite, lucidi e pennarelli da me e Rocco. Dunque, la prima storia a fumetti di più di 7-8 pagine che io abbia mai realizzato in vita mia, nonché l'unica monografica. Ho 30 anni, era anche ora che cominciassi a sperimentare. Per come la vedo io, potrà piacere o non piacere, e anzi, quello che so per certo è che sarà il pezzo più difficile da vendere di tutta la produzione Lamette Comics. Però è quello che mi ha dato più soddisfazioni in fase di realizzazione. Non mi resta che allegarvi la cover e il solito promo, tanto per darvi un'idea di che cacchio abbiamo fatto. Se siete dei fan della letteratura, potrebbe anche fare al caso vostro... 

Lamette Comics rilancia con il secondo supplemento estratto dalla nuovissima collana "Fuori vena": Rocco Lombardi e Simone Lucciola in tandem, alle prese con matite, testi e inchiostri, per un albetto che racconta la vita controversa e turbolenta del più grande poeta italiano del novecento: Dino Campana (1885-1932), riletto e illustrato attraverso opere, lettere, frammenti d'epoca e improbabili fantasie lamettiane.
Una monografia a fumetti sul folle di Marradi, all'ombra della Grande Guerra e delle prime avanguardie del secolo scorso.

Copertina plastificata e prezzo popolarissimo di 2 miserabili euri + spese postali a copia, 1 euro + spese per le distribuzioni (chi ordina dalle 10 copie in su). Accettiamo naturally anche Paypal e ricarica Postepay.

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Per chi fosse come San Tommaso, una bella e sana preview: 1, 2.

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domenica, ottobre 12, 2008

Colonna sonora: Frontiera - In altre sere come questa

Una vignetta degna dei lottatori malvagi di Tana Delle Tigri per il nuovo numero di Be|different, a tema "Il bianco e il nero". Sempre ammesso che io non sia troppo in ritardo per essere pubblicato:

E siccome non c'è mai fine al peggio, una nuova locandina per la CAGA di Itri:

Rourke è il mio attore preferito, non me ne frega un cazzo di ritrarlo in versione anni ottanta, quand'era un sex symbol e piaceva anche alle nostre mamme. Un grande attore usa il proprio declino fisico per sperimentare nuovi ruoli. Come ha fatto Marlon Brando. Come fa lui.

'Sto disco dei Frontiera è meraviglioso. Corre a loop nel mio stereo come un razzo...

rigurgitato da ilpoverello | 22:48 | ascolti, vintage, petto, artworks del poverello | commenti (3)

lunedì, settembre 08, 2008

Colonna sonora: I Ragazzi - Judo boy

Me lo sto chiedendo dal 1985: riuscirà Kurenai Sanshiro a trovare l'uomo con un occhio solo?

Non so se adesso arriverò a saperlo o mi romperò le palle prima, ma l'importante è che mi sia data almeno una possibilità di scelta.

Bene, gente, ho appena scoperto che qualche geniaccio ha messo in streaming tutte le puntate di decine di serie TV giapponesi, che dunque ora si possono visionare da appositi forum senza stare lì ad attendere code interminabili sui peer-to-peer. Ora sono un bambino contento.

Stasera leggo, guardo cartoni, navigo in rete, non tocco manco una birra e cerco di dimenticare tutto questo weekend dalla A alla Z.

P.S. Checché se ne dica e si favoleggi, Lucio Battisti non cantava la sigla italiana di Judo boy, e Piero Pelù non cantava quella di Jeeg robot d'acciaio. Solo un ottimo imitatore del primo e un antesignano involontario del secondo. Tra l'altro, il compianto Fogus era un bel pò più dotato vocalmente dell'ormai rincoglionito Pelù, che ha appena inciso un'orrida cover della sigla per sfruttare il pluridecennale equivoco.

domenica, agosto 10, 2008

Colonna sonora: The Damned - I just can't be happy today

Vediamo di fare un po' il punto della situazione di merda. Da qualche manciata di ore ho 30 anni. Tirando le somme e considerando l'andazzo iniziale, sarei anche invecchiato decentemente, se non fosse per il mondo circostante, che mi fa più schifo oggi di quando avevo 15 anni, ed è tutto dire. Analizziamo insieme i pro e i contro.

Pro:

- Non giro in ciabatte per i litorali festeggiando i miei unici miserabili 15 giorni di vacanza.

- Non ho alcun ragazzino per mano, quindi il mio seme è stato rigorosamente disperso per anni e anni senza pagare alcun tributo all'umanità, che tra l'altro - come già detto - mi fa pure assolutamente schifo.

- Non ho una moglie grassa e brutta e neanche giovane e bella. Non ho una fidanzata che si aspetta da me di essere impalmata a breve giro.

- Gli anni mi donano. Ergo non sono ancora così malmesso da non riuscire a fare sesso senza promettere prima matrimoni e fidanzamenti di qua e di là. Non sono ancora neanche al punto cruciale di necessitare dell'organizzazione di cene romantiche dove pago io.

- Il mio rock è migliorato, i miei ascolti pure.

- Nonostante sia ultra-pigro, ho realizzato il 90% dei desideri che avevo dieci anni fa.

- Ho il triplo delle letture, visioni ed esperienze che avevo dieci anni fa.

- Vanto almeno 300 numeri nella mia rubrica telefonica, e almeno 150 sono sempre felicissimi di essere composti.

Contro:

- Non ho un nuovo e ottimo lavoro, sono quasi al verde e non posso considerare neanche in cartolina la prospettiva di andare a vivere da solo.

- Più panza, meno capelli, e brizzolamento quasi raggiunto.

- La mia dipendenza dall'alcool è ormai incurabile senza ricorrere al Disulfiram.

- Il mio sistema nervoso è un puzzle che non si ricomporrà mai più.

- C'è un sacco di gente che si autodefinisce normale, lì fuori, che è fermamente convinta che io sia pazzo.

- Ogni volta che mi guardo intorno, ho l'impressione che la gente che mi circonda sia sempre più penosa, irrisolta e patetica, e che in generale il mondo stia andando verso la catastrofe per colpa loro.

- Ho ripreso a fumare di brutto, e la cosa fa male e costa.

Pari e patta? Diciamo di sì. Erba cattiva volevo essere, erba cattiva sono...

lunedì, luglio 14, 2008

Colonna sonora: Alberto Fortis - Milano e Vincenzo

Mi ha appena telefonato il mio alter ego. No, non sono diventato improvvisamente Nanni Moretti. Ho però un alter ego: l'ho conosciuto dodici anni fa e ogni tanto ci risentiamo con piacere. Dodici anni fa ci siamo ritrovati per caso nello stesso posto con la stessa identica poca convinzione, e abbiamo preso le stesse discutibili decisioni in merito, facendo coppia fissa e ottenendo così il medesimo risultato: una vittoria di Pirro, oggi traducibile in un fallimento quasi totale. L'alter ego si chiama ovviamente come me, ha pressapoco la mia età e beve quotidianamente birra da supermercato, esattamente come me. Ora, di ritorno un lungo viaggio in Spagna (l'alter ego è pigro quanto me, ma tendente anche lui al vagabondaggio), si fa vivo dopo mesi e mesi in cui sapevamo entrambi della reciproca presenza sul suolo patrio, ma ci siamo mandati esclusivamente messaggi vocali tramite terzi. Sì, perché sia io che l'alter ego tendiamo a lasciare che il mondo ci cerchi o ci trovi per caso, offendendo così intere generazioni di premurosi telefonatori. Abbiamo parlato, dicevo, per un paio d'ore d'orologio, cercando di venire a capo delle nostre vite, e ricordando ancora una volta che sono trent'anni che la matassa non si sbandola, in gran parte per colpa nostra. Abbiamo convenuto comunque sul fatto che il nostro problema principale è che il buon dio ci ha creati snob come due omosessuali griffati, indipendenti a prescindere dalla possibilità concreta di esserlo o meno, insofferenti a qualsiasi cosa che non gratifichi la nostra dannatissima forma mentis. Ne consegue che lavorare ci sembra una bestemmia, tutte le nostre relazioni con pretese di serietà falliscono nel tempo di una pisciata, e non abbiamo nè forse avremo mai un posto nella società perché tutti quelli che ne possiedono uno ci disprezzano subito dopo aver avuto a che fare con noi e noi invece disprezziamo loro a prescindere. Credo che io e il mio alter ego un giorno faremo grandi cose insieme: era scritto che dovesse essere così, e io l'ho capito immediatamente. Poco importa se nel giro di dodici anni l'unica concreta produzione artistica che abbiamo realizzato insieme è stata una canzone reggae dal titolo "Fichina, lurida fichina", che fortunatamente non abbiamo mai inciso. 

venerdì, luglio 04, 2008

Colonna sonora: Luigi Tenco - Ciao amore ciao

I fumetti alternativi del poverello: Diabolik VS Little Tony.

giovedì, giugno 19, 2008

Colonna sonora: Negazione - Cannibale

Come promesso e minacciato a più riprese, apriamo alfine la mini-collana "Fuori vena" con il primo albetto monografico targato Lamette Comics. Hardcore 1986 2008: 20 pagine inedite disegnate da Moz/Officina Infernale (ex-Capitan Pizza, Vertigine, Creepshow, Substance e Strage, nonché copertinista di fiducia della SOA Records), per un'uscita a fumetti integralmente dedicata al reducismo hardcore-punk in tutte le sue sfaccettature: dagli anni '80 vissuti in prima persona sotto i tremanti palchi italici all'avvento del crust/grind, fino all'attuale degenerazione dei costumi.
Copertina plastificata e prezzo popolarissimo di 2 miserabili euri + spese postali a copia, 1 euro + spese per le distribuzioni (chi ordina dalle 10 copie in su). Accettiamo naturally anche Paypal e ricarica Postepay.

Per ordinare la vostra brava copia, scrivete qua: roco@postino.it o contattateci su www.myspace.com/lamette

Per chi fosse come San Tommaso, una bella e sana preview: 1, 2.

E per chi quel giorno non c'era, CATALOGO  LAMETTE COMICS mit SCHEDE AUTORI.

A breve giro l'elenco dei distributori, vergato col sangue.

lunedì, dicembre 17, 2007

Colonna sonora: Decibel - Vivo da re

Antico memorabilia ripescato chissà perché in uno dei miei cento raccoglitori. Enjoy.

Gioventù Bruciata - artwork originale del primo demo omonimo.

Autore: il poverello

Età approssimativa: 11 anni.

Tecnica: Pennarelli, matite, forbici, adesivi, colla e olio di gomito. Come si usava tra i gruppi punk di tanto tanto tempo fa.

Fotocopiato approssimativamente: 500 volte?

Stato di decomposizione: abbastanza irrilevante. I pennarelli (a occhi e croce Pilot e Tratto alternati) tengono ancora egregiamente, e la carta non è punto ingiallita.

Una volta, per la cronaca, c'era anche in progetto una mostra a Formia con tutto il materiale punk-hc del sudpontino. Perché poi è finito tutto nel dimenticatoio? Indovinate un pò: non c'è un posto non istituzionale adatto all'allestimento. Appassionati locals, volete offrirci per favore casa vostra in centro?

rigurgitato da ilpoverello | 01:08 | amarcord, anarchia, vintage, artworks del poverello | commenti (3)